LETTA & IMPRESE/ Snaidero: no all’Iva e costo del lavoro, possiamo tornare a sperare

- int. Roberto Snaidero

ROBERTO SNAIDERO si dice certo che, con questo nuovo governo composto da personaggi di alto livello e le sue proposte, il grado di fiducia degli imprenditori aumenterà

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Roberto Snaidero (Infophoto)

Taglio del cuneo fiscale, contributi per i neo-assunti, minore rigidità sui contratti a tempo determinato finché durerà la crisi, importanza dell’imprenditorialità e dell’innovazione. Sono alcuni dei punti del discorso tenuto del presidente del Consiglio incaricato, Enrico Letta, nella presentazione del governo alla Camera de deputati. Ilsussidiario.net ha intervistato Roberto Snaidero, presidente di FederlegnoArredo e membro del Consiglio direttivo di Confindustria.

Snaidero, come valuta il discorso di Enrico Letta?

Ritengo che il presidente del Consiglio abbia fatto un ottimo discorso. Il mio auspicio è che possa dare il suo contributo alla rinascita della nostra vita imprenditoriale. Siamo in un momento molto particolare, e quindi ben vengano le sue osservazioni.

Quali devono essere le priorità?

Le priorità sono fermare l’incremento dell’Iva da giugno, mettere in atto la riforma elettorale, incoraggiare la ripresa e ridurre il costo del lavoro. Si tratta di problemi che abbiamo più volte messo a tema, mi auguro quindi che il presidente Letta riesca ad attuare quanto promesso. La mia convinzione è che ci riuscirà, andiamo quindi avanti lungo la strada che ha tracciato con il suo discorso. Vedranno poi loro come gestire queste riduzioni. Ritengo però che questo governo rappresenti qualcosa di veramente importante, e che possa dare una svolta positiva alla situazione in cui ci troviamo. Questo è il momento in cui dobbiamo dimostrare che l’Italia è un grande Paese, e ritengo che il governo Letta in questo momento lo possa fare.

Letta ha parlato dell’importanza dell’imprenditorialità, della creatività e dell’innovazione. Concretamente come possono essere sostenute?

Negli ultimi mesi ci siamo mossi tentando di ottenere dal governo delle misure concrete. La scelta di accantonare, almeno per il momento, l’incremento dell’Iva va in questa direzione. Un aumento dell’Iva potrebbe infatti creare un’ulteriore riduzione dei consumi, e in questo momento non è assolutamente pensabile una cosa del genere.

Ritiene che queste scelte siano conciliabili con una riduzione dell’Imu?

Se il presidente Letta ha espresso la volontà di tagliare il cuneo fiscale e ridurre l’Imu, a breve verremo a sapere quali sono le misure che intende adottare. Si sono dati 18 mesi di tempo per fare questa operazione, ritengo quindi che la serietà dell’esecutivo sia veramente una cosa importante. Le persone nominate come ministri sono realmente di tutto rispetto. L’unico auspicio che mi sento di fare è quello di mettere al Commercio estero una persona competente, come ne abbiamo avute in passato con Adolfo Urso e Katia Polidori, che hanno dato grande sostegno alle imprese italiane all’estero.

 

Letta ha invitato le imprese e i lavoratori a “essere compatti nell’emergenza”. Come valuta questo invito?

Dobbiamo compiere uno sforzo enorme di coesione. Non esistono più diatribe tra imprenditori, lavoratori, Confindustria, sindacati, banche. Dobbiamo ragionare in termini di coesione sociale e lavorare assieme per uscire da questa crisi. Condivido in particolare il fatto che il presidente Letta abbia fatto un invito a non trasferire alle generazioni future i nostri debiti.

 

Per quale motivo secondo lei ad aprile l’indice della fiducia delle imprese italiane è sceso da 78,5 a 74,6?

Dopo due mesi senza governo, con una diatriba tra le diverse parti politiche, è chiaro che l’imprenditore non ha più fiducia. Con questo nuovo governo, composto da personaggi di alto livello, sono certo che di qui a un mese il grado di fiducia degli imprenditori aumenterà.

 

(Pietro Vernizzi)





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