IL CASO/ Il “petrolio” che può portare l’Italia fuori dal tunnel della crisi

Il mondo sta tornando a investire in Italia, dice ANTONIO INTIGLIETTA. Dobbiamo ripensare il modo di fare impresa per contribuire alla crescita e intercettare i nuovi bisogni della società

28.05.2013 - Antonio Intiglietta
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Immagini di repertorio (Infophoto)

In molti speravano che il 2013 potesse rappresentare l’anno della svolta per uscire dalla crisi. La realtà, invece, ci ha riportato a un clima generale ancora impregnato dalla preoccupazione e dall’incertezza, con il pericolo di una depressione umana generatrice di immobilismo. Il vero nemico, infatti, sta nell’incapacità di intravedere prospettive positive, la proverbiale “luce in fondo al tunnel”.

Se non vogliamo rimanere ancorati ai problemi e alle contraddizioni dobbiamo guardare ad alcuni veri segnali incoraggianti, affermando una positività. È proprio questo il senso di un anno di lavoro che sarà rappresentato alla nona edizione di EIRE Expo Italia Real Estate (4-6 giugno Fieramilanocity), la meeting-exhibition della comunità immobiliare italiana.

Nelle ultime settimane abbiamo registrato indicazioni concrete dal mercato. Due esempi su tutti: l’ingresso del fondo del Qatar nell’operazione Porta Nuova di Milano e l’annuncio di Allianz che realizzerà il proprio headquarter a CityLife. Se a queste due notizie aggiungiamo che a EIRE sono attese 86 società di investimento, italiane ed estere, non c’è timore di smentita nell’affermare come la ripresa sia possibile e, soprattutto, come il rinnovato interesse degli investitori internazionali sull’Italia sia già un dato di fatto.

Tuttavia, perché quest’attenzione si possa concretizzare sono necessarie alcune condizioni. Non basta, infatti, esprimere le potenzialità del patrimonio immobiliare, pubblico e privato. Occorre che questi progetti, a ogni livello, siano comunicati e presentati al mercato come opportunità trasparenti e reali, perché nessuno, soprattutto oggi, può permettersi di rischiare e investire sulle idee. Serve, inoltre, la certezza di procedure e tempi amministrativi.

A questo proposito dal ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, che aprirà il convegno inaugurale di EIRE 2013, si attendono risposte concrete affinchè siano poste in essere quelle condizioni strutturali, a costo zero, per far “correre” il processo di valorizzazione del patrimonio immobiliare, il nostro vero “petrolio”.

Infine, le opportunità vanno “tarate” in base alle condizioni reali del mercato, con valori adeguatamente ricollocati per essere appetibili. Il mondo è cambiato e così il Real Estate, vera infrastruttura socio-economica del Paese.

Anche i protagonisti del settore sono chiamati a ripensare il loro modo di fare impresa per contribuire alla crescita dell’Italia, intercettando i nuovi bisogni della società con una rinnovata capacità progettuale. Per essere all’altezza della sfida bisogna ripartire da qui, ovvero dal mondo che torna a guardare e investire sul nostro territorio. In questo senso la prossima edizione di EIRE sarà una grande scommessa su un nuova intelligenza immobiliare del Bel Paese.

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