ARTIMONDO/ Le camicie che “valgono” più delle grandi firme

CARLO GANZERLI è titolare di un laboratorio artigianale di Arzano, che ha deciso di sbarcare sui mercati internazionali con la piattaforma di e-commerce Artimondo

06.08.2014 - La Redazione
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La produzione artigianale di camicie

Rappresenta l’eleganza classica ereditata dalla borghesia ottocentesca. La camicia, vero e proprio status symbol, è da sempre capace di comunicare prestigio e affidabilità. D’altra parte, si tratta di un prodotto che è, ormai, diventato un must della sartoria italiana, grazie alla cura e all’esperienza di chi produce, da oltre un secolo, questo prezioso capo. La sua qualità è, del resto, garantita dall’attenta lavorazione artigianale che, in molti casi, ne alimenta, considerevolmente, il costo. È chiaro il riferimento alle grandi griffe internazionali e nazionali che, spesso, inducono i consumatori ad acquistare capi più commerciali, optando per una minore qualità associata a prezzi più contenuti.

Per invertire questa tendenza, tanti piccoli artigiani hanno dato vita a un mercato alternativo di camicie fatte a mano in grado di coniugare, abilmente, qualità e prezzo. Un’esperienza che accomuna decine di micro imprese che, dopo aver rifornito per anni grandi aziende impiegate nel settore dell’abbigliamento, hanno deciso di “mettersi in proprio” generando dei piccoli marchi. Brand che si sono imposti, gradualmente, sul mercato nazionale.

“La mia famiglia che, da più generazioni, si occupa di sartoria ha creato una piccola realtà che, oltre a garantire la realizzazione di abiti alle grandi imprese del comparto, produce su richiesta camicie di qualità su misura”, racconta Carlo Ganzerli, titolare ad Arzano di un laboratorio artigianale fondato negli anni ‘30 che, negli ultimi mesi, ha aderito alla piattaforma e-commerce internazionale Artimondo. “Le nostre camicie sono confortevoli e curate in ogni dettaglio in nome della sapiente tradizione sartoriale napoletana: saperi che tramandiamo da secoli, trasmessi da mio nonno e, poi, da mio padre”.

La realizzazione delle camicie, per questi artigiani, costituisce un vero e proprio rituale: dal taglio della stoffa alla cucitura, dalla predisposizione del collo e dei polsini alla finitura, dall’inserimento dei bottoni al packaging, che illustra minuziosamente le diverse fasi di lavorazione. “Prestiamo molta attenzione a ogni minimo particolare – aggiunge Ganzerli – per ottenere un capo in sintonia con la persona che dovrà indossarlo”.

Pur realizzando abiti in puro cotone rigorosamente italiano, questi artisti del tessuto riescono a garantire un rapporto qualità-prezzo assolutamente competitivo. Le loro micro imprese, spesso costituite da poche unità, non promuovono azioni di marketing che, inevitabilmente, andrebbero a incidere sul costo. “Le camicie in serie dalle grandi multinazionali, vendute, in alcuni casi, a centinaia di euro, hanno un costo di produzione pari a 25-30 euro, sul quale, chiaramente, pesa la diffusione del brand e la penetrazione delle attività promozionali”.

Al di là del prezzo, c’è un’altra peculiarità che depone a favore di questi capi: essi portano con sé quell’antica tradizione del made in Italy, in grado di garantire uno stile unico. Una ricercatezza a cui un uomo che tiene al suo aspetto non può restare indifferente.

 

(Orazio Ragusa Sturniolo)

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