Settimo Milanese, incendio in deposito rifiuti/ “No a terra dei fuochi in Lombardia”

- Dario D'Angelo

Settimo Milanese, incendio in deposito rifiuti: il commento del deputato della Lega Fabrizio Cecchetti

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Incendio nel deposito di rifiuti speciali a Settimo Milanese (foto da Twitter)

E’ stato domato il rogo che la scorsa notte ha interessato un deposito di rifiuti speciali in quel di Settimo Milanese, in provincia di Milano. Alle ore 8:30 di oggi le fiamme erano state spente dai vigili del fuoco, ma i pompieri sono rimasti sul luogo per contenere gli ultimi focolai e soprattutto per mettere in sicurezza il capannone, per ovvi motivi inagibile. Sul posto anche l’Arpa, che sta continuamente monitorando l’aria con un’apposita colonnina, e che al momento non ha rilevato picchi di sostanze nocive. Sulla vicenda è intervenuto il deputato della Lega, Fabrizio Cecchetti, Commissario della Lega di Milano e vicecapogruppo vicario del Carroccio alla Camera, che ha fatto sapere: «Siamo grati ai vigili del fuoco e alle forze dell’ordine per il pronto intervento al deposito di stoccaggio di Settimo Milanese (Milano). Abbiamo predisposto un’interrogazione al ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, per fare innanzitutto chiarezza sulla natura dolosa o meno di quanto avvenuto, visto che non si tratta del primo episodio che avviene in quest’area. Attendiamo fiduciosi l’esito delle indagini. Non vorremmo che qualcuno avesse deciso di trasformare la periferia milanese in una nuova Terra dei fuochi. La Lega è dalla parte dei cittadini, che per nessuna ragione al mondo possono continuare a vivere nell’ansia quotidiana di essere coinvolti in una vera e propria emergenza ambientale». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

SETTIMO MILANESE, INCENDIO IN DEPOSITO RIFIUTI

Un rogo di vaste proporzioni si è verificato stamane presso il deposito di stoccaggio dei rifiuti di Settimo Milanese, in un capannone nei pressi della EffeC2.Il fumo nero che si è diffuso nell’aria, e l’odore derivante dall’incendio di materiale di scarto, hanno fatto pensare ad una possibile nube tossica, ma l’Arpa ha effettuato tempestivamente le analisi dell’aria che non hanno evidenziato nulla di significativo. A confermarlo è stata l’amministrazione comunale di Settimo Milanese, che come riferisce l’edizione online di Repubblica ha fatto sapere: «Il vento che spirava verso nord-ovest ha portato il fumo verso il centro della nostra città, i tecnici Arpa effettuano continue rilevazioni nei dintorni dell’incendio attraverso un’apparecchiatura portatile: non sono stati riscontrati picchi di sostanze pericolose. Arpa ha installato un’apparecchiatura di campionamento dell’aria sul tetto di un capannone attiguo alla EffeC2 – aggiunge il Comune – i risultati delle analisi saranno disponibili tra una settimana. I titolari dell’azienda sono presenti sul posto e stanno collaborando con Arpa, cui hanno fornito tutta la documentazione relativa all’attività produttiva. Dai primi accertamenti la ditta risulta in regola e autorizzata». Ricordiamo che in occasione dell’incendio non era presente nessun dipendente nel capannone, e nessuna persona è rimasta coinvolta ne tantomeno ferita. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

INCENDIO SETTIMO MILANESE

Le fiamme ancora non si sono spente a Settimo Milanese e l’allerta per la colonna di fumo nera rimane anche se secondo i primi rilievi delll’Arpa e le prime rilevazioni non si tratterebbero di rifiuti pericolosi. Scema dunque l’allerta per la popolazione e l’ambiente circostante al deposito di stoccaggio andato letteralmente in fumo dopo il maxi incendio nella notte in Via Albert Sabin: per fortuna la parte più delicata dei materiali pericolosi, ovvero le polveri derivate dal processamento di scarti industriali, si trovano ancora al momento in un’alta dell’impianto rifiuti non interessato all’incendio divampato per ore fino a pochi istanti fa. Resta il fumo, nero e denso, ben visibile dalla Tangenziale Ovest e da tutte le strade nella zona occidentale del capoluogo lombardo. Resta per gli inquirenti ora il compito più arduo, ovvero provare a capire se l’ennesimo incendio in un impianto di rifiuti in Lombardia sia assoggettato ad una logica di “scontro” tra clan criminali o se si tratti di puro accidente ed evento “colposo”. (agg. di Niccolò Magnani)

ALLERTA PER COLONNA DI FUMO NERO

Un grosso incendio è scoppiato in un deposito di rifiuti speciali a Settimo Milanese, in via Sabin. Come riportato da “La Repubblica”, il centro di stoccaggio avvolto dalle fiamme ricopre un’area di circa 1400 metri quadrati. Non è ancora chiaro se il rogo sia di origine dolosa o meno. Dalle prime ore dell’alba decine di vigili del fuoco stanno tentando di avere ragione dell’incendio: impegnati nelle operazioni di spegnimento 10 automezzi dei pompieri con una cinquantina di uomini, oltre agli agenti della Polizia di Stato e ai sanitari del 118. I soccorsi sono stati chiamati proprio dai residenti della zona, che hanno visto alzarsi un’alta colonna di fumo. Da quanto appreso non ci sarebbero vittime né feriti. Come riportato dal Corriere della Sera, che ha citato fonti dei Vigili del Fuoco sul posto, la parte più delicata dei materiali pericolosi e speciali non sarebbe stata intaccata dalle fiamme.

INCENDIO IN DEPOSITO RIFIUTI SPECIALI

Non è la prima volta che in Lombardia un deposito di rifiuti prende fuoco: l’episodio più grave degli ultimi tempi è rappresentato senza dubbio dall’incendio al deposito in via Chiasserini a Milano. In quell’occasione una nube tossica avvolse la città per giorni: in seguito un’inchiesta della procura meneghina fece emergere un traffico illecito di rifiuti provenienti da tutta Italia. I rifiuti speciali presenti all’interno del deposito sono polveri derivate dal “processamento di scarti industriali”. Queste scorie sono impacchettate in un’ala dell’edificio non interessato dalle fiamme. Sul luogo dell’incendio si è portata l’Arpa per eseguire i rilievi del caso. Nel frattempo il Nucleo Nbcr dei Vigili del fuoco di Milano ha svolto i primi estemporanei monitoraggi senza rilevare situazioni di grave e immediata emergenza, come confermato anche dalla Polizia di Stato.

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