Inchiesta Pd Torino-clan: Gallo dimesso da capogruppo Piemonte/ “Niente Regionali”: nuovo scandalo dopo Bari

- Niccolò Magnani

Dopo Bari anche a Torino esplode nuovo scandalo elettorale nel Pd: il capogruppo in Piemonte Raffaele Gallo si è dimesso dopo l'inchiesta sul padre Salvatore. Cosa sappiamo e quali scenari

Gallo, Pd Piemonte Raffaele Gallo, consigliere regionale Piemonte e capogruppo Pd (ANSA, Alessandro Di Marco)

SI È DIMESSO DA CAPOGRUPPO PD IN PIEMONTE RAFFAELE GALLO: “RITIRO LA CANDIDATURA ALLE EUROPEE”

Dimesso da capogruppo Pd in Piemonte, dimesso dalla carica di consigliere in Regione e ritiro della candidatura alle prossime Elezioni Regionali previste in giugno: questo ha comunicato in una nota stamane Raffaele Gallo, il figlio di Salvatore Gallo protagonista della nuova inchiesta dei carabinieri del Ros e della Dda di Torino denominata “Echidna”. Un affare di presunta corruzione e legami con clan della ‘Ndrangheta che irrompe nella già tormentata campagna elettorale verso le Elezioni Regionali, Comunali ed Europee di giugno, come abbiamo visto in queste settimane per l’altro scandalo dem tra il Consiglio Comunale di Bari e la Regione Puglia.

Il padre dell’ormai ex capogruppo Pd in Piemonte è uno storico esponente della sinistra torinese e secondo gli inquirenti avrebbe avuto un ruolo decisivo nel posizionare alcuni candidati in consigli comunali e circoscrizioni durante le Amministrative 2021, poi vinte dal sindaco di Torino Stefano Lo Russo: con echi molto simili all’inchiesta sul presunto voto di scambio in Puglia, il figlio di Gallo ha deciso di ritirarsi sottolineando però la sua assoluta estraneità all’intera indagine. «In merito all’indagine Echidna della Dda di Torino sottolineo con forza la mia totale estraneità a comportamenti e fatti anche solo lontanamente assimilabili a vicinanza all’Ndrangheta», spiega in una nota Gallo jr, non prima di sottolineare come il filone di indagine che coinvolge il padre non è quello legato ai presunti affari con i clan. «In merito al secondo filone di indagine non legato a rapporti con l’Ndrangheta che coinvolge su alcuni fatti mio padre Salvatore Gallo, sono fiducioso che lui potrà chiarire tutti gli aspetti contestati dagli inquirenti in tempi rapidi», scrive ancora Raffaele Gallo.

Il passo indietro politico è solo diretta conseguenza del “polverone” alzato dalla nuova inchiesta a due mesi dalle Regionali, con il leader dem in Piemonte che rimette al segretario Schlein il suo mandato: «ribadisco di aver sempre cercato di svolgere la mia attività al meglio e per il bene del Piemonte, lavorando sui temi con proposte e idee, studiando e approfondendo, con la massima onestà e trasparenzaOggi però, a tutela dei miei figli e di mia moglie e con senso di responsabilità e rispetto verso il Partito democratico, ritiro la mia candidatura per le elezioni di giugno». Salvatore Gallo, storico esponente locale del Pd ed ex manager di Sitaf, risulta ad oggi indagato per estorsione, peculato e violazione della normativa elettorale: il figlio Raffaele invece è estraneo ai fatti al momento, anche se viene citato in una intercettazione dove al telefono col padre parla della nomina di una donna nel Cda di fondazione Film Commission di Torino.

CAOS PD A TORINO PER INCHIESTA SU CLAN-PIEMONTE: DI COSA TRATTA IL NUOVO SCANDALO DEM DOPO BARI

Tessere politiche, ruoli in cda prestigiosi, addirittura Telepass gratis: questo il “sunto” dell’accusa in merito alle presunte promesse elettorali del sistema Pd in Piemonte, gestito secondo gli inquirenti da Salvatore “Sasà” Gallo, padre dell’ormai ex capogruppo Raffaele e dell’ex assessore Stefano. Secondo le informazioni diffuse oggi dal “Corriere della Sera” e dal “Giornale” – i primi a parlare dell’inchiesta Echidna furono i cronisti del “Fatto Quotidiano” la scorsa domenica – Gallo senior avrebbe ottenuto voti garantiti con svariati favori: «dalle visite mediche in barba alle liste d’attesa fino al telepass gratis per l’Autostrada A32, lavori nella Sitaf e corsie di favore per far approvare le pratiche del 110% che altrimenti non verrebbero approvate», scrive il “Giornale” di Sallusti oggi.

La Prefettura di Torino nei prossimi giorni dovrebbe inviare al Viminale una relazione sul caso Echidna ma già nelle scorse ore ci sarebbero stati contatti tra il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il sindaco di Torino Stefano Lo Russo: il segretario regionale del Pd Domenico Rossi ha chiesto una commissione di garanzia ad hoc per valutare il comportamento di Salvatore Gallo, evocando addirittura l’ipotesi di «riaprire alcuni ragionamenti sulla lista di Torino», già presentata in vista delle Elezioni Regionali in Piemonte (dove il Pd corre con la candidata presidente Gianna Pentenero contro il Governatore uscente in quota Cdx Alberto Cirio, mentre il M5s ha formalizzato nelle scorse ore il nome di Sarah Disabato).

Secondo il “Corriere” la donna che sarebbe stata raccomandata dai Gallo alla guida di Film Commission è una nuora di un noto industriale cittadino che «fa parte della ragnatela di favori e consenso costruita dai Gallo». Dalle indagini filtra poi anche il sistema di distribuzione di Telepass gratuiti per l’autostrada: «venivano omaggiati a piacimento per medici, colletti bianchi, giornalisti e politici». Secondo l’accusa, le tessere emesse dall’azienda venivano fatte su richiesta di Gallo senior allo scopo di consolidare il suo bacino di preferenze in Regione Piemonte e nell’area di Torino. Da ultimo, l’inchiesta Echidna avrebbe svelato gli interessi della ‘ndrangheta sull’autostrada Torino-Bardonecchia: insomma, un’immensa mole di accuse, legami e “filoni” in quella che si prospetta una lunga campagna giudiziaria parallela a quella elettorale verso le Elezioni di giugno.

PD PREPARA IL CODICE DI AUTOREGOLAMENTO PER I CANDIDATI DOPO I CASI BARI E TORINO

Da Torino a Bari, il Pd resta al centro della polemica tanto che dalla segreteria Schlein sarebbe pronto un codice di autoregolamento per tutti i candidati dem da estendere dalla Campania – dove inizialmente era stato ipotizzato dall’ex Ministro Misiani – alle intere liste per Regionali, Amministrative ed Europee: «è chiaro che queste regole rigide che intendiamo applicare ora in Campania a tutti i candidati delle prossime amministrative e che in parte erano già state sperimentate per le comunali a Napoli, potranno essere estese in ogni luogo dove potrebbe rendersi necessario. Anche a Bari o in Piemonte ad esempio? Assolutamente si», spiega il Commissario del Pd per la Campania, Antonio Misiani, all’ANSA alla vigilia della presentazione di questo codice domani 8 aprile a Napoli. Tra le anticipazioni di questo codice vi sarebbe il casellario giudiziario, il certificato penale oltre al CV per ottenere il via libera all’inserimento in lista.





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