India, uomo tiene braccio destro alzato da più di 10 anni/ “Onoro una divinità”

- Marta Duò

Un santone indiano tiene il braccio destro alzato da più di dieci anni: ha cambiato vita per onorare una divinità e non è l'unico...

uomo indiano braccio destro TWITTER 2022 640x300 Uomo indiano con il braccio destro alzato (Fotogramma Twitter, 2022)

Un uomo in India vive da oltre dieci anni con il braccio destro alzato. Si chiama Mahant Radheypuri Juna Akhara ed è un sadhus, cioè un asceta induista che ha scelto di spendere la propria vita dedicandola all’abbandono e alla rinuncia della società. Questo gesto, come ha spiegato lui stesso, è frutto della volontà di onorare una divinità induista, così che possa farsi notare da essa.

La storia di Mahant, che da più di dieci anni tiene il braccio alzato sopra la testa, è diventata virale grazie a un video pubblicato su Twitter. Nella registrazione, l’uomo ha affermato che i primi anni sono stati i più difficili per mantenere il braccio alzato. Dopo tutto quel tempo, però, ha raccontato che i muscoli del braccio si sono atrofizzati e lo hanno di fatto bloccato in quella posizione. Mahant si è anche pizzicato il braccio, spiegando di aver perso ogni sensibilità all’arto e di non sentire neanche dolore. L’uomo ha affermato di riuscire a dormire senza problemi in quella posizione, con il braccio destro alzato verso il cielo, e non ha ancora stabilito per quanto tempo ancora intende mantenere l’arto sollevato verso l’alto.

Uomo indiano con il braccio destro alzato da più di dieci anni: non è l’unico

Quello di Mahant Radheypuri Juna Akhara non è l’unico caso di un asceta che ha scelto di mantenere il braccio destro alzato in onore di una divinità e di un ideale. A battere il suo record c’è infatti un altro sadhus, Amar Bharati, che tiene questa posizione ormai dal 1973, quindi da quasi mezzo secolo. Prima di questa decisione, Amar lavorava in una piccola banca indiana ed era sposato, padre di tre figli. Poi, la scelta di essere devoto alla pace nel mondo e di dedicarsi interamente ala divinità induista Shiva.

Anche la storia di Amar parla di forti dolori per i primi anni, fino a che il dolore ha lasciato il posto alla completa insensibilità dell’arto. Alcune fonti affermano che Amar Bharati sia perfettamente in grado di abbassare il braccio se lo desiderasse, ma che non compia questo movimento per non venire meno al suo ideale e alla sua scelta di vita. Altre fonti invece ipotizzano che la circolazione sanguigna alla mano destra sia ormai completamente interrotta e che addirittura la cartilagine del gomito si sia seccata, e che dunque sia impossibile che l’uomo possa mai abbassare il braccio e recuperarne la completa funzionalità. Intervistato in passato dal sito History of Yesterday, Amar Bharati ha spiegato così il suo gesto: “non chiedo molto. Perché combattiamo i nostri figli l’uno contro l’altro? Perché c’è così tanto odio e inimicizia tra di noi? Voglio solo che tutti gli indiani e il mondo intero vivano in pace l’uno con l’altro”.

 







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