INNOVAZIONE/ E Mezzogiorno, se il rating di legalità aiuta l’impresa a crescere

- Antonio Napoli

Certificazioni, rating di legalità e trasparenza sono essenziali per l’azienda che vuole crescere. Se n’è parlato in un confronto organizzato da Grale a Napoli

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Le aziende oggi vedono ancora il costo e meno i vantaggi. Eppure certificazioni, rating di legalità, procedure di trasparenza sono essenziali per l’azienda che vuole crescere.

Di questo si è discusso ieri al Salone Mediterraneo della Responsabilità Sociale Condivisa, giunto alla sua 7ma edizione, nell’ambito di un confronto organizzato da Grale, alla Stazione Marittima di Napoli.

Grale è il primo spin-off universitario dedicato ai temi della 231 e della 190, le leggi che hanno introdotto nuove regole per la trasparenza delle imprese.

Il confronto ha preso le mosse da un’introduzione di Antonio Pagliano, professore di procedura penale alla Università Vanvitelli e fondatore del Grale, dedicata ad un esame delle norme che regolano il rapporto tra pubblico e privato e al loro stato di applicazione. Pagliano ha sottolineato “come la necessità di non temere – da parte delle aziende – l’introduzione di procedure e modelli organizzativi sempre più performanti, sia sempre di più elemento di garanzia per il committente pubblico e per gli stakeholder presenti sul territorio”.

A riprova di quanto sostenuto nell’introduzione sono intervenuti i rappresentanti di alcune aziende che hanno fatto del bilancio sociale, della trasparenza e della dimensione etica della propria impresa un punto di forza.

Hanno in successione preso la parola Giuseppe Magliocca, rappresentate della Hook231, Sandro Fantini della Ecolan di Bologna e la dottoressa Maria Rosaria Iervolino per Eav, la holding della Regione Campania che gestisce il trasporto pubblico su ferro e su gomma. Nel suo intervento la responsabile dell’ufficio trasparenza di Eav ha sottolineato come la scelta operata nel momento di massima difficoltà dell’azienda, quasi sull’orlo del fallimento, è stata quella “di dire la verità e non nascondere le insidie che erano davanti a noi”. Dopo soli 4 anni Eav è oggi una società in utile e sta realizzando un gigantesco piano di investimenti per oltre 1,5 miliardi di euro. “Abbiamo, passo dopo passo, avviato un risanamento in cui non credeva nessuno. Molto è dipeso dall’investimento quotidiano su comunicazione, trasparenza, policy sempre più stringenti. Oggi che gli investimenti sono ripartiti, chiediamo – ha concluso la Iervolino – ai nostri oltre 600 fornitori di adeguarsi e fare la stessa cosa”.

Il video-intervento di Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, ha toccato il tema dei vantaggi per le aziende meridionali dell’investimento in trasparenza e regole nuove. “Se le aziende meridionali vogliono conquistare i mercati internazionali devono capire che l’investimento sulle certificazioni è indispensabile e possono essere certi che ne trarranno un beneficio enorme”. L’altro aspetto rilevante è che regole più nette aiutano l’impresa a migliorarsi anche al proprio interno. “Anche la scelta delle persone non può prescindere da un sistema di regole che aiutano a crescere come gruppo e a non fare affidamento solo sulle individualità”.

Del resto questa è la filosofia del Salone che si configura come il luogo “dove far incontrare persone ed esperienze, idee, competenze e risorse per dare vita ad azioni concrete in ottica di innovazione sociale”.

L’incontro si è chiuso con un intervento dell’avv. Pietro Marzano, senior partner di Grale, che si è soffermato proprio sul ruolo del Salone. “Si tratta di un’occasione unica – ha esordito – per fare il punto, ogni anno, sul percorso che imprese e istituzioni fanno sulla strada dello sviluppo etico e sulla responsabilità sociale”.

Marzano ha ricordato la stretta collaborazione tra Grale e Anac, e il contributo fondamentale dato in questi anni dall’Autorità anticorruzione. “Senza Anac e senza Cantone – ha sottolineato – saremmo ancora il Paese noto nel mondo per l’alto tasso di corruzione e per lo spreco delle risorse pubbliche. Sarà stato faticoso e le aziende hanno inizialmente vissuto con sofferenza questa trasformazione, ma oggi siamo giunti ad un punto di non ritorno rispetto agli anni più bui del nostro Paese”.

Tutto risolto allora? “Dobbiamo fare ancora molta strada – ha concluso Marzano – ma tra tante difficoltà e dubbi, l’Italia è cambiata, anche qui nel Mezzogiorno, grazie a iniziative meritevoli come il Salone e il suo ‘rating di legalità’, di cui le aziende non possono fare più a meno”.

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