Intelligenza artificiale contro Coronavirus/ Studio in corso su popolazioni simulate

- Claudio Franceschini

Intelligenza artificiale contro il Coronavirus: uno studio in corso può permettere di creare una sorta di popolazione virtuale con una realtà simulata, prevedendo lo sviluppo della pandemia.

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Intelligenza artificiale al lavoro contro il Coronavirus (Foto LaPresse)

Un simulatore in grado di “riprodurre” una realtà di assembramento così da fornire dei mezzi per la lotta al Coronavirus: è quanto l’Institut de Recerche pour le Développement (IRD) e la R&D stanno facendo in una partnership che è stata spiegata dal dottore Mathieu Schumann, ingegnere della R&D d’EDF. L’unità di ricerca Ummisco della IRD ha base in Vietnam, ed è ormai da 15 anni che è impegnata nello sviluppo di una competenza sui sistemi multi-agenti, i cosiddetti SMA. Su Futura Sciences si legge che l’esempio classico è quello delle “folle sintetiche”: vi si ricorre in particolar modo nelle produzioni cinematografiche (per esempio Game of Thrones) e si tratta di animazioni realizzate su computer, ma che riproducono fedelmente la realtà di questi fenomeni di folla. Che oggi, in tempo di Coronavirus, possiamo facilmente chiamare “assembramenti”. L’intelligenza artificiale, si legge nell’articolo, potrebbe davvero aiutare a combattere la pandemia in corso nel mondo.

INTELLIGENZA ARTIFICIALE CONTRO CORONAVIRUS

Cosa ha a che fare questo con la pandemia di Covid-19? Le due entità hanno deciso di mettersi insieme e sfruttare le loro conoscenze per dare risposte pratiche alle autorità locali. Si parte dall’assunto per cui i modelli epidemiologici permettono di dare una proiezione nell’evoluzione della popolazione (in termini di contagiati, guariti, morti e così via) e dunque l’utilizzo dei multi-agenti può permettere di prendere come parametri l’eterogeneità della popolazione e le caratteristiche degli individui – come l’età e l’impiego – su più scale di territorio. Per il momento, una fase di questo test è in corso in Vietnam ma l’obiettivo è quello di estendere le simulazioni ad altri Paesi come Camerun o Senegal, o quelli in cui sia presente l’IRD; si legge che il simulatore COMOKIT è stato programmato in modo generico, in grado di adattarsi a qualunque caso di studio e capace di esplorare molteplici scenari così da stabilire il perimetro di confinamento più adatto, l’impatto della chiusura delle scuole, il periodo di lockdown più efficace o le misure da mettere in pratica.

Una realtà simulata dunque, che può aiutare a studiare la pandemia da Coronaivurs: per ottenere risultati rapidi nelle prossime settimane (o anche giorni), il simulatore esprime la potenza di calcolo a disposizione della R&D. Si tratta del calcolatore GAIA, che permette di lanciare i calcoli in parallelo su vari processori, così da simulare le interazioni di migliaia di agenti. Questo è molto utile nel corso del Covid-19, perché i tempi sono ristretti e bisogna esplorare un ampio insieme di parametri; a essere processati saranno i dati immessi come il numero di abitazioni sulla località in oggetto di studio, quanti abitanti per casa siano presenti, la ripartizione della popolazione per età o l’allocazione patrimoniale. “Tutte le informazioni disponibili che possano aiutare a generare una popolazione virtuale rappresentativa della popolazione reale” ha spiegato Schumann, che ha dunque parlato di avatar numerici che “sono modellati per eseguire la simulazione senza che vengano utilizzati dati personali.

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