IRAN, MUSULMANI BACIANO E LECCANO LUOGHI SACRI/ “Qui il coronavirus non arriva”

- Dario D'Angelo

In Iran la pratica dei fedeli musulmani di baciare e leccare i luoghi sacri sta complicando i tentativi di arginare il contagio da coronavirus.

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Fedeli in Iran baciano e leccano luoghi sacri (foto Youtube)

Se l’Iran è uno dei Paesi più colpiti dal coronavirus, oltre che quello che più preoccupa l’Organizzazione Mondiale della Sanità, lo si deve in parte alle cattive abitudini dei fedeli, che nonostante l’epidemia non sembrano avere alcuna intenzione di rinunciare alla pratica di baciare e leccare i luoghi sacri. Un modo di agire che evidentemente non fa altro che moltiplicare i casi di contagio, ma che per i fedeli non sembra costituire un deterrente. Va detto a parziale discolpa del governo iraniano che gli stessi leader religiosi non stiano per ora collaborando come avrebbero dovuto. Essi hanno infatti respinto al mittente gli inviti provenienti dal Ministero della Sanità che, allo scopo di limitare la diffusione dell’infezione, ha chiesto che vengano chiusi i luoghi sacri dove ogni giorno si recano migliaia di persone.

IRAN, FEDELI BACIANO E LECCANO LUOGHI SACRI

I numeri ufficiali (precisazione d’obbligo, trattandosi di un regime non sempre limpidissimo) parlano in Iran di oltre 2300 casi di contagio con 77 morti. La situazione dunque non sembra essere sotto controllo, a maggior ragione se si pensa che quotidianamente i fedeli musulmani leccano e baciano le superfici del santuario d iHaẓrat-e Maʿṣūmeh, dedicato alla memoria di una sorella dell’Imām ʿAlī ibn Mūsā al-Riḍā nella città di Qom. Un video pubblicato dal Daily Mail Come mostra il video ripreso e diffuso anche dal Daily Mail, mostra un cittadino iraniano nell’atto di filmarsi mentre lecca il santuario sciita della città di Mashad. I fatti risalgono allo scorso 29 febbraio: l’uomo, dopo aver contravvenuto alle norme imposte dal governo, è stato arrestato. Stando a quel che si apprende, l’uomo si è difeso sostenendo che il Covid-19 non attecchisce all’interno dei santuari sciiti. A credere che il coronavirus non colpisca nei luoghi sacri non è il solo. Lo si evince anche dal fatto che la maggior parte dei contagi in Iran è concentrata nella città di Qom, dove a baciare e leccare i santuari sono anche i bambini.



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