Iraq, cristiani sotto attacco/ Card. Sako: “resto Patriarca finché mi uccidono”. Scontro tra i caldei

- Niccolò Magnani

Cristiani sotto attacco in Iraq, è guerra tra i caldei: il card. Sako “resto Patriarca finché la milizia babilonese mi ucciderà”. Tensioni e scontri, cosa sta succedendo

louis_raphael_sako_papa_francesco_lapresse_2018 Il card. Louis Raphael Sako con papa Francesco (LaPresse)

CAOS IN IRAQ, CRISTIANI SOTTO ATTACCO E CALDEI IN “GUERRA”

È guerra totale in Iraq contro i cristiani: dopo gli attentati degli scorsi anni e con le campagne sistematiche di “pressione” contro la libertà religiosa fuori dall’Islam del nuovo potere sciita, la presenza dei cattolici e caldei presenti in Medio Oriente era già particolarmente messa a dura a prova. I fatti degli ultimi mesi però, in particolare modo lo scontro fra il potere statale e il cardinale Louis Raphaël Sako, patriarca di Babilonia dei Caldei, stanno portando una situazione in Iraq ad altissima tensione.

Il 22 luglio scorso il porporato ha lasciato la sede del patriarcato a Baghdad e si è rifugiato in un monastero nel Kurdistan iracheno a Erbil, denunciando il “silenzio” del governo di fronte alla “campagna” condotta contro di lui da Rayan Al-Kildani, il capo della milizia “cristiana” delle Brigate di Babilonia. Il cardinale Sako e il suo rivale, divenuto deputato al Parlamento dopo essersi auto-definito come difensore dei cristiani durante la guerra contro l’Isis, si contendono la “supremazia” su questa comunità, che conta circa 400.000 seguaci. Gli Stati Uniti con il Dipartimento di Stato negli scorsi giorni hanno difeso il Patriarca parlando di vessazioni contro i cristiani in Iraq, chiedendo un immediato dietrofront del Governo di Baghdad dopo il decreto che di fatto ha revocato il diritto del Patriarca come responsabile dei beni ecclesiastici. «Quello del presidente è stato un atto contro la comunità cristiana, che ha sofferto molto», denunciava dopo il forzato trasferimento ad Erbil lo stesso Sako, parlando di «esproprio dei beni della Chiesa», salvo poi aggiungere all’AgenSir come «siamo sempre stati contrari alla formazione di una milizia cristiana e ne abbiamo sempre denunciato la corruzione e il malaffare. Ci sono famiglie cristiane che ancora oggi non riescono a tornare nei loro villaggi della Piana di Ninive, come Qaraqosh e Tel Keif, a causa della presenza della Brigata Babilonia».

CARD. SAKO: “RESTO PATRIARCA IRAQ FINCHÈ NON MI UCCIDERANNO

Il braccio di ferro però nel frattempo continua e il Governo tende ad appoggiare sempre più il capo della milizia filo iraniana a discapito del cardinale scelto dal Vaticano: «Voglio rassicurare i cristiani e gli iracheni: non cederò mai a minacce e a falsità. Il Patriarca rimane tale finché Dio glielo concede o la milizia babilonese non lo uccide», così ha raccontato il card. Sako appena arrivato in Kurdistan facendo capire come in gioco vi sia molto di più del “semplice” controllo sui beni ecclesiastici.

Ad essere sotto attacco è proprio la libertà stessa della Chiesa in terra d’Iraq, così come purtroppo in tante altre realtà del Medio Oriente e del Maghreb: «Sako sta subendo un attacco senza precedenti», ha sentenziato il patriarca latino di Gerusalemme, prossimo cardinale, Pierbattista Pizzaballa. “Rayan il caldeo” – come ha raccontato a “Tempi” monsignor Thabet Yousif, vescovo caldeo di Alqosh – è accusato di guidare una milizia alleata agli sciiti e di «aver trovato accordi con altri partiti per far eleggere i suoi uomini al Parlamento, strappandoli ai legittimi rappresentanti dei cristiani».

I cristiani ora sono sempre più divisi e sempre più in pericolo, con l’ostinata resistenza del Patriarca Sako che punta a difendere l’esistenza stessa degli individui di fede cattolico caldeo in Medio Oriente. La diplomazia vaticana è al lavoro da tempo per provare a costruire un dialogo con i governi e in qualche modo lo ha fatto capire il recente intervento di Papa Francesco sui drammi dei cristiani in Iraq e Siria: «In collaborazione con le Chiese sorelle, la Santa Sede lavora assiduamente per garantire un futuro a queste comunità cristiane. Da troppi anni i conflitti insanguinano quella regione e la situazione delle popolazioni in Siria e in Iraq e nei Paesi vicini continua a destare grande preoccupazione. Ogni giorno, nella preghiera, porto davanti al Signore le sofferenze e le necessità delle Chiese e dei popoli di quelle amate terre, come pure di coloro che si prodigano per dare loro aiuto».







© RIPRODUZIONE RISERVATA

Ultime notizie di Papa

Ultime notizie