Isis nel dark web: perquisizioni in Italia/ Blitz terrorismo: 29 persone coinvolte

- Silvana Palazzo

Isis nel dark web: blitz anti terrorismo in tutta Italia, perquisizioni da Nord a Sud, 29 persone coinvolte

Attacco hacker Siae
(Pixabay)

Operazione contro l’Isis sul dark web: l’ha disposta la Procura di Roma nell’ambito dell’attività di prevenzione della minaccia terroristica di matrice religiosa derivante dall’uso del dark web. Le indagini sono partite oltre un anno fa dopo una segnalazione acquisita dall’Antiterrorismo della Polizia di Stato e dal Ros, tramite il Federal Bureau Investigation (FBI) statunitense. Si parlava dell’esistenza di un sito di propaganda dell’organizzazione terroristica Isis sul dark web cui potevano accedere gli utenti in Italia. Da qui il lavoro che ha portato al blitz, con perquisizioni e sequestri in diverse città italiane da parte della Polizia di Stato e dei Carabinieri.

Sono 29 le persone coinvolte. Nel corso delle perquisizioni, che hanno interessato diverse città dal Nord al Sud, sono stati sequestrati numerosi device oltre a materiale informatico, su cui proseguono gli approfondimenti delle Digos e delle articolazioni della catena anticrimine del Ros, supportati dai rispettivi Uffici centrali.

MANUALI DI COMBATTIMENTO E ADDESTRAMENTO

Tra il materiale scaricato dagli utenti in Italia sul sito della propaganda Isis nel dark web c’erano anche manuali di combattimento e auto-addestramento. Inoltre, le forze dell’ordine hanno scoperto un voluminoso elenco di circa 2000 indirizzi IP riconducibili a visitatori del sito che, stando alle prime informazioni, oltre ad aver frequentato più volte il dark web, avevano scaricato materiale di propaganda dell’Isis. Da una analisi preliminare di tutta la corposa mole di dati tecnici acquisiti dalle compagnie telefoniche italiane (tale attività è stata condotta con personale specializzato del Servizio per il Contrasto all’Estremismo e Terrorismo Esterno della DCPP/UCIGOS e del Reparto Antiterrorismo del ROS), è stato possibile individuare utenti reali localizzati in Italia. Nei loro confronti sono stati avviati ulteriori accertamenti sul posto a cura delle articolazioni territoriali del Ros dell’Arma dei Carabinieri e delle Digos.







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