James Naismith, chi è/ La strana storia del basket femminile europeo

- Fabio Belli

Ida Nomi Pesciolini è la donna italiana che tradusse le 13 regole del basket di James Naismith, oggi protagonista del doodle di Google

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Se James Naismith è il padre del basket, la “madre” è sicuramente Ida Nomi Pesciolini. Fu questa professoressa di ginnastica senese a introdurre lo sport inventato da Naismith in Italia che, curiosità, all’inizio fu considerato uno sport “particolarmente adatto alle signorine”. Il doodle di oggi è dedicato a Naismith (1861-1939) per celebrare un data storica, il giorno in cui scrisse le regole del basket: il 15 gennaio 1892.

Non si sa in che modo l’opuscolo scritto dal professore di ginnastica statunitense finì nelle mani della Pesciolini, fatto sta che lei lo tradusse e portò il gioco in Italia facendone uno sport femminile. Questo fatto è all’origine del particolare sviluppo che ebbe la pallacanestro femminile in Europa. Nel vecchio continente, infatti, le regole del gioco furono equiparate tra pratica maschile e femminile, mentre negli Usa per lungo tempo avevano seguito un percorso parallelo e separato. La prima partita di basket femminile negli Stati Uniti si giocò già nel 1896 e organizzarla fu Senda Berenson, Direttrice del Dipartimento di educazione fisica dello Smith College di Northempton. L’anno prima, alla presenza dello stesso Naismith, era stato fatto un esperimento a porte chiuse. (Agg. di Silvia Polvere)

IDA NOMI PESCIOLINI, L’ITALIANA CHE TRADUSSE REGOLE DEL BASKET

Dobbiamo a James Naismith lo sport che vede protagonista la palla a spicchi. Era esattamente il 15 gennaio 1892 quando sul giornale universitario “The Triangle”, vennero pubblicate le 13 regole del professor James Naismith, che diedero vita gioco della pallacanestro. Un evento storico che Google non poteva non festeggiare con un suo doodle a tema. Se su Naismith in questa giornata si è detto di tutto, l’account Twitter di ItalBasket, Federazione Italiana Pallacanestro ha voluto puntare l’accento su un altro nome che non può passare in secondo piano, almeno in Italia.
“James Naismith certo, ma senza Ida Nomi Pesciolini…”, titola un pezzo della stessa Federazione che punta l’accento sulla storia meno nota che ha portato il basket in Italia, e più precisamente a Siena. Non è ancora chiaro come 16 anni dopo la stesura del libricino contenente le 13 regole del basket, nel 1907 la Maestra di Sport alla Polisportiva Mens Sana in Corpore Sano, Ida Nomi Pesciolini, ne venne in possesso. Grazie ai suoi viaggi in Inghilterra riuscì a tradurlo. Tradusse anche il nome in “palla al cerchio” e la sera del 27 aprile 1907 organizzò la prima partita nella piccola palestra Sant’Agata. Ida considerò il nuovo sport “particolarmente adatto alle signorine” e decise da membro della Commissione Tecnica femminile della Federginnastica, di presentarlo alla settima edizione del “Concorso Federale Nazionale di Ginnastica” di Venezia. Un’intuizione importante per il nostro Paese. Ida Nomi Pesciolini riuscì infatti a dare vita a uno sport solo leggendone le sue regole e senza mai vederlo. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

L’HALL OF FAME A LUI DEDICATA: LUOGO DI CULTO E PELLEGRINAGGIO

In onore del grande James Naismith è stato istituto il Naismith Memorial Basketball Hall of Fame, il massimo riconoscimento a livello mondiale in quanto a pallacanestro. Al suo interno vengono inseriti i più grandi giocatori di basket di tutti i tempi, ma anche i migliori allenatori, gli arbitri e tutti i personaggi che hanno fatto la storia della pallacanestro. Il Naismith Memorial Basketball Hall of Fame ha sede a Springfield, nel Massachusetts, lì dove tutto è nato, ed è un vero e proprio museo dove si possono trovare incredibili cimeli, ma anche notizie, curiosità e storia, oltre che essere luogo di pellegrinaggio per tutti gli appassionati di questo sport.

Venne fondato esattamente 20 anni dopo la morte di James Naismith, nel 1959, in un piccolo edificio, poi spostato in un’altra sede nel 1968, quindi trasferito in un nuovo spazio nel 1985 sulla riva est del fiume Connecticut. Infine, nel 2002, il museo della hall of fame venne spostato presso la sua sede definitiva, con una superfice superiore agli 8.000 metri quadri. Per entrare a far parte della Hall of fame devono passare almeno cinque anni dalla data del ritiro dal parquet, e sono poche le squadre che ne fanno parte, fra cui gli Harlem Globetrotters e gli invincibili del Dream Team, la nazionale americana che stravinse la medaglia d’oro alle olimpiadi di Barcellona del 1992. Al suo interno troviamo anche il famoso The First Team, di cui trovate qualche info nel focus qui sotto. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

JAMES NAISMITH, CHI È, INVENTÒ BASKET 129 ANNI FA: DA UN CESTO DI VIMINI… ALLA NBA

Da un semplice quanto rudimentale cesto di vimini… alla NBA odierna, una delle leghe professionistiche più ricche e invidiate al mondo. È questa una delle tante storie sulla fantastica parabola del basket, uno degli sport più amati oltreoceano e certamente quello che ha fatto maggiormente breccia nel Vecchio Continente fra quelli stars&stripes: e il doodle che Google oggi dedica a James Naismith (1861-1939), docente e inventore della pallacanestro, celebra una data a suo modo storica, ovvero il15 gennaio 1892. Quel giorno infatti, sul giornaletto universitario “Triangle” vennero pubblicate per la prima volta le 13 regole base del basket, anche se all’epoca non era ancora uno sport, ma solo un passatempo per gli studenti della YMCA Training School nel Massachusetts. Naismith l’aveva ideato non a caso per farli allenare al chiuso durante i lunghi mesi invernali. Insomma un semplice svago e che, almeno nelle intenzioni del professore canadese, non nasceva per essere uno sport multimilionario che muove un giro d’affari da capogiro. E invece la ‘distrazione’ divenne pian piano una vera attività sportiva che si giocava all’inizio in spazi invero un po’ angusti e con un semplice cesto di vimini (che non era nemmeno bucato…) e preso a prestito tra quelli che di solito erano impiegati per la raccolta delle pesche. Naismith ancora non sapeva che il gesto di tirare quella che sarebbe divenuta la palla a spicchi in quel cesto era solo l’inizio di una storia d’amore che dura ininterrottamente ancora oggi da 129 anni (agg. di R. G. Flore)

JAMES NAISMITH, CHI È: ECCO IL RISULTATO DELLA PRIMA, STORICA PARTITA…

La prima partita della storia della pallacanestro, sport inventato dal professore James Naismith, è stata giocata fra un gruppo di 18 persone che viene conosciuto con il nome di The First Team, la prima squadra. Si tenne il 21 dicembre del 1891 presso una palestra dello Springfield College e terminò con il risultato di uno a zero. Autore del primo canestro di tutti i tempi fu William Richmond Chase, studente di James Naismith così come tutti i suoi 17 compagni di squadra. Come mai all’inizio i giocatori erano 18 e non 10? Semplicemente perchè il docente decise di far partecipare al match tutti i suoi studenti, e secondariamente, non era ancora stato stabilito in quanti si poteva giocare all’epoca.

Naismith, infatti, specificò all’epoca che «Il numero dei giocatori dipende dallo spazio disponibile, dalle dimensioni della palestra: non meno di tre, non più di quaranta», e solo alcuni anni dopo venne introdotta la regola dei 5 vs 5. Prima del match venne chiesto ad un bidello di recuperare due scatole della grandezza di circa 46 centimetri, e non trovandole vennero appese all’altezza di 3.05 metri, all’estremità del campo, due cesti di pesche. In merito all’abbigliamento, non venne pensato a nulla di particolare, ed inoltre, la durata dell’incontro fu di 30 minuti, divisi in due tempi da 15 ciascuno. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

JAMES NAISMITH, CHI È? INVENTORE DELLA PALLACANESTRO E PRIMO ALLENATORE DELLA STORIA

James Naismith, il personaggio celebrato quest’oggi da Google con un Doodle speciale, inventò la pallacanestro, ma non fu lui a dare il nome ufficiale allo sport. Dopo un breve “sondaggio” interno, fu uno studente dello stesso professor James Naismith a scegliere la parola basketball, derivante dall’unione fra basket, che significa cestino (inizialmente infatti si utilizzavano dei cestini della frutta al posto del canestro), e ball, che vuol dire appunto palla. Fortunatamente Naismith non era troppo pieno di sé, e di conseguenza decise di non dare il proprio cognome al gioco da lui inventato: la proposta del suo studente convinse tutti immediatamente, e da quel giorno quello “strano” sport venne chiamato così. James Naismith ha avuto senza dubbio una vita speciale visto che, oltre ad aver inventato il gioco della pallacanestro è stato anche il primo allenatore della storia di questo sport, guidando una squadra dello Springfield College in cui lo stesso insegnava. Inoltre, ebbe la fortuna di vedere la sua grande invenzione essere dichiarata disciplina olimpica, e l’occasione si ebbe per le olimpiadi estive di Berlino del 1936: Naismith morirà tre anni dopo, nel 1939, all’età di 78 anni. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

JAMES NAISMITH, CHI È, IL BASKET IN ORIGINE: PALLA DA CALCIO E CESTI DELLA FRUTTA

Curioso come James Naismith inventò per la prima volta il basket (da noi pallacanestro). Per dare vita a questo sport scelse inizialmente il pallone da calcio (siamo nel 1892 e il ‘soccer’ è già uno sport molto diffuso), soprattutto per il fatto che la “sfera” era molto elastica e di conseguenza non avrebbe rischiato di fare male ai suoi alunni anche se usato al chiuso. L’ispirazione che gli fece trasformare il pallone verso quello che si usa oggi nel basket gli giunse poi da duck-on-a-rock, un gioco molto diffuso all’epoca fra i bambini, che consisteva nel tirare una pietra sopra un’altra posta su un sasso o un tronco, di modo da fare cadere la stessa. Inizialmente, poi, al posto dell’attuale canestro come lo conosciamo noi, James Naismith pensò a dei cesti da frutta posizionati all’incirca a tre metri da terra (oggi l’altezza ufficiale è di 3.05 metri). Lo scopo del gioco divenne appunto quello di fare centro nel cestino, con dei tiri che dovevano essere “morbidi”, a palombella, e soprattutto precisi. L’altezza del cesto della frutta, derivava inoltre dal fatto che inizialmente erano appesi ai balconi, e quella più o meno risultava essere l’altezza. Inizialmente il cesto non era bucato quindi bisognava tirare fuori la palla con un bastone di legno, poi in seguito il cesto venne bucato di modo che ad ogni canestro la palla rimbalzasse a terra e si poteva così recuperare. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

JAMES NAISMITH, CHI È, INVENTÒ IL BASKET: IL 15 GENNAIO 1892 PUBBLICATE LE REGOLE

Oggi, 15 gennaio 2021, ricorre l’anniversario della nascita del basket, la pallacanestro, e di conseguenza Google ha voluto dedicare uno speciale Doodle al padre di questo sport, il grande James Naismith. L’educatore, insegnante e allenatore, individuò inizialmente cinque principi fondamentali dello sport, a cominciare dal fatto che il gioco doveva essere praticato con un pallone rotondo da toccare solo con le mani; non si poteva inoltre camminare tenendo la palla fra le mani, e i giocatori potevano disporsi ovunque preferiscano. Infine, non era consentito il contatto fisico, e il canestro era posizionato in alto, in orizzontale. Il 21 dicembre del 1891 questi principi fondamentali vennero tradotti nelle famose tredici regole della pallacanestro e venne quindi anche organizzata la prima partita sperimentale della storia, nello stesso giorno: 18 giocatori divisi in due squadre da nove. Infine, il 15 gennaio del 1892, le regole vennero pubblicate sul giornale universitario Triangle, e definite come «A new game» (in italiano: «Un gioco nuovo»). La prima partita ufficiale si disputò l’11 marzo dello stesso anno, anche se per alcune fonti si giocò il 2. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

JAMES NAISMITH, L’INSEGNANTE CHE HA INVENTATO IL BASKET: TANTI I PREMI A SUO NOME

Doodle davvero speciale quello di oggi di Google, che ha infatti deciso di dedicare la sua prima pagina al grande James Naismith, colui che ha inventato il basket o pallacanestro. Tecnico ma anche educatore, e una delle sue citazioni più famose prende in considerazione il concetto di squadra, di gruppo: “La vittoria migliore, la più sicura, quella che ne prepara altre, si fonda sul concetto di squadra, allenato, organizzato e preparato, affinché ogni giocatore agisca nel miglior modo possibile”. James Naismith nonostante sia vissuto quasi più di cento anni fa (morì nel 1939), non è stato affatto dimenticato, e lo si capisce ad esempio da numerosi eventi e riconoscimenti in epoca moderna, come ad esempio il fatto che nel 2007 il suo nome sia stato inserito nella FIBA Hall of fame, i migliori di sempre della Federazione internazionale di basket. Tra l’altro, dal 1967 in avanti, viene assegnato ad ogni mondiale di pallacanestro il premio Naismith, riservato alla nazionale vincitrice. Qualcosa di simile accade nella Ncaa, il campionato di college americano, dove i Premi Naismith vengono riconosciuti ai migliori giocatori della stagione, mentre nel 2011, ad Almonte, la città natale dell’allenatore, è stata eretta una statua di bronzo in suo onore. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

JAMES NAISMITH, CHI È L’INSEGNANTE CHE HA INVENTATO IL BASKET

Il Doodle di oggi, venerdì 15 gennaio 2021, vede Google celebrare il dottor James Naismith, ovvero l’inventore del gioco del basket. Professore di educazione fisica, medico e allenatore canadese di nascita ma di cittadinanza statunitense, è stato James Naismith a inventare le regole del gioco del basket nell’ormai lontano 1891. Proprio il 15 gennaio di quell’anno Naismith ha annunciato al mondo il nuovo gioco e le sue regole originali e ufficiali tramite le pagine del “The Triangle“, un giornale scolastico dello Springfield College dove Naismith lavorava. Il basket è nato dunque in una semplice palestra scolastica per poi crescere esponenzialmente fino a diventare un colosso internazionale giocato oggi in oltre 200 paesi, considerato uno degli sport più popolari della storia. E negli Stati Uniti la NBA è forse la lega più seguita a livello internazionale in ogni sport, muovendo un volume d’affari mastodontico che Naismith non avrebbe certo potuto immaginare quando ha visto la pallacanestro muovere i suoi primi passi in assoluto.

JAMES NAISMITH, L’IDEA DEL BASKET NACQUE COSI’

James Naismith è nato il 6 novembre 1861, nei pressi della città di Almonte in Ontario, Canada. Ha conseguito una laurea in educazione fisica presso la McGill University e nel 1890 ha accettato un lavoro come istruttore presso lo YMCA International Training College di Springfield, Massachusetts. Questo divenne il posto in cui gli fu affidato il compito di sviluppare un gioco al coperto che potesse tenere occupati gli studenti durante gli inverni implacabili del New England, in cui trascorrere del tempo all’aperto era da considerare un’impresa a diro poco proibitiva. Naismith partì utilizzando due cesti da pesca, un pallone da calcio e mettendo insieme solo dieci regole: era appena nato il gioco che lui ribattezzò ufficialmente “basket ball“. Introdotto nella classe degli studenti di Naismith il 21 dicembre 1891, il gioco prevedeva inizialmente squadre di nove giocatori ciascuna e combinava elementi di sport all’aperto come il football americano, il calcio e l’hockey su prato.

JAMES NAISMITH, LO SCETTICISMO, POI IL BOOM

Nonostante lo scetticismo iniziale, lo sport esplose in popolarità negli anni successivi e nel 1936 il basket fece il suo debutto olimpico a Berlino, in Germania. E in quell’occasione fu proprio il fondatore di questo sport, James Naismith, a lanciare la palla per l’inizio della prima partita Olimpica della storia della pallacanestro. Naismith sognava il basket come uno sport che permettesse agli studenti di tutto il mondo di migliorare fisicamente e mentalmente, senza distinzioni razziali o di ceto sociale. Nel corso della sua vita, Naismith si è adoperato per aiutare il basket a raggiungere il maggior numero di giovani possibile e da allora questo sport si è evoluto in un fenomeno globale che supera le barriere razziali e di genere. Nel 1959, la Naismith Basketball Hall of Fame è nata ufficialmente a Springfield, nello stato del Massachusetts, diventando la vera e propria “Mecca” della storia del basket, con il compito di portare avanti l’eredità di Naismith fino ad oggi e gli ideali che lo portarono a far nascere uno degli sport più amati del pianeta.

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