Johnson & Johnson studia seconda dose del vaccino/ Attesa da FDA, anticorpi schizzano

- Luca Bucceri

Johnson & Johnson studia seconda dose del vaccino: i dati sul richiamo promettono bene, la palla passa alla FDA

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Vaccino Johnson & Johnson (Foto: LaPresse)

Presto potrebbe arrivare anche il richiamo del vaccino Johnson & Johnson. A svelarlo è stata la stessa società farmaceutica multinazionale statunitense, che ha da poco preso in mano i risultati di alcuni studi che vedrebbero altamente consigliata la seconda dose del siero per aumentare, in maniera decisa, gli anticorpi che permettono di essere protetti contro il Covid-19. I dati, svelati sul New England Journal of Medicine, sottolineano come la seconda somministrazione del vaccino dell’azienda porterebbe ad un aumento degli anticorpi 9 volte superiore dopo 28 giorni rispetto alla prima dose.

Il bilancio positivo dello studio è stato presentato a medRxiv del 24 agosto. Da parte dell’azienda farmaceutica c’è soddisfazione per i dati raccolti. Da Johnson & Johnson è arrivata comunque la precisazione che gli anticorpi del monodose fin qui somministrato hanno efficacia duratura, con una stabilità e una protezione garantita otto mesi dopo l’immunizzazione. Ma dai nuovi dati emerge un quadro più ottimista, con la società che si è messa al lavoro su una possibile seconda dose. Lo studio, arrivato in fase 2 su individui precedentemente vaccinati con il vaccino J&J, ha evidenziato infatti un robusto aumento degli anticorpi che legano alla proteina Spike.

Johnson & Johnson studia seconda dose del vaccino: al vaglio della FDA

I dati dello studio, come detto, svelano anticorpi “nove volte superiore a 28 giorni dopo la vaccinazione primaria monodose e aumenti significativi nelle risposte anticorpali leganti osservati nei partecipanti di età compresa tra 18 e 55 anni e in quelli di età pari o superiore a 65 anni che hanno ricevuto una dose di richiamo inferiore“. I dati ora passeranno in mano alla Food and Drug Administration, l’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici che deve dire la sua e dare l’eventuale ok se la seconda dose di vaccino Johnson & Johsons dovesse risultare sicura ed efficace.

Mathai Mammen, responsabile globale di Ricerca e Sviluppo di Johnson & Johnson, non sta nella pelle: “Non vediamo l’ora di discutere con i funzionari della sanità pubblica una potenziale strategia per il nostro vaccino Johnson & Johnson COVID-19, aumentando di otto mesi o più dopo la vaccinazione primaria monodose. Con questi nuovi dati, vediamo anche che una dose di richiamo del vaccino Johnson & Johnson aumenta ulteriormente le risposte anticorpali“. Il potenziamento del vaccino è al vaglio del CDC, dell’EMA e delle altre autorità sanitarie.

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