Johnson & Johnson valuta bancarotta filiale?/ “Strategia difensiva per 28mila cause”

- Silvana Palazzo

Johnson & Johnson starebbe pensando di mandare in bancarotta una filiale per difendersi dalle oltre 28mila cause per il caso Baby Powder: l’indiscrezione riportata da Reuters

Il talco della Johnson & Johnson
Il talco della Johnson & Johnson (Web, 2020)

Johnson & Johnson sta valutando la possibilità di trasferire le spese del contenzioso per il caso Baby Powder in una nuova azienda che poi dichiarerebbe bancarotta. Lo rivela Reuters, che fa riferimento a sette persone che hanno familiarità con la vicenda. Uno degli avvocati del colosso avrebbe spiegato ai querelanti che J&J potrebbe perseguire il piano di bancarotta e ciò comporterebbe pagamenti più bassi per i risarcimenti che non si chiudono in anticipo. Pur potendo agire per provare a fermare il piano, i legali dei querelanti – che sono decine di migliaia – potrebbero non essere in grado di farcela.

Al momento si tratterebbe di un’idea: Johnson & Johnson non avrebbe ancora deciso se perseguire questo piano e potrebbe anche abbandonare l’idea. “Johnson & Johnson Consumer Inc. non ha deciso alcuna linea d’azione particolare in questa controversia, se non quella di continuare a difendere la sicurezza del talco e di contestare questi casi nel sistema di responsabilità civile, come dimostrano i processi in corso”, la comunicazione fornita a Reuters dopo una richiesta di commento.

LA STRATEGIA DIFENSIVA PER IL CASO BABY POWDER

Si tratterebbe di ricorrere al capitolo 11 sulle istanze di fallimento, con cui la società risolverebbe i contenziosi in un’unica vertenza e la proteggerebbe da ulteriori contenziosi che venissero presentati dopo il deposito della richiesta di fallimento. Se J&J dovesse procedere in tal modo, i querelanti che non si sono ancora accordati potrebbero ritrovarsi ad avere a che fare con una società molto più piccola, per di più in bancarotta. Sempre secondo Reuters, J&J starebbe considerando di sfruttare la legge del Texas sulla “fusione divisiva”, che permette ad una società di dividersi in almeno due entità, a cui confluirebbero le passività e che potrebbero poi presentare istanza di fallimento per fermare il contenzioso. Si tratta di una manovra nota agli esperti legali.

È una strategia che hanno adottato negli ultimi anni alcune aziende coinvolte in controversie sull’amianto. Ma potrebbero essere presi in considerazioni altri meccanismi. Sono 28.900 le cause pendenti nei tribunali Usa che accusano il talco di Johnson & Johnson di causare cancro alle ovaie e altre lesioni fisiche.

© RIPRODUZIONE RISERVATA