Junior Cally in riabilitazione/ “Malato di ses*o e alcol. Soffro di Doc dai 18 anni”

- Chiara Ferrara

Junior Cally si trova in riabilitazione: il rapper vuole curarsi dal Doc, che lo ha portato a fare abuso di alcol ed essere ossessionato dal ses*o

junior cally
Junior Cally a Sanremo 2020

Junior Cally non sta vivendo momenti d’oro: è in riabilitazione. Da tempo soffre di dipendenza da alcol e sesso, nonché di Doc, ovvero il disturbo ossessivo compulsivo. “Ho chiesto io di essere ricoverato”, ha ammesso. Il rapper, che ha dato l’annuncio lo scorso 15 luglio con un post su Facebook, ha parlato dei progressi fatti in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera.

La volontà di essere curato da specialisti è nata dalla necessità di “staccare ogni contatto con l’alcol”. Quest’ultimo era arrivato a condizionare anche la sua vita sessuale, tanto da diventare ossessivo. “Conoscevo una ragazza, ci andavo a letto, e il giorno dopo mi sentivo sporco, sbagliato”. Nonostante ciò, ci tiene a precisare, non ha mai fatto male ad una donna. L’operazione, finora, è ad ogni modo riuscita, dato che non beve da 45 giorni. La riabilitazione, tuttavia, non è semplice. “Ancora i momenti bui ci sono”. Ma gli aspetti positivi sono rilevanti, soprattutto nella quotidianità. “Ho scoperto il sapore del caffè la mattina senza postumi della sbornia. Vedo e sento più cose”.

Junior Cally in riabilitazione: le origini del Doc

Junior Cally, da parte sua, è consapevole di quali siano le origini dei suoi disturbi e del perché sia arrivato ad entrare in riabilitazione. Il Doc, in particolare, ha radici lontane: è iniziato quando aveva 18 anni. Da adolescente, infatti, gli avevano diagnosticato una leucemia, per poi scoprire anni dopo invece che si trattava di una malattia autoimmune. “Mi hanno detto che non sarei morto, ma mi è rimasta la paura: ho iniziato a pensare che, se accendevo e spegnevo la luce quattro volte o giravo la maglietta due o evitavo i numeri dispari, non sarei morto”. L’alcol era un valido alleato per non pensarci.

La situazione, recentemente, è peggiorata con il lockdown. Beveva sempre di più “per anestetizzarsi”, tanto da non riuscire a ricordare cosa aveva fatto il giorno prima. Da qui, infine, la volontà di chiedere aiuto. Adesso il rapper «brutto sporco e cattivo» che all’esordio cantava mascherato sembra essere sulla strada giusta per ritrovare la serenità.

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