Kamikaze 13enne si fa esplodere al matrimonio/ Afghanistan: 6 morti, anche un bimbo

- Emanuela Longo

Attentato kamikaze in Afghanistan: 13enne si fa esplodere durante una festa di matrimonio, morti e feriti. Talebani negano loro responsabilità

Attentato Kabul
Attentato in Afghanistan (LaPresse, 2018)

Ennesimo attentato kamikaze oggi in Afghanistan ad opera di un ragazzino di appena 13 anni. Come spiega Tpi, almeno sei persone sono rimaste uccise e quaranta ferite mentre erano presenti ad una festa di matrimonio. L’attacco suicida, scrive il sito della Bbc citando fonti della provincia orientale di Nangarhar, sarebbe stato compiuto dunque ad opera di un bambino in quale si sarebbe fatto esplodere nel bel mezzo della cerimonia. Il portavoce del governatore della provincia di Nangarhar, Atahullah Khogyani, ha commentato ad Al Jazeera quanto accaduto: “L’esplosione è avvenuta alle nozze del nipote del comandante filogoverntivo Malak Tor in particolare nel momento in cui il cibo veniva servito e molte persone si erano radunate”. Quello, dunque, sarebbe stato il momento migliore per seminare maggiori vittime. Sempre a detta del portavoce, tra i sei morti (ma il numero potrebbe essere anche più alto) ci sarebbe anche il comandante Tor ed un bambino.

KAMIKAZE 13ENNE SI FA ESPLODERE AL MATRIMONIO: TALEBANI NEGANO RESPONSABILITÀ

Da parte dei talebani, che si sono impegnati al fine di ridurre per quanto possibile le vittime civili, c’è stata la piena smentita della loro responsabilità nell’attacco suicida che ha coinvolto il giovane kamikaze 13enne. A Nangarhar, la zona in cui si è consumato l’ennesimo attacco, esiste una ampia propaggine dello Stato Islamico dell’Iraq e del Levante. Episodi come quello accaduto alla festa di matrimonio del nipote del comandante Tor, sono abbastanza diffusi nella zona, basti pensare che solo lo scorso mese, un altro attentatore suicida aveva messo a segno un nuovo attacco. In quella circostanza, infatti, il kamikaze si era fatto saltare nei pressi di un veicolo della polizia. L’episodio era avvenuto esattamente nella capitale di Nangarhar, Jalalabad, ed in quel caso erano rimasti uccisi almeno tre ufficiali e sei civili mentre altre tredici persone erano rimaste ferite. L’Isis rivendicò la responsabilità di quell’attacco.



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