Kim Rossi Stuart/ Vittoria per la sorella Loretta: “Mio figlio fuori dal carcere!”

- Anna Montesano

Loretta, la sorella di Kim Rossi Stuart, gioisce per l’uscita di suo figlio Giacomo dal carcere: “Sono 16 giorni che non lo sento”

Kim Rossi Stuart e la moglie
Kim Rossi Stuart e la moglie Ilaria Spada (Web, 2019)
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Non è uno dei volti più paparazzati e manti del gossip, eppure nelle ultime settimane Kim Rossi Stuart è tornato al centro dell’attenzione non per sue questioni personali ma per sua sorella Loretta e ciò che sta accadendo al figlio Giacomo Sy. Dopo 10 mesi di reclusione nel carcere di Rebibbia, la Corte europea dei diritti dell’uomo ha accolto la richiesta di misure urgenti per l’immediata liberazione del ragazzo, affetto da un disturbo bipolare. “Una vittoria, dopo una epopea che ha visto mio figlio illegalmente privato della libertà per 10 mesi. Il mio cuore adesso è più leggero, so che il suo compleanno, il 29 aprile, Giacomo non lo passerà dietro le sbarre” ha dichiarato la sorella di Kim Rossi Stuart all’Adnkronos.

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Loretta, la sorella di Kim Rossi Stuart preoccupata per suo figlio Giacomo

Il nipote di Kim Rossi Stuart, Giacomo Seydou Sy, è infatti un ragazzo bipolare detenuto per mancanza di posti nelle Rems (Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza), le strutture che hanno sostituito gli ospedali psichiatrici giudiziari chiusi per legge. Al momento il ragazzo non sa ancora la notizia, come svela sua madre Loretta: “Sono 16 giorni che non lo sento, non posso ancora dargli la buona notizia, – ha ammesso la donna, per poi aggiungere – persiste l’inaccettabile possibilità di comunicare telematicamente con costanza, ora che i colloqui con i detenuti sono sospesi. Sono 16 giorni che non lo sento, ora oscillo tra la gioia dell’inizio di una nuova vita per Giacomo e il temere che nel frattempo possa succedergli qualcosa lì dentro”. Così ha concluso ammettendo che: ”sarà ancora un lungo cammino. La ricostruzione dopo una tale devastante esperienza sarà dura ma ce la faremo e continueremo a rivendicare i diritti degli ultimi”.

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