LA STORIA/ Palermo, Al Fresco ma non in cella: quando gli “ex” cambiano vita

- Francesco Inguanti

A Palermo l'Opera don Calabria, attiva all'interno del carcere minorile Malaspina, ha creato una iniziativa di successo per giovani detenuti

alfresco palermo bistrot 1 alfrescopalermo1280 640x300 Un angolo del giardino di "Al Fresco Giardino e Bistrot" a Palermo

A Ballarò, nel centro storico di Palermo, c’è un ristorante, poco pubblicizzato ma molto conosciuto per la qualità del suo menù e soprattutto per i ragazzi che servono ai tavoli. Si tratta di giovani che provengono dal carcere minorile Malaspina di Palermo ai quali alla fine del loro percorso è stata offerta una prospettiva di vita attraverso una proposta formativa e un’attività lavorativa. “La nostra storia – racconta Lucia Lauro – nasce dall’Opera don Calabria, che è una famiglia religiosa composta dalle congregazioni dei Poveri Servi e delle Povere Serve della Divina Provvidenza, fondate a Verona da San Giovanni Calabria rispettivamente nel 1907 e nel 1910. A Palermo da parecchi anni, opera all’interno del carcere Malaspina. Ma nel 2015 è nato il problema di dare a questi ragazzi, soprattutto quando lasciano la struttura, una prospettiva professionale”.

La prima iniziativa è stata la produzione di biscotti di qualità, da immettere sui mercati nazionali e internazionali (è possibile trovarli anche a Bruxelles). Ma il biscottificio non era sufficiente per un progetto con una prospettiva lavorativa stabile. Così è nata la prima cooperativa sociale che si chiama “Rigenerazioni”, dentro la quale ci sono tutte le attività, “Cotti in fragranza” (che è un marchio), e poi “Al Fresco” che è un ristorante a tutti gli effetti, quello di cui parliamo. “Il nostro scopo – prosegue Lucia – era produrre e commercializzare prodotti frutto del lavoro dei ragazzi reclusi. Da subito abbiamo voluto imboccare strade diverse da quelle delle iniziative solidali, tipiche dei mercatini prenatalizi, ed intraprendere quella dell’impresa economica. In tal modo abbiamo voluto evitare percorsi di altre esperienze che partono con grandi aspettative e poi naufragano per mancanza di chiarezza sul versante economico e finanziario”.

Come detto la storia è nata all’interno del carcere Malaspina. In corso d’opera sono stati segnalati anche ragazzi stranieri con particolari difficoltà di inserimento nel mondo del lavoro, a causa di storie pregresse. Nel corso degli anni sono stati aiutati anche ragazzi senza fissa dimora che vivevano in dormitori della città. “Al Fresco Giardino e Bistrot” è una intelligente dimostrazione di come sia possibile far rivivere spazi storici della città scommettendo su progetti gastronomici di valore sociale e culturale. Si trova all’interno del giardino di Casa San Francesco, un palazzo seicentesco, incastonato tra i vicoli del centro storico. La sua eccezionale posizione strategica, a pochi passi dalla Cattedrale, lo rende infatti un nuovo spazio cittadino del tutto dedicato agli eventi (anche privati), in cui organizzare mostre ed iniziative culturali.

“All’interno dell’Opera don Calabria – aggiunge Lucia – abbiamo aperto corsi di formazione per ragazzi, i quali vedendo la positiva esperienza dei loro quasi coetanei che lavorano nel ristorante, si dicono: ‘Allora anche io posso, … anche io potrò’”. Quest’anno, inoltre, Rigenerazioni, con il centro studi Opera don Calabria, ha realizzato una scuola di ristorazione per diventare cuochi dedicata ai giovani Neet e a coloro che sono in abbandono scolastico. La mattina, infatti, uno spazio della cucina è dedicato a questo progetto con chef formatori. Lucia così conclude: “I ragazzi che vi lavorano sono sempre da noi coinvolti in ogni decisione e ci auguriamo che un giorno possano spiccare il volo con le loro ali”.

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