ISOLA DEI FAMOSI 7/ Aldo Busi, il “reietto” che diventa “gigante” in una tv che pensa solo all’audience

- Maestro Yoda

La vicenda della lite con la Venier ha messo al bando lo scrittore, ma allo stesso tempo ha riempito quotidiani e periodici e affolla internet

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Sarà un caso, ma ogni volta che Yoda si sintonizza sui canali terrestri si imbatte inevitabilmente nello stesso meccanismo televisivo: qualunque cosa è buona pur di fare audience. Quest’anno è riuscito a evitare la noia massima del Grande fratello, ma non ha potuto non occuparsi dell’Isola dei famosi, già ribattezzata da qualcuno l’isola dei morti di fama. Di per sé potrebbe persino essere curioso, come reality, anche se è ovvio che tutto dipende dalle peculiarità dei naufraghi volontari.

Quando si apprese che tra loro c’era Aldo Busi, si capì subito che la scelta era stata fatta per movimentare le serate, viste le doti provocatorie del nostro. Che puntualmente ha soddisfatto le attese. Interrotta la sua performance sull’isola, secondo la Ventura e la produzione Magnolia, l’intenzione era certamente di continuare a far “animare” le serate da Busi in studio…ma evidentemente non hanno tenuto conto che in questa gestione Rai magari si può tranquillamente osare l’osceno, ma non ci si può permettere di “toccare” né Berlusconi né la Venier…cosicchè la radiazione del rejetto sembra essere senza appello.

Nel frattempo la vicenda riempie paginate di quotidiani e periodici e affolla i siti internet. Ed è per questo che Yoda comincia seriamente a preoccuparsi…Ma che paese è mai l’Italia, se un personaggio in tutto simile a una colf incolta e sguaiata come la Ventura conduce importanti trasmissioni del Servizio Pubblico? E dove una ex attricetta come la Venier fa addirittura l’opinionista?

Possibile che tutto si basi su quel vecchio meccanismo psicologico in base al quale il pubblico si sente addirittura superiore ai suoi beniamini…abbassandosi però nel contempo a sbirciare la Ventura – novella Sharon Stone – sprovvista di biancheria intima in una puntata di Quelli che il calcio?

Volgarità, provocazione, scandalo, ecco gli ingredienti per fare un po’ di audience nei reality, mentre nei talk show si usano la morbosità, la menzogna, o l’aggressione verbale.

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Così, in questo contesto, Aldo Busi appare un gigante. E uno dei maggiori quotidiani del paese gli dedica un’intera pagina. Con un’intervista per la verità niente male, nella quale emerge uno scrittore assai lucido nella sua disperata follìa che non ha il coraggio di autodistruggersi del tutto. E in mezzo a molte provocazioni, brandelli di pura verità. “Ho cercato di portare nel cosiddetto entertainement la società e la politica. Ho lavorato per otto anni ad Amici, vedevo questi ragazzi e queste ragazze completamente spersonalizzati. Ballano e cantano come fichi secchi caduti dal nulla”. Però c’è stato otto anni, dove credeva di stare?

 

E come pensava che sarebbe stata l’Isola, vista la sua intelligenza oggettivamente superiore alla media? Stupisce che si stupisca…: “ Dalle bocche dei naufraghi non è mai uscita una parola di preoccupazione per la politica, per l’economia, per il lavoro che non c’è, per le sorti del paese. Niente. Come se vivessero in una bolla di sapone. E sa cosa le dico? La bolla di sapone è di destra. Mentre l’acqua corrente e gratuita è di sinistra”.

 

 

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Analisi sociologica apparentemente banale, ma mica tanto. Che raggiunge una notevole oggettività nell’affermare che “ Se migliaia di ragazzi vogliono ballare, cantare, ballare, fare spettacolo e nessuno più desidera studiare fisica, matematica, biologia, medicina, letteratura, bisognerà spiegargli, prima o poi, che un paese così è destinato a morire”.

Parole sante. Anche se bisognerebbe aggiungere che a sancire la morte del paese è l’encefalogramma piatto dei milioni che guardano senza pentirsi una simile, degradata e degradante televisione.

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