PIAZZAPULITA/ Piero Grasso smonta il “metodo” di Travaglio (e Beppe Grillo)

- Maestro Yoda

Ieri Piazzapulita ha ospitato il Presidente del Senato Piero Grasso, che ha replicato alle accuse che gli aveva rivolto Marco Travaglio, assente in studio. Il commento di YODA

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Pietro Grasso, presidente del Senato (Infophoto)

«L’operazione di qualcuno che estrapola momenti della tua storia facendola a pezzi e rendendola opaca non può essere consentita». Questa è la sintesi con cui il Presidente del Senato, Piero Grasso, stigmatizza il “metodo Travaglio”. Lo fa a Piazzapulita, dove Travaglio – non si sa perché – non è voluto andare. Francamente, di tutte le beghe tra giornalisti, a Yoda e certamente a moltissimi italiani non importa un fico secco. L’unica richiesta del Presidente Grasso era di fare in fretta, non importava il luogo. Formigli ha fatto parte della squadra di Santoro ad Annozero (e forse questo è il problema…), la rete tv è la stessa, l’orario pure, la trasmissione molto simile… Se poi aggiungiamo che Travaglio, come una madonna pellegrina va spesso ospite di qua e di là, non si riesce a capire proprio perché qualsiasi trasmissione andava bene tranne Piazzapulita. Tentativi di volersi gestire uno scoop? Mentalità proprietaria dell’informazione televisiva? Probabilmente l’una e l’altra cosa.

Venendo al merito, va dato atto a Formigli che, pur essendo della scuola di Santoro (quindi assai abile a pescare nel torbido e ad agitare le acque), ha condotto la serata in un modo che Yoda vorrebbe definire “anglosassone”. Inutile che Travaglio si lamenti del mancato contradditorio, situazione che peraltro ha provocato lui. Formigli ha bypassato il problema della sua assenza riproponendo una per una le registrazioni delle sue accuse a Grasso, dando al presidente l’opportunità di ribattere punto per punto. E forse è stato meglio così: mancando le mitragliate a base di insinuazioni del genere “se non è vero è ben trovato”, il neo Presidente del Senato ha potuto chiarire con calma ogni dubbio, rimesso a posto le cronologie (assai importanti in questo caso), ha cercato di fare luce raccontando dettagli inediti, leggendo stralci di verbali di membri del Csm, e volutamente si è sottratto alle provocazioni di lasciarsi scappare illazioni o riflessioni personali.

Per una sera Yoda ha avuto il piacere di trovarsi di fronte un ex magistrato capace e con la testa sulle spalle, tutt’altro che un furbone capace di far approvare tre leggi incostituzionali per bloccare la carriera di Giancarlo Caselli, come lo ha voluto dipingere Travaglio. Il cui “metodo” è stato ancora più svelato dall’ascolto dello spezzone della Zanzara, trasmissione radiofonica di Radio 24, nella quale i due conduttori mattacchioni forzano chiunque a dire assai di più di quello che si pensa. Riascoltando i nastri, anche in quel frangente si è capito che Grasso non ha mai proposto una medaglia antimafia per Berlusconi come ha sostenuto Travaglio, ma si è limitato a esprimere soddisfazione per quei provvedimenti antimafia che hanno portato risultati positivi. Con molta serenità, tranquillità e una gran dovizia di dettagli, il Presidente Grasso ha risposto a ogni domanda, senza eludere mai i quesiti scomodi.

Per una volta, una boccata di aria fresca. Boccata di aria fresca rispetto ai miasmi vomitati continuamente da Grillo e Travaglio, accomunati con stile diverso dallo stesso metodo: travolgere chiunque sia in odore di casta con mezze verità, insinuazioni verosimili, accuse infamanti (come le ha chiamate Grasso) che se non immediatamente smentite lì rimangono, si affastellano ad altre che poi nel tempo sono capaci di minare qualsiasi reputazione. Naturalmente tale metodo comporta anche la autosantificazione dei sedicenti giudici di moralità pubblica, novelli giacobini sempre in cerca di reprobi da mandare alla ghigliottina. Per carità, se guardiamo allo stato del Paese, molti sono i responsabili dello sfascio che anche Yoda manderebbe volentieri in giro coperti di pece e di piume, come si usava nel Medioevo. Ma elevare a giudici supremi di moralità pubblica dei furbastri più capaci degli altri a manipolare la dabbenaggine di tanti ingenui, no, questo no.

Anche perché questa dabbenaggine serve a uno per vendere più libri, all’altro per raccattare i voti di chi ne ha le scatole piene. Sulla loro idea di democrazia poi converrà ritornarci presto…e lo faremo quanto prima. Alla prossima.

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