SERVIZIO PUBBLICO PIU’/ Santoro e lo speciale che aggiunge una “condanna” a Berlusconi

- Maestro Yoda

Ieri sera è andata in onda una puntata di Servizio Pubblico Più dedicata a Silvio Berlusconi e al processo che l’ha visto condannato. Il commento di YODA

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Silvio Berlusconi (Infophoto)

Egoista e prepotente, sei grande grande grande…così canta Mina in sottofondo mentre sfuma una intervista con la D’Addario del 2009. Così inizia l’ultima puntata di Servizio Pubblico Più, la trasmissione degli speciali di Santoro. Che riassume tutta la storia di Ruby rubacuori in poche parole, domandando retoricamente cosa farebbe il pubblico americano a fronte di un simile racconto… secondo lui, una gigantesca pernacchia. Poi segue la registrazione di uno spettacolo di Travaglio, che si diverte, e con grande divertimento anche del folto pubblico, a infilare come tante perle di una collana tutte le contraddizioni in cui sovente cadono i “trombettieri di Berlusconi”.

Si giunge rapidamente all’attualità, con interviste a margine dell’elegante manifestazione di Ferrara “Siamo tutti puttane”, in cui un popolo di straconvinti berlusconiani, per lo più pensionati e pensionate, ripetono a pappagallo, molto esagitati, le giaculatorie scritte a ripetizione da Il Giornale e da Libero. Poi Ferrara, decisamente fuori dalle righe, arriva persino a dire che “il comportamento di Berlusconi onora lo spirito italiano” (sic!). Dallo stesso microfono, la Santanchè annuncia di essersi vergognata di essere italiana al momento del pronunciamento della sentenza., mentre agita la mano, il cui polso è appesantito da un rolex d’oro da mezzo chilo. In sovrappiù, intervistato in studio, più pacatamente e per la verità contro ogni senso comune, Ferrara sostiene candidamente che i regali, anche grandi, fatti costantemente alle olgettine testimoni, non sono altro che generose liberalità di un signore straricco cui piace piacere…

Si capisce che non ci crede nemmeno lui, lui che ogni mattina si sveglia e si domanda cosa può scrivere per apparire più intelligente di chiunque altro. E allora straborda, si inventa la manifestazione con le mutande, quella recente di “Siamo tutti puttane”, fa stampare magliette con la stessa scritta con la quale la Santanchè si fa pure fotografare…e vi lascio immaginare i commenti fioriti sui social network!

Parte il duello tra Travaglio e la Santanchè, eterno dialogo tra sordi. Lui con la sua inesauribile batteria di ritagli, citazioni meticolose, dati. Lei con la sua solita batteria di argomenti “alti” sulla libertà, sempre pronta a deviare l’attenzione di fronte all’ascolto di intercettazioni più che imbarazzanti, definite spazzatura, insulto alla libertà dei cittadini, spiate dal buco della serratura. Insomma, il solito armamentario, quello che abbiamo ritrovato in bocca agli esagitati pensionati aizzati da Ferrara.

La trasmissione è fatta con vecchi spezzoni di intercettazioni, interviste con varie escort, tra cui la Macrì, che smentiscono clamorosamente le tesi delle cene eleganti. Con diabolica abilità luciferina, dopo il racconto della Macrì sui rapporti sessuali multipli del Cavaliere con sei-sette ragazze nella stessa stanza, Santoro fa montare un brano nel quale la Santanchè rimprovera ai magistrati il fatto di aver dipinto tutte le donne ospiti di Berlusconi come altrettante puttane…

Certo, per chi ha seguito le puntate di Servizio Pubblico non c’è nessuna novità, e il dejà vu è persino un po’ stucchevole. Inoltre, le argomentazioni dei vari contendenti risalgono tutte a prima della sentenza, e quindi colpisce un po’ la mancata freschezza della diretta. Al massimo la trasmissione può servire, per chi l’ha vista, a fare da contrappunto alle argomentazioni unilaterali espresse da Vespa dal Presidente della Commissione Sanità del Senato Nitto Palma, che si è rammaricato della richiesta di verificare la veridicità dei testimoni considerandolo un fatto abnorme. Senza fare il minimo cenno al fatto altrettanto abnorme che i testimoni e soprattutto le testimoni ricevono mensilmente un sostanzioso “argent de poche” dall’imputato. Ah, già, dimenticavamo che secondo Ferrara si tratta semplicemente di liberalità di un uomo generoso e straricco che ama sentirsi amato…a pagamento!

Altro montaggio con la Santanchè che, in una vecchia intervista, pretende che i funzionari che hanno liberato Ruby siano immediatamente accusati di falsa testimonianza se hanno detto il falso…Peccato che in questi giorni si scandalizzi a ogni piè sospinto per il fatto che siano effettivamente stati deferiti alla procura perché valuti se hanno detto falsa testimonianza! (Tra l’altro una di questi è stata poi velocemente promossa…mah! “Honi soit qui mal y pense”).

Passa lo spezzone di Ruby che fa la scenata drammatica sulle scale del tribunale lamentando di passare per una poco di buono…davvero poco credibile, dato che poco prima Santoro aveva mostrato un video girato in un club privè, nel quale la medesima ancora minorenne si contorceva seminuda in scene saffiche e balli erotici. Motivo per cui il gestore del locale si è beccato un anno di galera. L’aspirante meteorina Chiara Danese racconta i particolari osé del bunga bunga, e ricorda che Fede di fronte alla ritrosìa sua e della sua amica, le minacciò di scordarsi di poter fare la meteorina e di partecipare a Miss Italia.

In un altro spezzone, Ruotolo ricorda che i magistrati hanno scoperto che Ruby era stata a casa di Berlusconi ben 14 volte da minorenne. Va in onda un’intervista in cui Francesco Chiesa Soprani, di professione agente, afferma che Ruby gli ha confermato più volte di aver fatto sesso a pagamento con il Presidente, e da minorenne. Altro frammento di Travaglio che tocca un punto non indifferente per cercare di smorzare le indignazioni alla Ferrara della Santanchè: al di là dei profili penali, è oggettivamente inaccettabile che a casa del presidente del Consiglio circolino prostitute brasiliane che hanno il suo numero privato, che si fanno pure beccare sulla Mini della Minetti con 16 chili di droga nel baule, e a cui lui consiglia di dire che la Mini gli era stata rubata e che la droga era stata messa lì per metterle in difficoltà…tutte cose che ne fanno una persona automaticamente ricattabile. E su questo pure il vostro Yoda è totalmente d’accordo.

Ritorna Francesco Chiesa Soprani, affermando che le olgettine prendono uno stipendio per non parlare, e che, anzi, stanno alzando il prezzo per buonuscite di 800.000 euro o un milione. Yoda si aspetta che appena si farà il processo sulla falsa testimonianza, verrà convocato come principale teste dell’accusa. Altri pezzi di intervista a Ruby diventata madre. Domanda a bruciapelo “Se sua figlia a 17 anni fosse invitata ad Arcore, ce la manderebbe?” Risposta: “Assolutamente no!”. Alla faccia delle cene eleganti, quindi.

Fa ancora tenerezza l’aspirante meteorina Chiara Danese, ragazza piuttosto ingenua dal volto pulito che racconta lo shock subito alla vista del bunga bunga, e poi le persecuzioni subite, non solo le mancate opportunità televisive, ma anche le continue minacce telefoniche e varie forme di stalking. Finale con grande contrasto tra l’asciutta pronuncia della sentenza, e la continua, barocca, ridondante cantilena della Santanchè sulle libertà di pensiero, di azione, di comportamento, contro le intercettazioni, le spiate dal buco della serratura, per virare subito con palese populismo su quanti questa sera non potranno dare la carne ai propri figli…

“Che s’ha da fa pe’campà”, viene in mente al vostro Yoda, che si domanda cosa mai potranno dire i trombettieri come Ferrara e Santanchè – solo per citare i capibanda – quando il loro padrone non dovesse più detenere così tanto potere e altrettanta disponibilità di denaro…Mah! Yoda si augura, in quel caso, di poter guardare talk-show dove si mostri magari un po’ meno intelligenza e un po’ più di dignità. Ma intanto, facendo un rapido zapping, scopre che la Santanchè, in carne e ossa è presente a Porta a Porta, dove si dovrebbe parlare degli F35. Mah. Vespa, non potendo ignorare il fatto, comincia annunciando con gran velocità che la Cassazione ha fatto uno sconto di 80 milioni a Berlusconi sulla faccenda del lodo Mondadori. Dimenticando di ricordare che a parte lo sconto del 15%, la sentenza che dà ragione a De Benedetti è stata confermata. Poiché s’era appena parlato di dignità, Yoda non ce la fa più e così decide di cambiare canale, a caccia di un bel film.

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