BALLARÓ/ Pensioni e lavoro, il zig zag alla Santoro porta Floris fuori strada

- Maestro Yoda

Ieri sera penultima puntata stagionale di Ballarò con ospiti il ministro del Lavoro Enrico Giovannini e il Segretario generale della Cgil Susanna Camusso. Il commento di YODA

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Giovanni Floris

Ma che succederebbe se togliessimo la parola “allora” dal vocabolario? Yoda se lo è chiesto più volte, e se lo richiede ogni volta che sente Mentana, la Berlinguer, Floris cominciare sempre e comunque con “Allora”. Allora cosa?, verrebbe da rispondere, visto che si annuncia la solita trasmissione, con i soliti ospiti, presentati come se costituissero una grande novità. Meno male che c’è Crozza, in grado di strappare subito l’applauso dicendo: “Perché mai gli americani dovrebbero spiare cosa si dicono in privato i nostri politici, visto che dicono già tante minchiate in pubblico?”. Risate di grana un po’ grossa, ma comunque risate. In ogni caso risate amare, visto il contesto della crisi che non passa, le turbolenze nel governo, le elezioni alla vicepresidenza della Camera rinviate, tutti oggetti del solito servizio che non si capisce più se stai guardando Otto e mezzo, Servizio Pubblico o, per l’appunto, Ballarò.

Ospiti il ministro del lavoro, la Camusso in versione caposala del pronto soccorso, le bellocce e magniloquenti Serracchiani e Comi. Tutti gli invitati sciorinano le loro solite litanìe, già sentite varie volte, applicate per l’occasione alla domanda “Cosa c’è che non piace o piace nella Santanchè?”, che Floris lancia, per abbandonarla subito dopo, ritenendo poi la discussione stucchevole…Sic! La Camusso cerca di affrontare il toro per le corna, affermando che Imu, Iva, Tares, ecc. non sono una soluzione, mentre il vero problema è la redistribuzione della ricchezza. E quindi siamo alla solita visione della lotta di classe.

Floris fa apparire un cartello con l’ingorgo dei processi di Berlusconi (oh, ma guarda che novità…!) e così la trasmissione procede stancamente a zig zag, sulla strada tracciata da Santoro: non approfondire nulla, parlare di tutto, specialmente di argomenti che possano far azzuffare gli ospiti in studio. Troppa fatica per le redazioni individuare nuovi ospiti e nuovi modi di affrontare le questioni: si vanno a cercare le persone famose o quegli ospiti capaci di fare un po’ da gladiatore nell’arena. L’esempio è il servizio su casa e tasse, che raccoglie tutto quanto è stato detto da giorni da quotidiani e da altre trasmissioni.

Così, un po’ annoiato come probabilmente tutti quelli stanno guardando la trasmissione, lo sguardo del vostro Yoda indugia sul pubblico dello studio. Con tutta probabilità le persone vengono scelte per interpretare i “followers” di ogni ospite…ma stasera non riescono a mascherare sguardi smarriti o persi nel vuoto o intenti a osservarsi le scarpe, le mani, le luci dello studio…

La Camusso scuote l’apatìa con affermazioni assai semplici: “Far pagare di più chi ha di più, e meno chi ha di meno. Solo così la gran massa dei consumatori, che sono poi lavoratori e pensionati, potranno tornare a spendere per consumi essenziali ai quali hanno cominciato a rinunciare”. Peccato che così il conto non tornerà mai: se rimane così alta la spesa pubblica, lo Stato dovrà continuare a prelevare da tutti, perché grazie ai grandi numeri potrà tirare su quanto serve. E per quanto giusto, prelevare di più allo 0,8% di ricchi, non risolve il problema: e così si ritorna alla questione dell’evasione. Ma finora nessuno ha avuto il coraggio di parlare di come ridurre la spesa pubblica.

La trasmissione scorre via così, nel disinteresse del pubblico in studio e forse di quello a casa. Poi, finalmente, alle 22:40 arriva un servizio sulla “spending rewiew”. In sintesi, ci mostra che dopo un anno, la spesa è stata ridotta solo dello 0,5%, una vera inezia, e, anzi, molti capitoli di spesa sono cresciuti anche del 30%. Mentre 2 miliardi di euro vengono distribuiti ogni anno per 465.000 consulenze…

Segue il solito servizio sui partiti che continuano a incassare contributi e ad avere decine di fondazioni. Giusto per arrabbiarsi un po’. Poi Pagnocelli ci dà i risultati dei soliti sondaggi, che danno risposte di medio buon senso, e anche il serio presidente dell’Istituto Ipsos rischia la noia, finché non mostra dei cartelli con la curiosa domanda “Con chi vorreste passare le vacanze estive?”: il 28% con Renzi, il 13% con Berlusconi, ma oltre il 40% con nessuno. Bah, che strane domande!

Seguono chiacchiere incomprensibili perché tutti si danno sulla voce su questioni di poca importanza. Si finisce con Floris che chiede alla Serracchiani se Renzi è la persona giusta per guidare il nuovo Pd. Risposta affermativa. Olà! Non poteva chiederglielo subito, così Yoda si levava il pensiero e si poteva guardare un film? 

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