NOMINE TG RAI/ Il vero volto del renzismo in tv

- Maestro Yoda

Con quello che è stato considerato da molte parti un blitz, sono arrivate le nomine dei direttori dei Tg della Rai. Per YODA la dimostrazione del vero volto del renzismo

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Rai (Foto: LaPresse)

Erano giorni che il vostro vecchio Yoda, mentre stava facendo i preparativi per andare a passare le vacanze sui monti di Betelgeuse, veniva disturbato da insistenti rumors che arrivavano dalla Terra sul suo ricevitore interstellare, riguardanti la possibile nomina di nuovi direttori dei tg della Rai. Saranno le solite polemichette estive, bofonchiava tra sé e sé mentre sorvegliava il carico dei bagagli sulla sua piccola astronave, è impossibile che i giovani innovatori del governo Renzi, sempre pronti a dire tutto il male possibile delle repubbliche e dei governi precedenti, possano comportarsi allo stesso modo di chi li ha preceduti, con i soliti blitz estivi sulla Rai. E invece è stato smentito in pieno.

Sbattendosene della Commissione di Vigilanza Rai, della sollevazione dei rappresentanti nella Commissione di tutti i partiti (inclusa la minoranza del Pd) che sollecitavano almeno la decenza di potere esaminare uno straccio di piano editoriale cui far seguire i nomi adatti ad attuarlo, Cdo (è il soprannome attualmente più gettonato del Direttore generale Campo dall’Orto) è andato dritto alla meta senza alcuna vergogna, anche aiutato dai pilateschi comportamenti del presidente della Commissione Fico. Yoda s’è pure preso la briga di sentire alcuni commissari, sue vecchie conoscenze: tutti hanno confermato che il presidente Fico non ha accettato di far passare l’ordine del giorno con la richiesta di non procedere a nomine prima di aver potuto esaminare un piano editoriale, che accomunava praticamente tutti, esclusi i renziani, solo per apparire garantista a oltranza.

Per la verità, in giro per la Rete, alcuni maligni sussurrano che i 5Stelle si sarebbero subito accontentati della striscia informativa affidata alla Berlinguer con autore nientemeno che Santoro…Comunque, complessivamente tutto fa una gran pena, perché sinceramente il vostro vecchio Yoda, cui non dispiaceva l’iniziale piglio renziano, deve ora ammettere che i giovani rottamatori sono molto peggio di quelli della prima e seconda Repubblica, che sicuramente mangiavano e occupavano, ma almeno sapevano stare a tavola.

“La cosa più sgradevole è la presa per i fondelli – strilla il Fatto Quotidiano -. Se il premier si fosse presentato agli elettori rivendicando il diritto dell’esecutivo di fare ciò che vuole dell’informazione televisiva, le decisioni di oggi, avallate a maggioranza da un consiglio di amministrazione come al solito pavido e lottizzato, sarebbero risultate fastidiose, ma almeno coerenti con un progetto di governo. L’uomo però è quel che è. Oramai lo ha ampiamente dimostrato: trova gli slogan migliori per mettersi in sintonia con l’opinione pubblica, li usa per ottenere consensi e poi, se gli conviene, li disattende in maniera plateale… A parte il proposito sbandierato di fare della tv di Stato la Bbc, a imperitura memoria rimane la sua bacheca di twitter. Qui ricorderemo solo un intervento “Niente paura, il futuro arriverà anche alla Rai. Senza ordini dei partiti #cambiaverso e #italiariparte”. La cronaca ci dice come è andata. L’Italia, già ricca di per sé di gente che pagherebbe per servire, arretra. Vince come sempre il paese dei famigli”.

Non meno teneri i senatori della minoranza Pd Federico Fornaro e Miguel Gotor, che hanno annunciato le dimissioni dalla Commissione di Vigilanza (organo che Yoda ha sempre considerato inutile, e oggi nemmeno più in grado di fare la foglia di fico… il gioco di parole è voluto): “Il Partito democratico non è nato per riprodurre i vizi del passato, ma per cambiare l’Italia e, convinti che un altro Pd sia possibile, ci dissociamo da uno stile e da un costume politico che non ci appartiene e coerentemente rassegniamo le nostre dimissioni dalla Commissione di Vigilanza Rai… Le nomine dei nuovi direttori rispondono a una logica di normalizzazione dell’informazione pubblica, alla vigilia di importanti scadenze politiche e istituzionali e nulla hanno a che vedere con il progetto di una nuova Rai promesso dal Pd e dall’attuale governo e oggi platealmente disatteso… In realtà, siamo di fronte a pratiche e logiche di una gravità tale da evocare il tema della questione morale di Enrico Berlinguer, quando, nel 1981, denunciava l’occupazione da parte dei partiti di governo delle principali istituzioni dello Stato, Rai compresa”.

Rincarano la dose i giornalisti del sindacato Usigrai e della Federazione nazionale della stampa, in una nota congiunta: “È’ oramai evidente che non esiste nessun piano, così come è chiaro che esisteva solo la necessità di occupare nuove poltrone… Che si chiamino le cose con il loro nome: occupazione di posti e pura lottizzazione… Noi abbiamo sempre detto che volevamo prima un progetto per poi individuare i profili adatti. Da oggi, perlomeno, è stato svelato pubblicamente il bluff di chi, al vertice dell’azienda come in Consiglio di amministrazione è arrivato come sedicente innovatore e si è rivelato per quello che è: conservatore, reazionario, come nei momenti più bui della Prima Repubblica”.

Allarga il discorso Stefano Fassina, di Sinistra Italiana: “ La legge di riforma della Rai ha dato un potere al Governo nella nomina dei vertici della TV pubblica pari, nell’Unione europea, solo a quello di ViKtor Orban (Primo Ministro dell’Ungheria). Stanotte, tramite presidente e dg del cosiddetto servizio pubblico, il potere acquisito è stato esercitato. Le condizioni della nostra democrazia sono sempre più preoccupanti. Il Presidente del Consiglio con l’Italicum viene eletto da una minoranza di cittadini e nomina i deputati. Il Presidente del Consiglio con la revisione costituzionale domina gli istituti di garanzia come la Corte Costituzionale e marginalizza il Parlamento. Il Presidente del Consiglio con la legge Rai imposta dalla maggioranza nomina indirettamente i direttori dei tg. Votare no al referendum costituzionale è decisivo per arrestare la regressione in corso della nostra democrazia”.

Questo è il vero punto, i nomi dei nuovi direttori poco importano, e ancora meno la defenestrazione (adeguatamente rimborsata con altri spazi) della Berlinguer, tutt’altro che adatta secondo Yoda a dirigere un tg del servizio pubblico per la sua querula partigianeria per le tesi e le ideologie a lei personalmente care. E sempre più insopportabile per le eehh e le oohh con cui lega le parole, che oggi non le farebbero passare l’esame da conduttore. Di fronte a tutto questo diventano veramente controproducenti i proclami di Renzi e della Boschi a favore del Sì al referendum: “Chi vota Sì è per il cambiamento, chi vota No è per la conservazione”. Da quello che si vede, dai loro comportamenti, i veri conservatori sono loro. E a nulla servirà occupare la tv pubblica in forma così maldestra, anche perché è stato sempre dimostrato che chi lo ha fatto poi ha perso le elezioni.

In base alla sua vecchia esperienza, Yoda si sta convincendo che vincerà il No, anche perché i sedicenti innovatori si stanno dimostrando più dilettanti del previsto e anche assai maldestri, come stanno facendo notare in molti, nell’uso della Rete. Non si può andare avanti a colpi di propaganda, promulgando leggi senza i necessari decreti attuativi (secondo il Fatto Quotidiano sono più di 800 quelli in attesa!) e sparando twitter a ogni piè sospinto. Vedrete: chi di Twitter ferisce, di Twitter perisce.

Poveri Italioti… meno male che Yoda se ne va lontanissimo per un po’, e spegnerà pure il ricevitore interstellare… a settembre se ne riparla.

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