Ladro si finge attaccapanni per fuggire all’arresto/ Coperto da piumone e vestiti ma…

- Davide Giancristofaro Alberti

Un ladro si è camuffato da attaccapanni per provare a non farsi arrestare: ma gli agenti lo hanno scoperto e portato in galera. E’ successo a Monza

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(LaPresse)

Decisamente curioso l’escamotage utilizzato da un ladro in quel di Sesto San Giovanni, in provincia di Monza, per non farsi arrestare dalla polizia. Come riferisce PrimaMonza, infatti, il delinquente ha deciso di nascondersi camuffandosi da attaccapanni. Protagonista di questo siparietto tragicomico, un 34enne, che sentendosi braccato ha deciso di nascondersi dietro la porta della casa della propria madre, nascosto da un piumone e da alcuni indumenti, come se fosse quindi un “attaccapanni umano”.

Peccato per lui, i poliziotti lo hanno scoperto, notando subito il travestimento e mettendo le manette ai polsi dello stesso giovane che è stato così consegnato alla giustizia. Il ladro ha origini italiane ed è stato fermato, come scrive PrimaMonza, per una serie di furti in alcuni appartamenti in un passato recente, e lo scorso 26 novembre, a trovarsi di fronte questa scena per certi versi esilarante, sono stati gli uomini della Squadra Investigativa e delle Volanti del Commissariato sestese.

UN LADRO SI E’ FINTO UN ATTACCAPANNI PER SFUGGIRE ALL’ARRESTO MA E’ ANDATA MALE

Dopo l’ennesimo furto, il 34enne si era dato alla macchia, ma le forze dell’ordine non si sono date per vinte ed hanno iniziato a cercarlo partendo dai luoghi solitamente frequentati dallo stesso, zona Sesto San Giovanni, Cologno Monzese e il quartiere Lambrate di Milano. Alla fine gli investigatori si sono recati presso la casa della madre, residente proprio a Cologno: bussando alla porta, dopo aver udito un cane abbaiare e qualche secondo di esitazione, la padrona di casa ha aperto, permettendo così ai poliziotti di entrare nell’appartamento.

Gli agenti hanno quindi perquisito l’immobile trovando il 34enne in camera da letto, nascosto appunto dietro la porta e fermo come se fosse una statua. Ovviamente i poliziotti non si sono fatti “fregare” hanno subito individuato il 34enne, che è stato in seguito condotto presso la casa circondariale di Monza. Una vicenda di criminalità conclusasi con un esisto senza dubbio inatteso: tutto è bene ciò che finisce bene.

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