Lanfranco Malaguti, morto chitarrista jazz/ Precipitato dal 4° piano, aveva 70 anni

- Davide Giancristofaro Alberti

Lanfranco Malaguti, morto il chitarrista jazz. Tragica fine per il noto musicista, deceduto a seguito di una caduta dal quarto piano

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Lanfranco Malaguti (Youtube)

E’ morto il chitarrista jazz Lanfranco Malaguti. E’ stato trovato senza vita negli scorsi giorni, nel cortile interno dell’ospedale di Belcolle, in quel di Viterbo. Stando a quanto riportato dai colleghi del quotidiano Il Giornale, il 70enne musicista sarebbe caduto dal quarto piano della clinica dove era ricoverato il figlio, e il fatto sarebbe avvenuto la sera di lunedì 9 dicembre. A rinvenire il corpo ormai privo di vita di Malaguti, il personale dell’ospedale, che ha immediatamente lanciato l’allarme, ma ormai era tardi: troppo gravi le ferite riportate dopo una caduta di circa 10 metri. Si sta cercando di ricostruire con esattezza quanto accaduto, visto che non è ben chiaro cosa sia successo, fatto sta che quest’oggi si sono svolti i funerali nella chiesa di Bologna di San Girolamo della Certosa. Come ricorda Il Giornale, Malaguti era considerato uno dei più grandi chitarristi jazz del Belpaese.

LANFRANCO MALAGUTI E IL SUCCESSO DEGLI ANNI ’80

Si avvicinò al mondo del jazz negli anni ’80, entrando nel giro di misucisti a cui capo vi era Bruno Cesselli. Insieme a quest’ultimo e ad altri tre colleghi, formò il quintetto “Lanfranco Malaguti quintet”, con cui incise il suo primo disco di inediti nel 1984 dal titolo “Orsa minore”. Numerose le sue ospitate radio e televisive negli anni successivi, sia in Italia ma anche all’estero, in particolare in Brasile ed in Slovenia. Viste le sue enormi qualità venne chiamato anche dalla Rai per comporre alcune sigle di programmi, anche se il suo grande amore restava la musica dal vivo. Furono infatti moltissimi gli eventi a cui partecipò, come ad esempio il Festival Internazionale al teatro Ciak di Milano del 1989. Sempre in quell’anno incise il disco “Something” assieme a Pietropaoli e Sferra, che è considerato a tutt’oggi il suo lavoro più noto. Il suo ultimo lavoro risale invece al 2016, quando compose con il suo quartetto il disco “Why not”, apprezzato da tutte le riviste del settore.



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