Lavoro domestico, controlli anti evasione/ Via allo scambio dati Inps-Agenzia Entrate

- Valentina Simonetti

Lavoro domestico, scattano nel 2024 nuovi controlli anti evasione. Inps e Agenzia delle Entrate scambieranno dati per verificare chi non ha correttamente dichiarato il reddito ai fini Irpef

(Pixabay) (Pixabay)

Con la legge di Bilancio 2024 saranno introdotti nuovi criteri di controllo anti evasione fiscale in molti settori. In particolare per quanto riguarda il lavoro domestico, un ambito che da sempre è interessato da poche dichiarazioni, assunzioni non in regola, mancato o parziale versamento dei contributi Inps e dell’Irpef. Si stima infatti che su 2milioni di lavoratori almeno 900mila sarebbero completamente sconosciuti al fisco. E cioè che non risultano tra i contribuenti ai quali applicare l’imposta sui redditi, così come i datori di lavoro privati omettono il pagamento degli oneri previdenziali non effettuando alcun contratto o registrazione.

Tra questi, come sottolinea il Sole 24 Ore pubblicando un’indagine di Assindatcolf relativa al 2023, il 31,2% è irregolare per scelta poichè preferisce non essere dichiarato. Mentre per il 30,7% la colpa di questo comportamento è da attribuire alle famiglie che non dichiarano il rapporto di lavoro di colf e badanti. Da qui la necessità di imporre maggiori controlli sul nero, per limitare l’illegalità e soprattutto incrementare le entrate fiscali dovute allo stato. Per questo il provvedimento del governo andrà ad incidere su una grande fetta di lavoratori grazie a controlli incrociati sui nominativi.

Come funzioneranno i controlli anti evasione sui lavoratori domestici

La misura introdotta dalla Legge di Bilancio 2024 per combattere l’evasione fiscale nell’ambito del lavoro domestico prevede uno scambio di dati tra Inps e Agenzia Entrate su colf e badanti che attualmente sono censiti in ambito previdenziale ma risultano sconosciuti dal fisco. Funzionerà in modo da riprendere in automatico le informazioni per compilare le dichiarazioni da inviare ai contribuenti, in modo da invitarli a pagare l’irpef omessa tramite lettere di compliance. La nuova modalità però presenta alcuni problemi.

Come ha commentato l’Associazione dei datori di lavoro domestici Assindatcolf infatti, pur rappresentando un primo passo verso la lotta al lavoro sommerso, potrebbe colpire solo una minima parte di tutti gli evasori. Inoltre potrebbe costituire incentivo per alimentare le omissioni totali. Visto che si basa su un censimento di tutti i colf, badanti e baby sitter che in qualche modo sono stati iscritti all’Inps, e quindi, secondo le stime, solo del 50% del totale di tutti gli irregolari. Secondo il presidente infatti, una misura più efficace sarebbe piuttosto quella di aumentare bonus e sgravi fiscali per chi mette in regola tali dipendenti.





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