LAVORO & IMPRESE/ Le mosse delle aziende per affrontare le grandi dimissioni

- Luca Brambilla

Al Club Libera Impresa si è affrontato un tema importante per le aziende e molto attuale: quello della grandi dimissioni dei lavoratori

Guardarsi durante le videochiamate fa sentire peggio
Pixabay

28 luglio 2022, ore 18:00. Mentre molte persone a Milano sono ancora negli uffici e cercano di sfuggire al calore del sole, c’è un posto in cui altre si muovono svelte con un’espressione concentrata ma allegra. Si tratta degli amici del Club Libera Impresa, già protagonisti di un mio articolo tempo fa. In questa occasione hanno deciso di ritrovarsi nella bella Abbazia di Mirasole, sita poco fuori Milano, per confrontarsi su quello che Matteo, uno degli imprenditori del Club, definisce “il problema numero uno“, cioè l’organizzazione dell’azienda e, quindi, le persone.

«Non vogliamo condividere analisi di contesto e basta. Queste sono già state fatte negli ultimi mesi da noi e da tanti altri addetti ai lavori. In questa sede, vogliamo condividere le soluzioni che tutti noi abbiamo adottato per affrontare l’onda anomala che ha investito le aziende: la great resignation, cioè le grandi dimissioni dettate da una nuova impostazione dei valori sintetizzata dall’espressione YOLO, “You Only Live Once”, “si vive una volta sola”». Queste le parole di Ambrogio Beretta, imprenditore metalmeccanico e presidente del Club, a introdurre l’incontro.

Subito dopo, Luca, imprenditore nel campo dei servizi, racconta di essere rimasto colpito dal fatto che l’anno scorso due persone nella sua azienda si siano licenziate all’improvviso senza fornire spiegazioni convincenti. Ha intuito che egli stesso fosse parte del problema, poiché avrebbe dovuto manifestare una maggiore capacità di ascolto verso i suoi collaboratori per comprenderne meglio i bisogni e desideri. Ha deciso, quindi, di assumere per la prima volta nella storia della sua azienda un HR manager che lo aiutasse ad ascoltare le persone e a impostare una riorganizzazione dell’azienda a livello di ruoli, funzioni, percorsi di carriera e formazione. Dall’avvio di questo processo, non ha “perso” più nessuno; anzi. Come racconta, l’azienda, il cui il fatturato a oggi segna + 45% rispetto all’anno precedente, «non si è sbullonata», ma si trova in un’organizzazione ancora più motivata e salda di prima.

Riprende la parola Matteo per condividere la sua esperienza: anche dalla sua azienda due persone si sono dimesse lo scorso anno. Avendo sempre avuto un ottimo rapporto con i suoi dipendenti, ha cercato di approfondire il dialogo con i due in questione, ma ha scoperto che «non se ne poteva parlare». Entrambe avevano scelto un’altra strada di fronte alla fatica del lavoro, più facile anche se meno remunerata. Anche lui, come Luca, per non rischiare di altre dimissioni, ha assunto un HR manager per affrontare i seguenti punti:

– migliorare la selezione per capire chi sono i miglior talenti da inserire in azienda;

– rendere sistematici i problemi e le relazioni del personale;

– ridisegnare l’organigramma aziendale facendo sì che rispecchiasse sia la strategia che l’organizzazione in quanto tale;

– costruire delle schede del personale che riflettessero le principali attività e i rispettivi corsi di formazione di ogni ruolo.

Da questi interventi emerge che coloro che guidano le aziende hanno a cuore la crescita dei propri collaboratori. È il caso di Germano, imprenditore nel settore della plastica, che da sempre si occupa direttamente della selezione del personale insieme a cinque responsabili per assicurarsi che questi ultimi abbiano a cuore le relazioni con tutti i livelli della gerarchia aziendale. Il suo principale scopo –  dice – è «far sentire imprenditori e imprenditrici le persone con cui lavora, renderli partecipi dei progetti, vivere con loro non da padroni ma da compagni».

Alla fila di testimonianze, si aggiunge quella di Fabio, imprenditore di un’azienda di cioccolatini. Anche lui ha investito per assumere un HR e dei consulenti e aumentato i percorsi di formazione per i suoi dipendenti, dalla prima linea in giù, per far sì che possano sviluppare una capacità continua di migliorarsi e affrontare le sfide da protagonisti.

L’utilità dei suggerimenti che gli imprenditori del Club hanno condiviso fra loro, proseguendo la serata con una cena, è inferiore solo all’energia e alla positività con la quale hanno dimostrato di saper affrontare i problemi e le difficoltà che questi generano.

La sincera condivisione di soluzioni partendo dalla propria esperienza rende il Club Libera Impresa un luogo di incontro e confronto continuo a cui il presidente, Ambrogio Beretta, invita tutti coloro che desiderano far parte di questa amicizia operativa. Per entrare in contatto con il Club si può scrivere all’email clubimprenditori@cdo.org.

Ciò che a me resta è, da una parte, il desiderio di tornare a partecipare a questi incontri così utili e piacevoli; dall’altra, la sensazione che anche sotto un sole cocente che sembra bruciare ogni cosa possano nascere fiori di speranza per tutti.

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