LAVORO & TURISMO/ I numeri e le proposte per migliorare le competenze

- Alberto Beggiolini

A FareTurismo 2023 si parlerà di competenze, formazione e lavoro nel settore. E verrà presentato un manifesto programmatico per il Governo

receptionist hotel lavoro Pixabay1280 640x300.jpeg Foto di Rodrigo Salomón Cañas da Pixabay

FareTurismo, l’unico appuntamento nazionale dedicato alla formazione, al lavoro, alle politiche turistiche, ideato e organizzato da Leader srl e giunto alla 22ª edizione, torna dopo tre edizioni annullate a causa della pandemia: si svolgerà all’Università Europea di Roma da martedì 21 a giovedì 23 marzo.

Nell’ultima edizione 2019 l’appuntamento contò 3.000 visitatori, 28 espositori, 1.200 colloqui di selezione per 50 figure professionali ricercate in Italia e all’estero da 25 prestigiose aziende turistiche, 10 tra conferenze e seminari di aggiornamento professionale, 3 giorni di colloqui psico-attitudinali con l’Università Europea di Roma, oltre 50 tra Istituti Professionali dei servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera, Tecnici del Turismo e Commerciali con indirizzo turistico con 1.900 studenti e 100 docenti provenienti da 8 regioni.

Il fabbisogno. L’edizione 2023 parte da un dato preoccupante: la pandemia ha sottratto circa 200 mila lavoratori al turismo. Il lungo periodo di chiusura ha determinato l’esodo verso altri settori o il ricorso a sussidi statali; in aggiunta, la precarietà maggiore nel turismo (41%) rispetto al mondo del lavoro in generale (22%) e la cospicua quota di impieghi stagionali (14% contro il 2%) richiedono “normalità” e qualità del lavoro sia attraverso il costante aggiornamento professionale per gli occupati che la certificazione delle competenze per i neo addetti. Da qui la valenza dell’evento, un’opportunità per i giovani che progettano il proprio futuro professionale e per gli addetti ai lavori. Il calendario della tre giorni verterà sull’orientamento e la formazione post diploma (corsi ITS, lauree triennali e magistrali) e post laurea (master di 1° e 2° livello) con la partecipazione di ITS, Università e Scuole di Master; presentazione delle competenze emergenti e delle figure professionali con la partecipazione di manager dell’industria turistica e della ristorazione; colloqui di orientamento universitario e al lavoro; incontri domanda-offerta lavoro attraverso colloqui di selezione con i responsabili delle risorse umane delle aziende turistiche e recruiting day con i principali tour operator per la selezione del personale nei villaggi turistici e in navi da crociera; seminari di aggiornamento; incontri dei presidenti dei Corsi di Laurea in Turismo, dei dirigenti scolastici degli Istituti alberghieri e degli Istituti tecnici per il turismo. Nel salone espositivo istituzioni, enti, organizzazioni nazionali di categoria, associazioni professionali, agenzie per il lavoro e agenzie web di recruiting forniranno informazioni. Saranno 250 i profili ricercati con opportunità di assunzione o stage dalle 42 aziende che effettueranno 1.850 colloqui di selezione mercoledì 22 dalle 14 alle 18 e giovedì 23 marzo dalle 10 alle 14 e dalle 15 alle 18. Negli stessi giorni anche i recruiting day per coloro che sono interessati a lavorare nei villaggi turistici di Club Med la prossima estate o a bordo delle navi con Grimaldi Lines. Nel foltissimo programma, spiccano anche la ricerca “I trend evolutivi nel mercato globale: focus Italia”, con la partecipazione tra gli altri della presidente di Federturismo Marina Lalli e del vicepresidente di Confindustria Alberghi Giorgio Palmucci, e la presentazione delle offerte formative, con Giulio Contini direttore della Scuola Italiana di Ospitalità e Simona Maltese, coordinatrice del team recruitment della Luiss Business school.

Il manifesto. Da FareTurismo arriva anche un manifesto programmatico, con dieci proposte al Governo. In sintesi: l’istituzione di un comitato ministeriale per l’offerta formativa nel turismo presso il Ministero del Turismo con le rappresentanze di organizzazioni datoriali, associazioni professionali, ministero Istruzione, ministero Università, Unioncamere, Rete Istituti Alberghieri, associazione Rete ITS Italy; la certificazione delle competenze attraverso la co-progettazione scuola-impresa; la certificazione delle competenze rivolta ai docenti scolastici; la spendibilità delle lauree in turismo; la ridefinizione dei percorsi didattici degli istituti tecnici per il Turismo; l’incremento degli ITS dedicati al turismo; superare i limiti della scuola secondaria superiore per una personalizzazione dei percorsi in stretto raccordo non solo con il mondo del lavoro e delle professioni ma soprattutto con la vocazione dei territori; l’istituzione di un gruppo di lavoro delle associazioni professionali, che rappresentano i profili più importanti che operano nella filiera del turismo, pere un confronto costante sulla evoluzione delle competenze e dell’aggiornamento professionale; la decontribuzione per le aziende che intendano continuare l’attività in bassa stagione e confermare la forza lavoro al termine dei sei mesi dei contratti stagionali; comitati di indirizzo obbligatori negli istituti professionali e nei corsi di laurea.

I numeri del mercato del lavoro nel turismo in Italia pre-pandemia – Il report 2019 di Eurostat “Tourism Satellite Accounts in Europe” sottolineava come il turismo avesse generato complessivamente 16,5 milioni di posti di lavoro in 15 Paesi dell’Unione europea: in particolare, in Italia il settore dava lavoro a 4,2 milioni di persone e il nostro era il Paese europeo in cui le attività turistiche generavano il maggior numero di posti. Il quadro che emerge dall’Osservatorio sul mercato del lavoro nel turismo sul 2021 evidenzia che l’area dei servizi ha rappresentato oltre il 73% dell’occupazione del Paese. Commercio e turismo hanno occupato più lavoratori dell’intera industria manifatturiera (5.107.000 vs 4.252.000). Nel 2021 il settore turismo (alberghi, campeggi, bar, ristoranti, stabilimenti balneari e termali, discoteche, agenzie di viaggi e parchi divertimento) ha risentito delle restrizioni imposte a seguito della pandemia. In media d’anno ha contato 1.030.116 lavoratori dipendenti e 173.414 aziende con almeno un dipendente. Il lavoro nel turismo è in prevalenza femminile: i lavoratori di sesso maschile rappresentano il 47,3% dei dipendenti. Nel 2021 nel settore si sono registrati in media 410.197 rapporti di lavoro a tempo determinato, pari al 39,8% del totale. Di questi, 171.183 rapporti sono riconducibili alla stagionalità (il 16,6% del totale dei rapporti di lavoro) e 239.014 (22,9% dei rapporti di lavoro) ad altre tipologie. Nel turismo il 23,9% dei lavoratori dipendenti è straniero.

“L’attuale congiuntura, a causa di pandemia, Reddito di cittadinanza, guerra in Ucraina – dice Ugo Picarelli, fondatore e direttore di FareTurismo -, ci consegna un quadro di circa decine di migliaia di lavoratori in meno, per cui oggi più che mai occorre riformare il sistema scolastico e post-diploma nell’ambito del turismo, facendo sì che percorsi didattici e PCTO siano per i giovani una valida opportunità per competere nella ricerca di una occupazione e per le aziende, penalizzate ormai da un costante mismatch, una certezza di inserire personale motivato e con una formazione di base adeguata agli standard attuali”.

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