RIFORMA PENSIONI/ Bernini rilancia su aumento delle minime (ultime notizie)

Riforma pensioni, ultimissime. Bernini rilancia su aumento delle minime. Tutte le novità e le news sui principali temi previdenziali di oggi, 8 febbraio

07.02.2018 - Lorenzo Torrisi
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BERNINI RILANCIA SU AUMENTO DELLE MINIME

Continua l’attività di presentazione dei candidati alle prossime elezioni politiche e quest’oggi a Piacenza Anna Maria Bernini e Francesca Gambarini presenteranno le priorità programmatiche di Forza Italia in un incontro all’Auditorium Sant’Ilario. Piacenzasera.it riporta alcune dichiarazioni della senatrice azzurra. “Il voto a Forza Italia e al centrodestra è l’unico utile  per garantire governabilità e il rilancio della fiducia e della crescita del nostro Paese. Noi sappiamo e lo abbiamo dimostrato, come alzare le pensioni, abbassare le tasse, come liberare il lavoro e soprattutto come rispondere alla forte richiesta di sicurezza che arriva dalle nostre città”, ha detto Bernini, rilanciando quindi l’impegno di Forza Italia, tra le altre cose, sull’aumento delle pensioni minime a mille euro.

M5S: MINIME SU SENZA PATRIMONIALI O TASSE SULLA CASA

Intervistato da Grandangolo, il giornale di Agrigento, Filippo Perconti, candidato alla Camera per il Movimento 5 Stelle, ha ricordato che i pentastellati vogliono proporre “forme nuove di inclusione sociale come il reddito di cittadinanza e la pensione di cittadinanza al fine di andare incontro a chi vive sotto la soglia di povertà indicando sempre le necessarie coperture finanziarie”. Da quest’ultimo punto di vista ha anche chiarito “che non si intendono istituire patrimoniali né imposte ulteriori sulla prima casa”. Perconti ha anche ricordato che “le promesse di Berlusconi, da buon venditore qual è, da 25 anni a oggi, sono state e continuano a essere degli spot elettorali che non vedranno nessuna concreta attuazione”.Tutto questo in riferimento alla proposta del Presidente di Forza Italia di alzare le pensioni minime a 1.000 euro al mese.

LA STAFFETTA GENERAZIONALE CHIESTA DAI PENSIONATI FENAPI

I pensionati della Fenapi, la Federazione nazionale autonoma piccoli imprenditori, di Massa Carrara hanno diffuso una nota per evidenziare come ci siano diversi cittadini over 65 che devono riuscire a vivere con meno di 1.000 euro al mese. “È un dovere morale, oltre che costituzionale garantire ai pensionati che non hanno il minimo vitale il diritto di vivere con dignità. Non c’è più tempo per gli indugi. I provvedimenti finora presi sono serviti a ben poco”, evidenziano ai candidati alle prossime elezioni. Cui chiedono anche un intervento per i giovani e “una riforma delle pensioni che possa consentire ai lavoratori di godersi una loro parte di vita sociale lasciando, nel contempo, spazio ai giovani per evitare loro mortificazioni e ricerca di anomale alternative”. Per questo i pensionati Fenapi propongono una staffetta generazionale per favorire uno “scambio di esperienze che permettano la creazione di nuove opportunità di lavoro innovative ma che tengano conto dei valori della tradizione”. 

BOCCUZZI CHIEDE IMPEGNO PD SUGLI ESODATI

Antonio Boccuzzi questa mattina ha incontrato una delegazione di esodati. Lo ha scritto sul proprio profilo Facebook, evidenziando che “il tema sembra essere sparito dall’agenda politica, ma nonostante le otto salvaguardie precedenti, a oggi rimangono ancora 6000 lavoratori nel limbo del nulla e distanti dalla pensione”. Il parlamentare del Pd ha citato la lettera che gli esodati hanno indirizzato a Sergio Mattarella, chiedendo di sanare una disparità incostituzionale, venutasi a creare tra persone che hanno gli stessi requisiti, ma non hanno avuto ugual accesso alla salvaguardia e ha spiegato che “una campagna elettorale che in alcuni casi promette impegni incredibili, non può voltarsi dall’altra parte perché il caso riguarda non moltissime persone e per di più sparse in tutto il territorio nazionale, non può esimersi dall’impegno a sanare un vulnus costituzionale, dai costi per altro irrisori, che si protrae ormai da oltre sei anni”. “Un impegno che per primo chiedo al mio partito”, ha aggiunto Boccuzzi.

SALVINI SU QUOTA 41 E QUOTA 100

Matteo Salvini è tornato a parlare di cancellazione della Legge Fornero, spiegando anche come questo provvedimento non influirà negativamente sui conti pubblici. Intervistato dal Sole 24 Ore, il leader della Lega ha infatti spiegato che l’attuale sistema pensionistico verrebbe rimpiazzato da Quota 41 e da Quota 100. Dunque gli italiani potrebbero andare in pensione “con 41 anni di contributi e comunque non oltre quota cento, che corrisponde alla somma tra età anagrafica e contributiva”. “Sulla Fornero nessun compromesso: vogliamo mandare in pensione gli anziani per fargli fare i nonni e lasciar spazio sul lavoro ai giovani”, ha aggiunto. All’intervistatrice che gli faceva notare che occorrerebbero 15 miliardi l’anno per tornare al regime pre-Fornero, Salvini ha fatto notare che la stessa cifra è stata spesa da Renzi per il bonus da 80 euro in busta paga. Bonus che non intende cancellare.

Il leader del Carroccio ha evidenziato che “ci sono mille miliardi di cartelle esattoriali non riscosse, di queste il 50% sono ormai da ritenersi inesigibili, ma l’altra metà, ben 500 miliardi possono invece tornare utili. Noi puntiamo alla pace fiscale. A tutti i contribuenti che hanno cartelle esattoriali sotto i 100mila euro offriamo di chiudere le loro pendenze con il Fisco pagando il 15% di quanto dovuto. Secondo le nostre stime prudenziali potremmo avere tra i 40 e i 60 miliardi di gettito”. Un provvedimento che non sarebbe un condono fiscale, in quanto si andrebbe a pagare la stessa aliquota prevista per la flat tax che il centrodestra vuole introdurre.

D’ALEMA: GLI IMMIGRATI CI PAGANO LA PENSIONE

Massimo D’Alema è intervenuto ai microfoni di Tgcom24, spiegando che “se chiudiamo le frontiere per difendere la razza bianca, ci ritroviamo presto un Paese di vecchi senza pensione”, perché “già oggi gli immigrati pagano le pensioni. Bisogna stabilire delle quote annuali di migranti cercando di selezionare i migliori”. Secondo quanto riporta L’Opinionista, l’ex Premier, a proposito di quanto è avvenuto a Macerata, ha evidenziato che “viviamo in una società dove ci sono bianchi, neri, gialli”, dunque “chi specula su queste paure e incita alla violenza è un mascalzone, irresponsabile. La classe dirigente del Paese non dovrebbe litigare ma trovare soluzioni condivise per rasserenare i cittadini e difenderli”. Per D’Alema, “in un Paese civile a un delitto orribile non si reagisce con atti orribili, sparando a casaccio”, ,ma “si reagisce con la fermezza della legge”.

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