Riforma pensioni/ Le distanze tra Pd e M5s sulla previdenza (ultime notizie)

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni, ultime notizie. Le distanze tra Pd e M5s sulla previdenza. Tutte le novità e le news sui principali temi previdenziali di oggi, 27 aprile

Sito Inps in tilt 1 aprile
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LE DISTANZE TRA PD E M5S SULLE PENSIONI

Il tavolo delle trattative tra Pd e M5s per giungere a un accordo di Governo non è ancora attivo, ma già si comincia a immaginare quali possano essere i punti di contatto programmatici tra i due partiti. Le pensioni non sembrano essere un buon terreno di incontro. Repubblica ricorda infatti che i dem difendono la Legge Fornero “in nome della sostenibilità finanziaria del sistema”. C’è inoltre la volontà di estendere l’Ape, sia nella forma volontaria che social, e di varare una pensione di garanzia per i giovani. Il Movimento 5 Stelle, invece, propone di superare la Legge Fornero. “Il programma prevede l’estensione della Quota 100, cioè la possibilità di andare in pensioni con 100 anni dati dalla somma di età anagrafica e anzianità contributiva, e della Quota 41 per tutti i lavoratori precoci. Poi l’innalzamento delle pensioni minime a 780 euro e l’Opzione donna”.

LAVORATORI PRECOCI PRONTI A SCENDERE IN PIAZZA

Il primo maggio è la Festa del lavoro e i lavoratori precoci non vogliono rinunciare all’occasione di scendere in piazza per ricordare quanto sia importante la Quota 41. Molti di loro, infatti, hanno iniziato a lavorare quando ancora erano minorenni o comunque piuttosto presto rispetto ai loro coetanei. E con professioni spesso manuali e contraddistinte da una buona dose di fatica. Dopo più di 40 anni di lavoro vorrebbero quindi poter andare in pensione, ma non possono se non raggiungono un traguardo che nel 2019 sfiorerà i 44 anni di contributi. Un traguardo che per molti diventa difficile da raggiungere se nel frattempo si perde il lavoro. E in quel caso tocca magari aspettare di raggiungere i 67 anni di età per poter arrivare alla pensione, se non si ha la fortuna di rientrare nelle categorie che hanno accesso all’Ape social.

LE PAROLE DI LUIGI DI MAIO

Dopo aver parlato con il Presidente della Camera Roberto Fico, Luigi Di Maio ha rilasciato una dichiarazione in cui ha accennato anche al tema delle pensioni. “L’interrogativo è: ai cittadini interessa avere per i 10 milioni di poveri un reddito di cittadinanza che integri il loro fino alla soglia di povertà o che due forze politiche litighino per l’eternità? Ai pensionati interessa avere 1.170 euro al mese o che le forze politiche continuino litigi, opposizioni e guerre? Questo è l’interrogativo”, ha detto il leader del Movimento 5 Stelle, che ha poi aggiunto, secondo quanto riporta Askanews: “Noi vogliamo mettere al centro i bisogni delle persone senza pensare al tornaconto di partito, senza pensare al tornaconto del Movimento: per noi il M5s al governo è una novità assoluta, se si formerà questo governo non sarà in continuità con il passato, vogliamo un contratto al rialzo non un compromesso al ribasso”.

GANGA (CISL) COMMENTA I DATI INPS 

I dati del monitoraggio Inps sulle pensioni liquidate nei primi tre mesi dell’anno sono stati analizzati da Ignazio Ganga, che evidenzia come “non solo sono state liquidate 23.000 pensioni in meno rispetto allo stesso periodo del 2017 (erano 86.688 nel 1° trimestre 2017 sono state 63.381 al 31 marzo 2018), ma si va in pensione più tardi perché l’età media di decorrenza della pensione di vecchiaia è aumentata di circa un anno passando da 65,5 anni a 66,2 anni”. Inoltre, “con l’equiparazione nel 2018 dei requisiti per la pensione di vecchiaia le donne risultano particolarmente penalizzate perché solo 2.800 hanno ricevuto la pensione di vecchiaia in questi primi 3 mesi a fronte delle quasi 9.000 lavoratrici che l’avevano ricevuta nello stesso trimestre dell’anno scorso”.

Il Segretario confederale della Cisl segnala che “quando Organismi internazionali mettono in dubbio il sistema previdenziale italiano, come è avvenuto di recente, dovrebbero fare attenzione anche a queste situazioni. Noi come sindacato lo facciamo e siamo sempre disponibili a confrontarci sui numeri del sistema previdenziale e sui fatti concreti. Anche per questo vorremmo che venissero attivate al più presto le Commissioni di studio sui lavori gravosi e sulla spesa previdenziale e assistenziale previste dall’ultima legge di bilancio”. Commissioni che effettivamente non hanno ancora iniziato la loro attività. Cosa che non rende facile nemmeno capire se le loro conclusioni potranno essere uno strumento utile per mettere a punto la prossima manovra finanziaria per quel che riguarda la previdenza.

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