IL CASO/ Il bollino per la parità uomo-donna sul lavoro

- La Redazione

Il Winning Women Institute è pronta a certificare la parità uomo-donna all’interno delle aziende. E c’è chi in Italia vuole ottenere questo bollino. ALBERTO ARTUSI

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(LaPresse)

I dati disponibili sul gap uomo-donna in ambito lavorativo non sono molto incoraggianti. Infatti, le donne occupate nel nostro Paese sono solo il 48,1%. Secondo l’Area studi Mediobanca, le donne che sono ai vertici di un’azienda guadagnano la metà dei loro colleghi maschi, e la posizione di Ad è ricoperta nell’88,8% dei casi da uomini e solo nell’11,2% da donne.

Eppure, la parità di genere determinerebbe un vantaggio competitivo. Infatti, uno studio di Dow Jones rileva che su un campione di oltre 20 mila imprese, le aziende che hanno dirigenti donne sono mediamente più redditizie, hanno più possibilità di essere quotate in Borsa o di essere rivendute dagli azionisti. Inoltre, secondo il Fmi, che ha analizzato più di due milioni di società in 34 paesi d’Europa, l’aumento del numero di donne ai vertici delle società e nei Cda, è associato a una migliore performance finanziaria.

Il Censis racconta che in Italia il 66,5% degli acquisti delle famiglie è deciso dalle donne. Anche la Banca d’Italia dice la sua, con uno studio che racconta come l’aumento del tasso di partecipazione femminile al 60% comporterebbe, quasi “meccanicamente” un aumento del Pil fino al 7%.

In questo scenario si è costituito nel 2017 il Winning Women Institute, organismo indipendente che prevede al suo interno un Comitato Scientifico d’eccezione, per diffondere il principio della parità di genere all’interno del mondo del lavoro. Una delle prime realtà a sposare il progetto è Grenke Locazione, società italiana specializzata nel noleggio operativo di beni e tecnologie per aziende e professionisti, parte del Gruppo tedesco Grenke AG. Potrebbe risultare un modello da imitare dato che è leader di mercato.

Grenke Locazione ha intrapreso il percorso per guadagnarsi il “bollino” del Winning Women Institute, attraverso una certificazione trasparente ed efficace. Il processo prevede tre step, ognuno propedeutico al successivo. C’è  un pre-audit, un audit (compiuto da un ente terzo, la società di revisione contabile e auditing Ria Grant Thornton) e la comunicazione. In campo quattro dimensioni di indagine: l’opportunità di crescita in azienda, l’equità remunerativa per gender, le politiche per la gestione della gender diversity e la policy per la tutela della maternità. 

L’azienda ha interesse a certificare che al suo interno viga la parità di genere perché questo conferma che mette al centro la persona. Al di là delle differenze di ogni tipo, incluse quelle di genere. I quattro riferimenti indagati dal Wwi, sono dimensioni molto rilevanti per Grenke perché incidono concretamente sulla motivazione dei collaboratori, che rappresentano, ricordiamolo, l’asset decisivo di un’azienda che vuol essere leader.

(Alberto Artusi)

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