RIFORMA PENSIONI/ Legge Fornero, c’è chi può ancora salvarla da Salvini e Di Maio

- Mario Cardarelli

La riforma delle pensioni targata Fornero sembra essere nel mirino di Lega e Movimento 5 Stelle, pronti a governare insieme. Ma non è detta l’ultima parola. MARIO CARDARELLI

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Elsa Fornero (Lapresse)

E così Elsa Fornero professoressa di economia politica, presidente del Cerp presso il prestigioso Collegio Carlo Alberto, ex ministro della riforma che porta il suo nome, va in pensione come docente universitario a 71 anni. A lei va tributato il riconoscimento di aver messo in sicurezza il sistema previdenziale. Così come le va addebitata la critica di averlo fatto con quella determinazione troppo veloce e poco riflessiva di un quadro più ampio delle possibili conseguenze. Ma questa è storia nota, punteggiata anche da mail che le furono indirizzate per tempo al momento in cui si era iniziato a parlare di lei come ministro del Lavoro e del Welfare.

Forse questa fretta (fu detto) era in parte giustificata dalla pressione di un’emergenza pericolosa e della relativa grancassa a causa dell’allarmistica prossimità alla Grecia (categoria lanciata dagli speculatori amanti dello swap default e giudizio sottolineato dalla crescita del famoso spread Bund/Btp). Tuttavia non era giustificata dal vero stato effettivo del Paese, anche se depotenziato dall’immagine pigalliana del cavalier Berlusconi e indebolito dalla mancanza di una forte presenza istituzionale e di sistema paese in sede Ue. Né era giustificata dal fatto che, sia per osservatorio, come anche per ruolo ricoperto, lo stato degli esodati, almeno quelli del piano 2008 di Intesa Sanpaolo, del cui Consiglio di Sorveglianza la professoressa era vicepresidente, potesse assumersi, alla luce del dibattito allora già in corso sul sistema bancario italiano, come un fattore di poco conto, residuale. Questo perché il problema era stato già portato all’attenzione del precedente ministro Maurizio Sacconi e perché, per inciso, Mussari presidente dell’Abi aveva impostato con i segretari nazionali dei sindacati quella strategia da repubblichetta che venne combattuta durante tutta la sua gestazione e che con un colpo di scena di un editoriale famoso “Il Re è Nudo” Ferruccio Bortoli disvelò sul Corriere della Sera il mattino stesso del giorno in cui si sarebbe dovuta tenere l’assise relativa.

Premesso questo, e in linea con quanto già dal 2013 ebbi occasione di scambiare con la professoressa Elsa, studiosa come me di Onorato Castellino, a proposito di Riformare la Riforma, ha riconosciuto, devo dire a sorpresa e più volte, durante le apparizioni televisive degli ultimi due anni, la bontà di alcuni principi. E al pari di quello che della Riforma va mantenuto con il riconoscerne la validità dell’impianto è: tanto il principio contributivo pro quota dal 2011, quanto il legame delle soglie con l’aspettativa di vita così come la validità di quelle aree, come l’isopensione ad esempio, che inserendosi nella più vasta categoria della flessibilità, non privano della possibilità di essere integrate a mio modo di vedere tanto con aspetti riguardanti le crisi aziendali, quanto con aspetti di un Jobs Act riformato a maggiore applicazione settoriale. Stessa cosa nel comparto della pensione anticipata.

Pertanto mi auguro che Salvini e Di Maio, qualora riescano a formare un esecutivo tale da poter governare oltre il limite annuale e proiettato alla sua scadenza naturale, guardino alla riforma Fornero come un’opportunità di riforma e non di rimozione cadenzata com’è stata a colpi di grancassa elettorale. Questo per due ragioni: il chiasso si spegne sui numeri e i numeri, quelli veri si spengono sulla pelle delle persone, persone che dovranno poi trarne le conclusioni negli anni a venire quando il danno sarà già fatto. 

Fortunatamente, e per me questo rappresenta da tempo una buona notizia, Salvini ha scelto come consulente per le azioni sulla previdenza Alberto Brambilla, presidente di Itinerari Previdenziali. Forse Brambilla non sarà una garanzia politica totale pur essendo stato sottosegretario anni addietro al ministero del Lavoro, ma è pur sempre una garanzia di serietà. E di preparazione che valida la sua presenza non solo in termini di partiti al governo, ma anche come interlocutore dell’opposizione, leggasi Cesare Damiano.

Ciò detto, i miei migliori auguri ad Elsa Fornero, che sicuramente si rincontra a Di Martedì con il nostro altro esperto previdenziale, Giuliano Cazzola, e soprattutto auguri per il suo giardino/orto dove fioriranno fiori e frutti e non solo ricordi di successi e critiche.

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