RIFORMA PENSIONI 2018/ Contro Salvini anche la Uilp (ultime notizie)

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni 2018, ultime notizie. Contro Matteo Salvini anche la Uilp. Tutte le novità e le news e sui principali temi previdenziali di oggi, 28 agosto

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UILP CONTRO SALVINI

Mentre si aspettano dettagli sulla riforma delle pensioni che entrerà nella Legge di bilancio, che dovrebbe essere all’insegna della Quota 100, si discute della proposta di Matteo Salvini di creare delle aree nel Sud Italia con agevolazioni fiscali riservate anche ai pensionati. Un’idea che non piace alla Uilp Basilicata, secondo cui sarebbe più urgente “pensare ai veri problemi degli attuali pensionati (soprattutto meridionali) e delle loro famiglie e di quanti tra qualche tempo andranno in pensione”. “Non vogliamo che mentre dal Nord del Paese ci siano pensionati che abbandonando i propri affetti familiari e la propria ‘identità territoriale’ si trasferissero al Sud anche dalla nostra regione si alimenti la tendenza già diffusa nel Paese (circa 400 mila in pochi anni) di emigrazione di pensionati alle isole Canarie o in Portogallo o in Paesi dell’Est Europa dove il potere di acquisto della magra pensione italiana è decisamente maggiore e dove le condizioni fiscali sono più favorevoli”, spiega il sindacato.

ATTESA PAGAMENTI E QUATTORDICESIMA

Si avvicina il 1° settembre, ma non tutti i pensionati riceveranno quel giorno l’assegno mensile. Questo perché il primo giorno del mese cade di sabato, che non è un giorno bancabile. Dunque solo chi ha un conto in posta si vedrà accreditato l’assegno di settembre già sabato, mentre gli altri pensionati dovranno aspettare fino a lunedì 3 settembre. Per qualche pensionato l’attesa potrebbe essere “premiata” dall’arrivo della quattordicesima. Come ricorda Fanpage, infatti, circa 48mila pensionati che non l’hanno ricevuta a luglio per assenza di dichiarazione dei redditi avranno l’integrazione a settembre. C’è tra l’altro da chiedersi se con l’intenzione dell’attuale Governo di portare le pensioni minime a 780 euro al mese la quattordicesima resterà o meno in vigore nei prossimi anni. Un altro quesito in più da porre all’esecutivo in vista della Legge di bilancio.

LE PRIORITÀ SUI LAVORI PARLAMENTARI

I lavori parlamentari stanno per riprendere e, come spiega l’edizione romana del Corriere della Sera, non è ben chiaro quali provvedimenti avranno la precedenza, posto che il decreto milleproroghe dovrebbe essere quello con la massima priorità, per evitare la sua decadenza. Sembra che il Movimento 5 Stelle voglia garantire una corsia preferenziale al provvedimento sulle pensioni d’oro, quanto meno per una prima approvazione alla Camera. Resta da capire se la Lega, che nelle settimane scorse aveva espresso qualche perplessità sul testo originario presentato da D’Uva e Molinari, vorrà chiedere una modifica prima della discussione o se presenterà degli emendamenti già a Montecitorio. L’obiettivo, almeno per i pentastellati, sarebbe comunque quello di arrivare, prima della Legge di bilancio, a un primo risultato tangibile sul fronte del taglio delle pensioni d’oro.

I RECLAMI PER I FONDI PENSIONE

La pensione complementare può avere un ruolo importante anche per l’anticipo pensionistico, attraverso la cosiddetta Rita, la Rendita integrativa temporanea, che in talune circostanze può essere persino erogata con un anticipo di 10 anni sull’età pensionabile. È quindi bene sapere che, come scrive Giuseppe Rocco sul sito di Ipsoa, “chi vuole lamentare irregolarità, criticità o anomalie riguardanti un fondo pensione (iscritti, pensionati o loro rappresentanti, associazioni di tutela dei consumatori) può presentare un reclamo, in prima battuta, alla forma pensionistica complementare di appartenenza, che deve rispondere entro 45 giorni dalla ricezione. Se il fondo fornisce risposta (o risponde in modo non soddisfacente), ci si dovrà rivolgere all’Autorità giudiziaria o, se previsto dalla regolamentazione del fondo, si potrà ricorrere ad un arbitro. È possibile, inoltre, presentare un esposto alla Covip”.

RIFORMA PENSIONI, L’INIZIATIVA DI FRATELLI D’ITALIA

Già l’anno scorso Carrara era diventata centro di una richiesta importante riguardante la riforma delle pensioni: si chiedeva infatti che anche i lavoratori del marmo rientrassero tra le categorie dei lavori gravosi che hanno diritto all’Ape social. Questa volta, invece, il comune noto per le cave diventa un modello per la vicina Massa. Il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale a Massa, Alessandro Amorese, segnala infatti che “nel Comune di Carrara vige un regolamento, applicato ormai da decenni, che prevede una ‘pensione comunale’ supplementare per gli operai delle cave ed altri lavoratori del settore lapideo”. Di fatto, quindi, chi oggi lavora nel settore del marmo e vive a Carrara ha “un contributo mensile integrativo, nella misura di euro 33,57 circa”.

Secondo quanto riporta voceapuana.com, Amorese ritiene “necessario che il Comune di Massa si adegui e metta fine a questa disparità, iniziando a erogare una pensione di anzianità a tutti gli addetti dell’industria del marmo di Massa. Il gap esistente potrebbe essere colmato predisponendo un fondo ad hoc iscritto a bilancio”. I gruppo consigliare di Fratelli d’Italia incontrerà nei prossimi giorni l’assessore al bilancio Pierlio Baratta per presentare la propria proposta, che, secondo Amorese, dovrebbe essere approvata, “considerando che anche nel Comune di Massa entrano contributi derivanti dalla tassa comunale dei marmi” e che quindi non può esserci disparità di trattamento tra pensionati solo per ragioni di residenza.

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