CONSIGLI NON RICHIESTI/ Come attrezzarsi, durante le vacanze, per trovare lavoro

Certo l’estate è un periodo di riposo, ma i giovani possono anche sfruttarne una parte per crearsi un tesoretto da spendere nel futuro lavorativo. GIORGIO SPANEVELLO

03.08.2018 - Giorgio Spanevello
Computer_Giovane_Scrivania_Lapresse
(LaPresse)

La vacanza è per definizione un periodo di riposo da dedicare al massimo ad attività ricreative. Se questo è irrinunciabile per chi lavora, la vacanza scolastica, soprattutto per gli adolescenti, può diventare un periodo da impiegare utilmente in vista di future scelte. Beninteso, nessuno pensi di togliere una meritata sosta a giovani che hanno faticato sui libri per un anno, ma se tutta la vacanza si trasforma in giornate trascorse davanti ai videogiochi o in navigazioni interminabili sui social, evidentemente la considerazione che viene spontanea a ogni genitore che abbia a cuore il futuro del proprio figlio è che forse il tempo del riposo estivo possa essere più proficuamente impiegato.

Ecco allora qualche consiglio utile per approfittare del tempo estivo in vista di scelte future.

– Socializzare: approfittare delle mille occasioni offerte dall’associazionismo per trascorrere del tempo assieme agli altri. Campeggi, centri estivi, attività sportive di squadra, sono esperienze che vissute sia come partecipanti per i più piccoli sia come animatori per i più grandi possono educare al rapporto con gli altri, al rispetto delle regole e al lavoro di squadra. Aver fatto l’animatore di un campeggio parrocchiale o il capo scout costituiscono quasi sempre un elemento di valutazione positiva in un colloquio di lavoro. Chi ha nel proprio curriculum esperienze di questo tipo viene considerato persona responsabile, affidabile e quindi in grado di gestire situazioni anche complesse coordinandosi con gli altri e senza perdersi d’animo.

– Imparare una lingua straniera: sembra quasi scontato che destreggiarsi almeno con l’inglese sia indispensabile per entrare nel mondo del lavoro, ma di fronte alla necessità il panorama che si prospetta nei giovani italiani è che ben pochi al termine della scuola media superiore hanno raggiunto un livello B2, che è il minimo che in generale si richiede per poter utilizzare la lingua in campo lavorativo. Senza dover pensare necessariamente a costose scuole di lingua in Inghilterra, si possono prendere in considerazione esperienze Erasmus+ che ormai quasi tutte le scuole superiori organizzano durante il periodo estivo oppure, per i più intraprendenti, una volta raggiunta la maggiore età cercare qualche “lavoretto” nel Regno Unito o in qualche altro Paese europeo. Per chi non vuole muoversi, anche un sano ripasso di quanto fatto a scuola, accompagnato da letture in lingua e visione di programmi televisivi e web possono servire allo scopo di migliorare il proprio inglese.

– Effettuare una esperienza lavorativa: l’introduzione obbligatoria dell’Alternanza Scuola Lavoro nei curricolari della scuola superiore ha fatto sì che almeno una parte del tirocinio in azienda sia stata programmata dai vari istituti nei mesi estivi di giugno e settembre. Al di là di questo è chiaro che una esperienza lavorativa durante gli studi, purché legata al proprio cammino formativo e inquadrata sotto forme istituzionali che tutelino il giovane, può essere di grande utilità sia perché aiuta a inserirsi in modo guidato nel mondo del lavoro, sia perché arricchisce il curriculum in vista della futura prima occupazione stabile. D’altra parte, in un quadro normativo, riguardante le forme di lavoro a termine, tirocini e apprendistati, complesso e in continua evoluzione risulta comunque difficile muoversi autonomamente e appoggiarsi al proprio Istituto Scolastico e alle proposte da esso messe in atto con le aziende rimane forse uno dei pochi modi per evitare forme di lavoro nero e di sfruttamento. Anche forme di volontariato sociale, soprattutto se legate a organizzazioni strutturate e seriamente impegnate, possono risultare molto utili. Anche in questo caso il giovane impara a inserirsi in un’organizzazione, a prendersi delle piccole responsabilità e a lavorare con gli altri.

– Documentarsi: il periodo estivo non è certo il più indicato per perdere informazioni su future scelte di studio. Scuole e università sono a regime ridotto e le attività di orientamento sono ferme, ma dato il tempo a disposizione può essere importante per un giovane iniziare a documentarsi soprattutto sul web su quali attività si metteranno in atto per una scelta informata del proprio futuro.

In conclusione, il tempo estivo dei giovani diventa importante per programmare il futuro. Ci sono molte attività che possono tornare utili, l’importante è non sprecare occasioni per preparare il proprio domani. Solo chi riuscirà ad “attrezzarsi” con esperienze positive, svolte anche in modo autonomo durante l’estate, potrà aspirare a una futura occupazione di soddisfazione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori