CONSIGLI NON RICHIESTI/ Master, l’investimento su se stessi che aiuta sul lavoro

- int. Filomena Dardano

Cresce il numero di master che si rivolgono non solo ai giovani, ma anche ai manager: è un investimento importante su di sé

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Molti giovani neolaureati si trovano ad affrontare la difficile scelta di un percorso formativo post-universitario che possa fornire competenze adeguate e che prepari concretamente al mondo del lavoro. La dott.ssa Filomena Dardano, con la sua esperienza di Training Manager alla Business School del Sole 24 Ore, ci permette di approfondire queste tematiche per comprendere meglio la situazione dei giovani oggi e per dare alcuni consigli in merito alla formazione.

Come nasce un master?

Innanzitutto una premessa: la Business School è attiva dal 1994, pertanto l’impostazione generale dei master più longevi procede quasi autonomamente. Naturalmente di anno in anno vengono aggiornati i moduli e aggiunti nuovi percorsi, ma, dal momento che la formula generale è sempre stata vincente, abbiamo deciso di mantenerla. I master di specializzazione e i corsi online, invece, vengono decisi in base all’esigenza di mercato che predomina in quel momento. Vengono infatti vagliati gli input che recepiamo dal dialogo con docenti o partner e persino dalle informazioni che cogliamo dai media e viene valutato se trasformare, ad esempio, un’esigenza particolare nata in ambito lavorativo, in un concreto corso di formazione. A volte la scommessa vincente è anticipare ciò che il mercato vuole.

A cos’è dovuto l’aumento costante del numero di master in circolazione?

Il mondo della formazione è fertile, è un mondo vario che dà la possibilità concreta di fare business. Risponde a un’esigenza, in quanto il solo titolo di studio o la sola esperienza professionale non bastano più. È nata la necessità, da una parte di differenziare il proprio profilo rispetto agli altri, di offrire, nel proprio curriculum, competenze aggiuntive, magari legate a brand noti, e dall’altra di migliorare costantemente il proprio profilo professionale, in un’ottica già lavorativa, anche a tempo indeterminato. La nostra offerta formativa, nel tempo, si è variegata moltissimo per potersi adeguare a ogni tipo di necessità: abbiamo sia dei master full-time che richiedono investimenti importanti, sia corsi brevi percorribili da chiunque, dal dirigente d’azienda al manager che vuole cambiare settore, da chi desidera riqualificarsi a chi, semplicemente, vuole migliorare.

Come mai c’è così tanta discrepanza tra la descrizione che fanno i media dei giovani in cerca di lavoro e gli studenti che effettivamente partecipano ai master, volenterosi e curiosi?

Chi affronta un determinato percorso personale, chi decide di investire su se stesso ha già una carta in più da giocare. Chi arriva a iscriversi a un master, rispetto a chi non lo fa, con tutta la legittimità che quella decisione ha per il soggetto interessato, è sicuramente una persona curiosa, che ha un’idea di se stessa più chiara rispetto ad altri e che trasmetterà questo suo essere anche in aula e nel mondo professionale in cui si inserirà. La chiave di volta, a mio parere, resta quindi l’investimento personale.

Che suggerimento darebbe a chi si approccia per la prima volta al mondo della formazione?

È sicuramente necessario in primo luogo farsi un’idea di tutto ciò che c’è sul mercato in base alla propria area di interesse. Basta una semplice ricerca sul web per vagliare le migliori offerte formative presenti. Il passo successivo è la scelta del percorso più idoneo alle proprie esigenze e ai propri obiettivi: la Business School del Sole 24 Ore, ad esempio, ha un forte approccio pratico-operativo, agli studenti è richiesta una partecipazione molto attiva e sfidante, totalmente diversa da quella universitaria. Inoltre, offriamo la possibilità di costruire il proprio master su misura, con una forte personalizzazione del percorso: se ad esempio non si è interessati a tutti i moduli di un master, c’è la possibilità di sostituirli con altri, più adeguati alle proprie esigenze, il nostro claim è, infatti, “disegna il tuo futuro” e penso che col tempo la formazione in generale si dirigerà sempre più verso questo tipo di caratterizzazione.

(Luca Brambilla)

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