“Legami tra quotidiani e camorra”: archiviazione per Roberto Saviano/ “Non diffamò”

- Carmine Massimo Balsamo

Roberto Saviano, il gip del Tribunale di Roma ha disposto l’archiviazione per lo scrittore: contiguità giornali-camorra “non era un’invenzione”. L’attacco a Giorgia Meloni

Roberto Saviano
Roberto Saviano (LaPresse, 2019)
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Archiviazione per Roberto Saviano e Ezio Mauro, ex direttore di Repubblica: secondo il gip del Tribunale di Roma, lo scrittore non diffamò alcuni giornali casertani parlando di “contiguità” tra certi quotidiani (l’ex Corriere di Caserta, ndr) e la camorra. Il giudice per le indagini preliminari Paola Di Nicola ha accolto la richiesta del pubblico ministero Eugenio Albamonte: come riporta Repubblica, l’osservazione di Saviano era connotata “da intrinseca obiettività e veridicità”. L’autore di Gomorra e l’ex direttore di Repubblica erano stati querelati nel novembre 2015 dalla società Libra Editrice, ritenutasi al centro di “campagne diffamatorie a mezzo stampa”: Saviano in un articolo del settembre 2015 aveva affermato che le testate edite da Libra erano “contigue alle organizzazioni criminali, fungono da loro uffici stampa, sono organo di propaganda dei messaggi tra clan. Il giudice ha citato due fatti: il caso Palmesano (giornalista licenziato poiché i suoi servizi disturbavano il boss Lubrano, ndr) e una relazione della Commissione Antimafia 2015, che vietava la diffusione in carcere di “alcuni quotidiani, tra cui il Corriere di Caserta” per evitare la ricezione di messaggi dall’esterno.

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ROBERTO SAVIANO VS GIORGIA MELONI

«Difendo Saviano da molti anni, ma mai mi era capitato di leggere tanto espressamente in un provvedimento giudiziario di una contiguità dei sopracitati quotidiani ad ambienti camorristici. Mi pare un fatto davvero rilevante che interroga l’intera categoria dei giornalisti , non solo campani. Molti dei quali impegnati silenziosamente e quotidianamente in prima linea», il commento dell’avvocato Antonio Nobile ai microfoni di Repubblica, mentre lo scrittore ha attaccato Giorgia Meloni su Instagram: Saviano ha ricordato che la leader di FdI «l’anno scorso ha ospitato ad Atreju i giornalisti “perseguitati da Saviano”. Le vittime, appunto. E sapete chi c’era tra le vittime? Tra i “giornalisti perseguitati da Saviano” e premiati da Meloni? I nuovi vertici della Società Editoriale Libra». Una presa di posizione netta: «Giorgia Meloni non è sola, ma è sicuramente tra quei politici che hanno scelto da che parte stare. Giorgia Meloni sapeva già le cose che vi racconto, poiché erano note. Si può dichiarare tutto e il suo contrario, spargere merda nel tentativo di confondere, ma poi la realtà ti presenta il conto».

 

 

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L’ennesima querela che ho ricevuto dall’ex Corriere di Caserta è finita con una archiviazione che stabilisce, una volta per tutte, una verità che racconto da anni e cioè che la “contiguità ad ambienti camorristici” di alcuni giornali, come l’ex Corriere di Caserta, non era una mia invenzione diffamatoria, ma un’osservazione connotata da “intrinseca obiettività e veridicità”. Vi invito a leggere l’articolo di Conchita Sannino su @larepubblica (link in bio) che spiega nel dettaglio perché il Gip di Roma ha deciso di rigettare l’ennesima querela dei miei persecutori. Persecutori che, però, qualcuno spaccia per vittime. Dopo avermi (invano) invitato per anni alla kermesse sovranista che organizza a Roma, Giorgia Meloni l’anno scorso ha ospitato ad Atreju i giornalisti “perseguitati da Saviano”. Le vittime, appunto. E sapete chi c’era tra le vittime? Tra i “giornalisti perseguitati da Saviano” e premiati da Meloni? I nuovi vertici della Società Editoriale Libra, che pubblicava il quotidiano (da qualche anno gli hanno cambiato nome e sostituito il deus ex machina, Maurizio Clemente, con un parente) che ha licenziato il cronista Enzo Palmesano, perché i suoi servizi disturbavano il boss Lubrano (esiste una sentenza che ricostruisce questa vicenda e la grande Nadia Toffa ebbe il coraggio di raccontarla in televisione a #Openspace su Italia1, di questo le sarò per sempre grato). I nuovi vertici della Società che pubblicava i quotidiani – è tutto scritto nero su bianco nella relazione della Commissione antimafia del 2015 (“alcuni quotidiani, tra cui il Corriere di Caserta”) – di cui era vietata la diffusione in carcere, per evitare che i detenuti per camorra “potessero ricevere messaggi dall’esterno”. Nota a margine. Giorgia Meloni non è sola, ma è sicuramente tra quei politici che hanno scelto da che parte stare. Giorgia Meloni sapeva già le cose che vi racconto, poiché erano note. Si può dichiarare tutto e il suo contrario, spargere merda nel tentativo di confondere, ma poi la realtà ti presenta il conto.

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