Lello Capriati ucciso a Bari/ L’ombra di una guerra tra clan, Decaro: “Città non può vivere nel terrore”

- Giovanna Tedde

L'ombra di una nuova guerra tra clan dietro l'agguato mortale a Lello Capriati, nipote dello storico boss Tonino ucciso a Pasquetta a Bari con quattro colpi di pistola nel rione Torre a Mare

Rilievi sulla scena dell'omicidio di Lello Capriati (Foto: Youtube Telebariweb) Rilievi sulla scena dell'omicidio di Lello Capriati (Foto: Youtube Telebariweb)

L’ombra di una nuova guerra tra clan avvolge Bari nelle ore che seguono l’agguato nel quale è stato ucciso Raffaele Capriati, detto Lello, nipote 41enne del boss Tonino Capriati freddato con quattro colpi di pistola la sera di Pasquetta nel rione Torre a Mare. L’ipotesi è che l’omicidio si insinui nel solco della storica rivalità tra l’omonimo clan e quello di Strisciuglio, scenario che aprirebbe a una nuova scia di tensione e sangue che, ha sottolineato il sindaco Antonio Decaro, farebbe ripiombare la città nel terrore dopo un lungo periodo di calma. Un orizzonte sinistro da evitare, ha dichiarato il primo cittadino, riporta Il Corriere della Sera, per scongiurare un’escalation di violenza dai risvolti imprevedibili. 

Quello che è accaduto ieri sera per le strade di Bari – ha commentato Decaro dopo l’agguato in cui è morto Lello Capriati – è un fatto gravissimo, per le modalità con cui l’agguato si è consumato, per il fatto che la vittima è un esponente di spicco del clan Capriati e per le conseguenze che questo può generare. Per questo, sin dalle prime ore di questa mattina, sono in contatto con il prefetto e il questore per chiedere la massima attenzione da parte di tutti. La città non può vivere nel terrore dell’attesa di un regolamento di conti tra clan. É importante agire subito per bloccare qualsiasi potenziale recrudescenza». Lello Capriati, pregiudicato, era stato scarcerato nel 2022 dopo aver scontato 17 anni di reclusione per concorso nell’uccisione del 15enne Michele Fazio, assassinato per sbaglio mentre tornava a casa nel 2001 nel cuore di Bari vecchia. Il suo ritorno in libertà era stato accolto da festeggiamenti e fuochi d’artificio e la sua morte, ricostruisce Telebari, è avvenuta a 6 anni da quella del fratello Domenico “Mimmo” Capriati, ucciso nel 2018, secondo gli inquirenti, nell’ambito di una faida interna.

Omicidio Lello Capriati, caccia all’auto su cui viaggiava al momento dell’agguato: l’ipotesi sul testimone oculare

Evitare che Bari ripiombi nell’incubo di una guerra di mafia è l’imperativo per le istituzioni locali in queste ore. L’ipotesi che l’omicidio di Lello Capriati possa costituire un “punto di non ritorno” nell’ottica di una possibile escalation di tensioni e violenze tra clan rivali è centrale e per il sindaco di Bari Antonio Decaro occorre prestare la massima attenzione per impedire che diventi realtà. Secondo quanto riporta la Gazzetta del Mezzogiorno, tra gli scenari al vaglio degli inquirenti che indagano sull’agguato al nipote del boss ci sarebbero anche quello di un regolamento di conti e quello di una lite sfociata nel sangue per questioni slegate dagli affari del clan. Non si esclude che la vittima possa essere intervenuta per sedare un litigio tra giovani, ma al momento non sarebbero emersi riscontri precisi per privilegiare una delle piste.

Quello che è emerso, però, è un dato importante: al momento della sparatoria, Lello Capriati si sarebbe trovato a bordo di un’auto non ancora ritrovata e oltre al mezzo si cerca anche la persona che era con lui, un possibile testimone oculare del delitto che avrebbe abbandonato la scena del crimine negli istanti successivi proprio alla guida della stessa vettura dopo aver lasciato la vittima a terra. Secondo quanto trapelato nelle ultime ore, potrebbe trattarsi di una donna. Capriati sarebbe stato centrato da almeno quattro proiettili, tre alla testa e uno alla spalla.





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