Leo Gullotta: “Mi tolsero il ruolo di Don Puglisi perchè gay”/ “Non mi arresi e…”

- Stella Dibenedetto

Leo Gullotta racconta il momento in cui decise di fre coming out svelando la sofferenza provata quando gli tolsero il ruolo di Don Puglisi perchè gay.

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Leo Gullotta a Vieni da me

54 anni di straordinaria carriera rendono Leo Gullotta uno degli attori italiani più importanti e più apprezzati da pubblico e critica. Il sogno della recitazione arrivò quando, ancora giovanissimo, si ritrovò nella compagnia del Teatro Stabile cominciando a lavorare accanto a grandi professionisti e dando il via ad una lunga gavetta che lo ha portato a lavorare anche in televisione e al cinema. Schietto e sincero, Gullotta non si è mai nascosto e nel 1995 decise di fare coming out. L’occasione arrivò durante la conferenza stampa di un film. “Dopo la conferenza stampa di Uomini uomini uomini, il film di Christian De Sica che raccontava la vita di quattro borghesi omosessuali, mi chiesero se fossi gay e risposi: “Sì, perché?”. Ho sempre vissuto serenamente la mia vita e combattuto senza paura per i miei diritti”, ha raccontato in un’intervista rilasciata ai microfoni de Il Fatto Quotidiano del 31 luglio 2020.

LEO GULLOTTA: “DOVEVO INTERPRETARE DON PUGLISI, POI…”

Nel corso della sua carriera, Leo Gullotta ha interpretato tanti ruoli sempre con grandissimo successo. Tuttavia, uno dei momenti più difficili arrivò quando, dopo essere stato scelto per trasformarsi in Don Puglisi, quel ruolo gli fu tolto. “Dovevo interpretare Don Puglisi in un progetto importante, stavamo per iniziare a lavorarci quando il regista mi chiamò: pensavo che si trattasse dei soliti ritardi, invece mi disse che il mio nome era saltato. A qualche funzionato della Rai suonò il campanello d’allarme per la propria carriera: “Chissà cosa dirà il Vaticano se scegliamo un omosessuale dichiarato per interpretare Padre Puglisi”. Fu uno schiaffo tremendo, ma non mi arresi”, ha raccontato Gullotta che ha sempre vissuto come voleva ed oggi che si vede come “un uomo di 74 anni sereno e curioso. Ecco, la curiosità è stata una delle mie più grandi fortune, assieme all’umiltà. Ho sempre tenuto i piedi per terra: mai credersi un divo mettendosi sul trespolo perché se trema, ti schianti a terra e ti fai male”.

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