LEONARDO, BIMBO UCCISO DI BOTTE A NOVARA/ Il “patrigno” tenta il suicidio in cella

- Davide Giancristofaro Alberti

Ha tentato di uccidersi in cella Nicholas Musi, il 23enne in carcere con l’accusa di aver ucciso il piccolo Leonardo

Leonardo (web)
Leonardo, Novara (web)

Nicholas Musi, il “patrigno” di Leonardo, bimbo di 20 mesi ucciso la scorsa settimana a Novara, ha tentato il suicidio in carcere. Come riferisce l’edizione online de La Stampa, il 23enne, arrestato negli scorsi giorni con l’accusa di omicidio volontario pluriaggravato, ha provato ad impiccarsi con un lenzuolo alle inferriate della sua cella, dove al momento si trova detenuto in isolamento. A salvare la vita al ragazzo, l’intervento tempestivo della polizia penitenziaria, come rende noto l’Osapp, l’organizzazione sindacale autonoma di polizia penitenziaria. Musi si trovava in carcere da venerdì scorso, dopo che era stato arrestato assieme alla compagna e mamma di Leonardo, Gaia Russo, di anni 22. I due avevano inizialmente riferito che il bimbo di soli 20 mesi era caduto ed aveva perso i sensi, ma quando i medici lo hanno controllato si sono subito accorti che qualcosa non quadrava. L’autopsia ha poi completamente sbugiardato la tesi iniziale dei due che successivamente sono stati portati in galera. Nella giornata di ieri si sono tenuti i funerali del piccolo Leo e non sono mancati momenti di tensione soprattutto nei confronti della nonna della vittima (mamma della madre del bimbo), accusata di non aver fatto nulla, ma lei rimanda al mittente ogni accusa. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

LEONARDO, BIMBO UCCISO DI BOTTE A NOVARA

Il programma di Rai Uno, Storie Italiane, ha intervistato la nonna del piccolo Leonardo, il bimbo di 20 mesi ucciso la scorsa settimana in quel di Novara, massacrato di botte forse dal patrigno e dalla mamma. Ieri si sono tenuti i funerali della vittima, e la nonna (mamma di lei) si è rivolta così alle telecamere della televisione pubblica: «Mi hanno tolto una figlia, il nipotino, la decenza, l’onore, la pace interiore… Questo signore io non l’ho mai visto (riferendosi al compagno della figlia ndr), mai presentato, quando ha avuto il bambino ho detto a mia figlia di venire a casa». Quindi la nonna in lacrime ha aggiunto: «Mi vergogno, non ho bisogno di questa platea, sono una persona semplice, io non ho più niente, mi hanno tolto la vita. Anche Dio mi ha abbandonato, allora che queste persone abbiamo almeno la decenza di stare zitte, mi hanno detto “Dove ero io”? Sempre presente con enormi sacrifici». Una vicenda drammatica e di degrado, l’ennesima purtroppo nell’ultimo periodo dove ad avere la peggio è un piccolo innocente di pochi mesi, come appunto Leonardo, o di pochi anni, come ad esempio il piccolo Giuseppe di Cardito. «Io ho denunciato, sono andata da chi di dovere – ha aggiunto la nonna – ma non hanno fatto nulla. Chi sapeva non è venuta prima ad avvisarmi, ora vengono fuori tutti: perché me lo dite oggi che mio nipote non c’è più?». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

LEONARDO, OGGI FUNERALI BIMBO UCCISO A NOVARA

Momenti di commozione e tensione ai funerali del piccolo Leonardo. Molte persone accusano la famiglia della mamma, sostenendo che non avrebbe fatto nulla per aiutare Gaia, supportata dai servizi sociali che le avevano dato un alloggio. A “La Vita in Diretta” è intervenuto il padre biologico, che era stato allontanato a causa dei suoi precedenti per spaccio: «Lo fanno passare per un pazzo, ma i pazzi non fanno così». Poi ha spiegato che l’ex compagna si era allontanata da tutti: «Non le faceva frequentare nessuno, neppure i nostri amici in comune. E quindi nessuno sapeva niente. L’aveva isolata anche dalla sua famiglia. Ora ho scoperto che ha problemi di droga, ma scherziamo?». Ma il programma di Raiuno ha diffuso anche il testo di un messaggio inviato da Nicolas, l’uomo accusato di aver ucciso Leonardo, ad un’amica del papà biologico. «Sparo in bocca a lui e a tutta la sua razza. Deve stare lontano da mia moglie, tanto del figlio non se n’è fregata nulla. Lo faccio sparire. Lo faccio ammazzare di botte. Io lo ammazzo, sto pezzo di m…». (agg. di Silvana Palazzo)

LEONARDO, OGGI FUNERALI BIMBO UCCISO A NOVARA

Si terranno oggi pomeriggio, alle ore 14:00, i funerali di Leonardo, il bimbo di 20 mesi massacrato di botte dalla mamma e dal patrigno, in quel di Novara. Il comune ha decretato il lutto cittadino, a conferma di quanto questa vicenda abbia toccato da vicino i cuori della gente. Nella serata di ieri, invece, è andata in scena una fiaccolata silenziosa in ricordo del piccolo Leo Russo, con dei palloncini azzurri che sono stati liberati in cielo, in onore di quell’anima innocente il cui corpo è stato rinvenuto martoriato e senza vita. Presente il sindaco del paese, Alessandro Canelli, nonché la maggior parte della giunta e dei consiglieri comunali; alla fiaccolata anche il padre naturale di Leonardo, la nonna, e alcuni parenti della vittima. Intanto, sempre nella giornata di ieri, il gip ha convalidato il fermo di Gaia Russo, la 22enne mamma della vittima, e di Nicholas Musi, il 23enne compagno della madre. Il “patrigno” si è avvalso della facoltà di non rispondere, mentre Gaia ha rotto il silenzio dichiarandosi innocente.

LA MAMMA DI LEONARDO SI DIFENDE DALLE ACCUSE

«Non sono stata io ad aver ucciso mio figlio», ha riferito al Gip di Novara la ragazza, ed ora gli inquirenti stanno cercando di capire se tale pista sia attendibile, ed eventualmente, se vi siano dei concorsi di colpa nella morte del bambino di quasi due anni. Tra l’altro Gaia Russo è incinta di un secondo figlio di cinque mesi, figlio che sarebbe del padre biologico di Leonardo, come confermato ieri a Pomeriggio Cinque dalla signora Maria, la zia di Leo: «Il bimbo che sta aspettando Gaia è del papà biologico di Leonardo – le sue parole in diretta televisiva – me lo ha detto lui stesso. Perché sta ancora con quel mostro? Hanno ucciso un bambino come non si dovrebbe neanche uccidere un cane». Nonostante si dichiari innocente, la cognata punta il dito nei confronti di Gaia Russo: «Non avrebbe mai dovuto permettere una cosa del genere, arrivare in ospedale e giustificare quello che ha fatto il suo compagno è stato vergognoso».

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