Letta: “Berlusconi al Colle? Cadrebbe subito il Governo”/ “No candidati di bandiera”

- Chiara Ferrara

Enrico Letta, sottosegretario del Pd, parla dell’elezione del prossimo capo dello Stato: “No candidati di bandiera come Berlusconi, serve larga maggioranza: se no cadrebbe il Governo”

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Enrico Letta, segretario del Pd (LaPresse)

Enrico Letta, ospite della puntata di Cartabianca andata in onda su Rai 3 martedì 30 novembre, è tornato a parlare dell’elezione del prossimo capo dello Stato: “No a candidati di bandiera”, ha detto. Il sottosegretario del Partito Democratico in tal senso ha le idee piuttosto chiare in merito a ciò che potrebbe accadere nel caso in cui non si ottenesse una larga maggioranza in merito al successore di Sergio Mattarella.

“Sono convinto che l’elezione del Presidente della Repubblica sarà un’elezione a larga maggioranza. Non può che esserlo, perché viceversa cadrebbe il governo immediatamente. L’esecutivo ha una larga maggioranza, la più larga che ci sia, e sarebbe una contraddizione totale che minerebbe la stessa tenuta del governo”, questo il pronostico di Enrico Letta. E il sottosegretario del Pd aggiunge: “È assurdo pensare a candidati di bandiera di uno dei due schieramenti, come lo sarebbe Berlusconi […] Il giorno dopo cadrebbe il governo”.

Letta: “Elezione capo di Stato? No candidati di bandiera”. L’ipotesi Berlusconi

Enrico Letta, dopo avere dato parere negativo ai candidati di bandiera per l’elezione del prossimo capo dello Stato e avere sottolineato come quest’ultima dovrà inevitabilmente essere a larga maggioranza, si è espresso in merito alla possibilità che tra i contendenti alla Presidenza della Repubblica ci sia anche Silvio Berlusconi.

“Il Pd non voterebbe Berlusconi al Colle? Non mi sembra ci siano dubbi. Non credo che la candidatura di Berlusconi sia in grado di essere votata dal Pd e nemmeno da un larga maggioranza”. Così Enrico Letta ai microfoni di Cartabianca, in onda su Rai 3, ha definitivamente messo un punto alla questione. “Ho pronosticato che il presidente o la presidente sia eletto da una larga maggioranza. E anche dall’opposizione. È per il bene del Paese”, ha ribadito. Per il nome del candidato del Partito Democratico, dunque, ci sarà tempo. “Prima si deve approvare la legge di Bilancio”, ha concluso il sottosegretario.



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