LETTERA/ Tre telefonate in banca per capire l’amara verità sul decreto liquidità

- Fabio Ghinelli

Si è parlato tanto del decreto liquidità, ma al momento di passare al concreto con la propria banca ci si imbatte in un’amara verità

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Lapresse

Egregio Direttore,

ho visto che fra le tante indicazioni utilissime presenti nelle flash news sul coronavirus del Sussidiario troviamo anche il già mitico “modulo richiesta garanzie imprese” per la liquidità; le espongo brevemente l’approccio avuto sul tema con la banca, uno di maggiori istituti di credito del Paese e del quale sono cliente con la mia piccola azienda da oltre quaranta anni. E per mantenere uno stereotipo ormai noto dividerò il mio percorso in fasi

Fase 1 – ultima settimana di marzo. Essendo ormai evidente l’evoluzione negativa della situazione economica e mormorandosi l’arrivo del poi rinominato “decreto cura Italia” telefono al mio riferente in banca per avere qualche informazione. Così vengo edotto del fatto che la situazione è disastrosa, la banca è sommersa di richieste di liquidità per le scadenze di fine mese e quindi se proprio non avessi urgenza è meglio riparlane dopo una settimana. E poi, suggerimento interessante, “al più non paga i suoi fornitori….“.

Fase 2 – prima settimana di aprile Come da accordi richiamo in banca e ora, pur risolta l’emergenza delle richieste di fine mese, non mi viene proposto nulla perché non c’è assolutamente nulla di nuovo; provo a chiedere rispetto alle linee ordinarie che possibilità ci possano essere, ma mi viene detto che oltre il 4-5% del mio fatturato annuo non si può andare…

Fase 3 – ieri Sempre con la stessa cadenza settimanale cui anche il Governo ci ha abituato alle novità e forte dell’approvazione del decreto nonché della pubblicazione del modulo di cui in premessa, richiamo ancora una volta la banca. Molto cortesemente mi viene detto che non sanno assolutamente nulla, non ci sono circolari, né istruzioni, non ci sono procedure, quindi il modulo lo posso anche compilare e inviarlo, ma tanto non saprebbero poi a chi e come inoltrarlo. E per i tempi … “settimane, mesi… vedremo ci chiami la prossima settimana!”.

P.S.: Anche lo studio di consulenza si è attivato con l’invio del famoso modulo premurandosi di specificare anche il costo per la compilazione, beninteso senza alcuna responsabilità sulle dichiarazioni ivi riportate.

Cordiali saluti

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