LETTURE/ Gs a Palermo, la crisi del ’68 e “una compagnia che ancora continua”

- Giuseppe Di Fazio

Un volume di Francesco Inguanti racconta la storia della nascita di Gioventù studentesca a Palermo: un'esperienza che continua, in modo diverso, ancora oggi

Don Giussani Don Luigi Giussani con alcuni suoi studenti (LaPresse)

Agli inizi degli anni Sessanta, nel periodo della urbanizzazione selvaggia e del “sacco della città”, a Palermo accade un fatto apparentemente banale. Una giovane liceale rientra nel capoluogo siciliano, dopo una vacanza a Catania, con una bella notizia che vuole comunicare a tutti i suoi amici. Ai piedi dell’Etna ha incontrato un gruppo di giovani cattolici che l’ha colpita, per il modo lieto con cui vivevano e perché la fede in loro si impastava con la vita di tutti i giorni.

Rientrata a Palermo, la studentessa racconta quell’incontro inusuale al suo insegnante di religione del Liceo classico “Umberto”, il gesuita Guglielmo Neri. Questi ne vuole sapere di più e contatta il sacerdote che a Catania seguiva quei giovani cattolici, don Francesco Ventorino, anche lui insegnante di religione in un liceo classico e da pochi anni responsabile di Gioventù studentesca (Gs). Don Francesco (don Ciccio, per gli amici e gli alunni) racconta a don Guglielmo il suo desiderio di rendere presente l’esperienza cristiana dentro l’ambiente e lo mette in contatto con un sacerdote lombardo che riesce a parlare al cuore e alla ragione dei giovani: don Luigi Giussani.

È da questi incontri che nasce il primo germe di Gs a Palermo di cui si occupa il volume di Francesco Inguanti Storia di una compagnia che ancora continua. Da Gioventù studentesca a Comunione e liberazione: 60 anni di presenza cristiana a Palermo (Palermo 2023). Il libro di Inguanti ci offre una ricca documentazione sulla prima fase di questa storia palermitana di Gs, precisamente gli anni 1964-1971. È possibile così seguire passo passo il percorso di quel primo nucleo di seguaci del carisma di don Giussani a Palermo: le loro attività culturali, i temi degli incontri settimanali (i “raggi”), le forme in cui si esprimeva la loro azione caritativa e missionaria.

La figura che emerge in primo piano è quella del gesuita Guglielmo Neri (1927-2018), che in quegli anni seppe radunare centinaia di studenti attorno alla proposta di Gs. Il vento del Sessantotto, però, mette in crisi quell’esperienza e, a poco a poco, prevale una deriva ideologica: si fa strada l’idea che il mondo si cambia con l’impegno politico. Molti ex studenti di Gs, ormai universitari, migrano nel gruppo del Manifesto, nei partiti della Sinistra storica o nel sindacato. E il 5 febbraio 1971, padre Neri con una lettera pubblica si tira fuori da quella storia. “Non condivido – scrive – una certa azione politica e quindi non posso più partecipare alla vita della comunità e ne esco ora ufficialmente”.

Si chiudeva una pagina. Ma, intanto, se ne apriva un’altra in maniera altrettanto casuale come agli inizi. Anche in questo caso per l’incontro fortuito di una giessina di Desenzano in vacanza a Palermo con alcuni giovani palermitani. E da quel seme rinasceva a Palermo l’esperienza di Gs e di Cl. Una storia che ancora continua, come ci ricorda don Carmelo Vicari nella postfazione del volume di Inguanti.

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