Libia: cessate il fuoco violato, ma Haftar “regge”/ Conte sente Sarraj, Putin, Merkel

- Dario D'Angelo

Libia, cessate il fuoco violato ma per Haftar “regge”: Conte chiama Sarraj, Merkel e Putin. Luigi Di Maio a Cavosoglu “ok trilaterale Italia-Russia-Turchia”

Libia, Conte e Serraj
Caos Libia, vertice Conte-Serraj (LaPresse, 2019)

Sarraj accusa Haftar di aver violato il cessate il fuoco, idem fa Haftar anche se – probabilmente per l’intervento “politico” della Russia – è lo stesso generale a riferire nel pomeriggio «la tregua con Tripoli regge». A seguito della delicatissima situazione che vede ancora una volta la Libia pronta a ri-esplodere in una sanguinosa guerra civile sul campo, il Premier Giuseppe Conte ha telefonato questo pomeriggio all’omologo Sarraj e a seguire con i leader di Russia e Germania, rispettivamente Vladimir Putin e Angela Merkel. Come riportano le fonti di Palazzo Chigi all’Ansa, al centro dei colloqui «vi sono stati ovviamente i recentissimi sviluppi sul dossier libico, con particolare riferimento all’attuale “cessate il fuoco” e alla prosecuzione del processo di Berlino». Sul fronte diplomatico, Sarraj è volato questo pomeriggio da Erdogan in Turchia per dirimere al meglio l’alleanza in caso di attacco sul campo di Haftar; nel frattempo, sono ore di tensione per la nave cargo italiana bloccata a Bengasi per diverse ore. Doveva dirigersi a Misurata ma le è stato negato l’ingresso nel golfo di Sirte, a quel punto dunque hanno fatto rientro a Bengasi dove il carico di automobili è stato lasciato e ora sta già facendo rientro in Italia. (agg. di Niccolò Magnani)

HAFTAR E SARRAJ SI ACCUSANO DI AVER VIOLATO LA TREGUA

Si è festeggiato troppo presto, forse: il governo di Fayez Al Sarraj in un comunicato ufficiale denuncia violazioni «a Salaheddin e a Wadi Rabie», ribadendo che «la piena attuazione del cessate il fuoco potrà avvenire solo con il ritiro dell’aggressore da dove è venuto». Il riferimento è ovviamente al generale Haftar, col quale da questa notte avrebbe firmato il sì al cessate il fuoco dopo l’appeasement di Russia, Turchia e Italia. Invece tanto il generale della Cirenaica quanto il Governo sostenuto dall’Onu si accusano a vicenda di aver violato la tregua decisa da poche ore. A questo punto, Sarraj passa al contrattacco e sentenzia «In caso di ulteriori violazioni il Consiglio presidenziale del governo di accordo nazionale libico non resterà a guardare e la sua risposta sarà  violenta e ferma». Qualche ora prima era stato invece Al-Mabrouk Al-Gazawi dell’Esercito nazionale libico ad attaccare la presunta violazione del cessate il fuoco da parte di Tripoli, «le milizie che fanno capo al governo di accordo nazionale libico hanno violato la tregua su più di un fronte con ogni tipo di armi, compresa l’artiglieria». Nel frattempo continuano le linee diplomatiche fuori dalla Libia, con il Ministro Di Maio che in mattinata ha sentito il suo omologo turco Cavosoglu annunciando una «trilaterale Italia-Russia-Turchia nei prossimi giorni». Tripoli continua a richiedere la conferenza libica nazionale in vista di quella di Berlino dove si dovrà giungere alla pace: questo, ovviamente, se la tregua reggerà e dopo queste ultime ore è tutt’altro che scontato. (agg. di Niccolò Magnani)

DI MAIO “L’ITALIA HA FATTO LA SUA NEL CESSATE IL FUOCO IN LIBIA”

Proseguono le reazioni politiche in Italia, a seguito del cessate in fuoco in Libia fra Serraj e Haftar, giunto anche grazie all’azione di mediazione del presidente del consiglio Giuseppe Conte. L’ultimo ad esprimere il proprio parere sulla vicenda è stato il ministro degli esteri, Luigi Di Maio, che attraverso il proprio profilo personale Facebook, come è solito fare, ha spiegato: “L’annuncio della tregua del conflitto in Libia da parte di Serraj e Haftar è una buona notizia, perché crea spazio di ulteriore dialogo. La strada da fare è lunga, ma la direzione è quella giusta”. Secondo il capo politico del Movimento 5 Stelle, il cessate il fuoco resta comunque solo il primo passo per risolvere la spinosa questione libica: “C’e’ ancora tanto lavoro da fare – aggiunge e conclude – ma quello di oggi è un passo positivo dopo mesi di stallo. Nel raggiungimento di questo primo risultato, l’Italia ha fatto la sua parte”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

LIBIA, CESSATE IL FUOCO: SODDISFATTO IL PREMIER CONTE

Come preannunciato nelle ultime ore, l’esercito nazionale libico del generale Khalifa Haftar, e quello del premier Al Sarraj, hanno annunciato il cessate il fuoco. A comunicarlo è stato il portavoce del primo, Ahmed Al Mismari, attraverso apposito video, sottolineando che chiunque non rispetterà la tregua verrà colpito da una dura rappresaglia. L’iniziativa è giunta a seguito dell’azione diplomatica del presidente del consiglio, Giuseppe Conte, che nella giornata di ieri, sabato 11 gennaio, ha incontrato Al Serraj, che si era detto disposto ad accogliere “l’iniziativa di Russia e Turchia per la tregua”, a patto però che il generale Haftar ritirasse le sue truppe. Poco dopo è giunta la risposta di quest’ultimo, che non si è ritirato, ma ha comunque accettato il cessate il fuoco. “Le forze di Haftar hanno accettato il cessate il fuoco – il tweet soddisfatto del premier italiano – è il primo passo per perseguire una soluzione politica. Ancora tanta strada da percorrere, ma la direzione è quella giusta”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

LIBIA, SI VA VERSO IL CESSATE IL FUOCO

Strada in salita per la soluzione diplomatica auspicata dall’Italia in Libia: a margine dell’incontro a Palazzo Chigi tra Giuseppe Conte e il premier di unità nazionale Fayez al-Sarraj è quest’ultimo a chiarire che il pallino è nelle mani del generale Khalifa Haftar. Queste le parole di Sarraj: “Accogliamo con piacere le iniziative della Russia e della Turchia, come iniziative per il cessate il fuoco con la condizione che ci sia un ritiro della fazione avversa che attacca. Ma quella fazione non sembra disponibile a ciò, perché ha un altro modus operandi”. Dal canto suo il premier Conte sembra intenzionato a proseguire nei suoi sforzi diplomatici: “Lunedì sarò in Turchia. Martedì in Egitto, ma ho già programmato colloqui telefonici con vari omologhi leader di governo di vari paesi che sono coinvolti nello scenario libico. Voglio continuare a tessere questa tela che deve portarci a una soluzione pacifica”, ha detto. (agg. di Dario D’Angelo)

LIBIA, CONTE VEDE SARRAJ

Libia: Fayez al-Sarraj atteso a Palazzo Chigi per un incontro con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Si chiuderà con ogni probabilità nel pomeriggio di oggi l’incidente diplomatico con il premier del governo di accordo nazionale libico (Gna) – l’unico riconosciuto dalle Nazioni Unite -, che sarebbe dovuto arrivare in Italia già nei giorni scorsi. Il fatto che a Roma fosse stato accolto prima il generale Khalifa Haftar, l’uomo forte della Cirenaica che sta muovendo guerra proprio alle truppe di Sarraj, aveva spinto quest’ultimo a disertare l’incontro in polemica con il capo dell’esecutivo italiano. Oggi verrà ricucito quello strappo, in un incontro che nelle speranze di Roma è propedeutico alla ricerca di una soluzione diplomatica alla crisi libica. I disegni italiani, però, si scontrano con la realtà: neanche l’appello congiunto di Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdogan ha infatti convinto gli attori locali ad accettare un “cessate il fuoco“.

LIBIA, HAFTAR AVANZA: MORTI SOLDATI TURCHI

In questo momento non sembra essere interesse di Haftar la sospensione delle ostilità con le truppe di Tripoli. Le milizie dell’esercito nazionale libico (Lna), dopo aver preso il controllo di Sirte, o almeno di una sua cospicua parte, stanno tentando di espugnare Misurata, roccaforte strategica per le speranze di Fayez al-Sarraj di resistere all’avanzata del generale di Bengasi. La notizia più importante delle ultime ore sarebbe però l’uccisione in battaglia di alcuni soldati turchi. Per quanto la notizia manchi ancora di conferme ufficiali, con il solo quotidiano Ahval a parlare apertamente di 3 militari morti e sei rimasti feriti, come sottolineato dall’Ansa, questo significherebbe che il contingente da 35 militare dislocato nei giorni scorsi sarebbe direttamente impegnato sul campo di battaglia, mentre le autorità di Ankara avevano parlato di semplice “coordinamento”.

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