LIBRI/ Cristina Sartorio: “Vi racconto la Bellezza dell’Imperfezione”

- La Redazione

A tu per tu con il medico chirurgo estetico torinese, autrice dell’omonimo bestseller dedicato a chi ama sapersi prendere correttamente cura di sé

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Cristina Sartorio, medico chirurgo estetico autrice del bestseller ‘La Bellezza dell’Imperfezione”

C’è una bellezza ancora più autentica e unica. Lontana da archetipi e stereotipi. Aliena al richiamo del vento delle mode, dei trend in atto, e delle speculazioni fuorviate e fuorvianti cui il dilagare della società dell’immagine ci ha praticamente, ormai, abituato ed assuefatto. Ed è quella dell’imperfezione: del particolare di unicità che rende ciascun individuo irripetibile. Una bellezza che nasce dall’accettazione consapevole, profonda e gradata, di sé. Che parla dalla pelle al cuore, in un fecondo percorso a ritroso capace di allineare quanto appare con ciò che sta dentro. Mirando alla valorizzazione dei tratti. Puntando alla massima espressione della naturalezza. Facendo focus sulle proprietà specifiche di ogni viso e corpo alla stregua di una ricetta in grado di esaltare – e far convivere, armonizzandone le qualità – le migliori proprietà organolettiche di ciascun alimento.

Tutti temi, questi, contenuti nel Bestseller Amazon ‘La Bellezza dell’Imperfezione’, uscito per ‘HCA Edizioni’. L’opera prima che segna il fortunato esordio come scrittrice di Cristina Sartorio (www.cristinasartorio.it), stimato medico chirurgo estetico torinese titolare di due fra i più avanzati e moderni studi con sede nel capoluogo piemontese, e nell’incantevole cornice di Santa Margherita Ligure. Il cui intero ricavato delle vendite l’autrice ha scelto generosamente di destinare all’affollata ‘Mensa dei Poveri’ fondata a Torino in Via Belfiore 12 dal sacerdote cottolenghino Don Adriano Gennari. Un testo cui ha collaborato anche il giornalista radiotelevisivo e saggista cattolico Maurizio Scandurra, per ricordare su più fronti e livelli d’esame e d’indagine introspettiva come l’amore per sé stessi sia anch’esso un fatto epidermico. Proprio come la cura della pelle, e della persona, vista come un inscindibile insieme olistico. “Quando bellezza, cuore, esperienza, professionalità e tecnologia s’incontrano, nascono delle magie destinate a restare nel tempo. Eternandosi, proprio come avviene nell’arte. Perché, in fondo, ogni persona è unica. E il volto rappresenta la carta d’identità che ci accompagnerà per tutta la vita. Idem anche per il corpo”, esordisce il noto medico chirurgo estetico, altresì seguitissima sui social media alla Pagina Facebook Medicina Estetica Cristina Sartorio e su Instagram al profilo @dr.cristinasartorio.

Buongiorno, Dottoressa. C’è una bellezza che fa la differenza nella naturalezza?

Certo, ed è impalpabile. Tale dev’essere e restare, anche se coadiuvata dalla mano del medico: impercettibile, e sempre un passo indietro pur nell’impiego corretto di metodiche e tecnologie. Essa ha per obiettivo la corretta armonia dei punti di forza sul volto di ogni paziente. Senza trasformazioni né stravolgimenti, ma accentuando il tratto di unicità dell’identità di ciascuno.

Possiamo dire che il medico estetico è come un artista che dà vita opere d’arte in un solo esemplare?

Per restare in metafora, considero ogni volto come un manufatto singolo in cui, pur intuendosi nella delicatezza la firma, lo stile dell’autore, in realtà l’opera parla già da sé in piena autonomia. Ed è questo il vero risultato. Spesso al professionista atto a cimentarsi con una pluralità di strumenti è richiesto a priori uno spiccato senso estetico, frutto di un mix di misura e gusto nel rispetto dei rapporti proporzionali di ciascun viso. Che, inevitabilmente, variano per ciascuno.

L’equilibrio come valore fondante e fondamentale insieme del ‘Metodo Sartorio’. E’ così?

Mi affido al ricorso a numerose tecnologie anche e soprattutto nella fase diagnostica, con investimenti mirati atti ad assicurare ai miei Studi di Torino e Santa Margherita Ligure – così localizzati per dare continuità ai pazienti tutto l’anno – il meglio dei ritrovati con cui verificare preliminarmente, insieme al paziente e in pieno accordo con lui, ogni potenziale strada per dare la giusta luce alla sua propria, specifica bellezza. Macchine fotografiche tridimensionali e macchinari ultramoderni costantemente aggiornati sono di casa, a casa Sartorio, per l’individuazione del miglior percorso terapeutico estetico tailor made per chiunque.

Quanto ritiene, oggi, che vi sia un’idonea sensibilità al tema determinate della diagnosi nel competitivo mercato della medicina estetica?

Mai tratterei un paziente senza prima averne esaminato approfonditamente sia l’immagine diagnostica che quella fotografica. La mia medicina è davvero in 4D, ove le prime tre riguardano quanto ho appena esposto, mentre la quarta è la dimensione emotiva ed emozionale insieme. Quella che fa naturalmente la differenza, anche nella bellezza. Sintonizzarsi empaticamente sulla frequenza emotiva propria delle persone, sullo stato d’animo alla base delle loro richieste è il primo passo per comprenderne aspettative, potenzialità e soddisfazione. E farne così pazienti contenti, anche più sicuri di sé.

Anche la riservatezza fa il paio con la Bellezza.

Nei miei Studi esiste una sala d’attesa di volta in volta dedicata singolarmente a ciascuno. Ogni paziente ha diritto a frequentare in libertà un contesto. Se poi con gli amici uno vuole condividere il fatto di essere andato dalla Dottoressa Sartorio, è una scelta personale, così come anche l’aver deciso autonomamente di darmi fiducia.

Che cos’ha ricavato dal Suo primo libro, “La Bellezza dell’Imperfezione”?

Un grandissimo equilibrio per me stessa, una meditazione terapeutica e profonda già anche solo nello scrivere. Sono riuscita a trasmettere una parte importante di me. La migliore, quella che più mi avvicina a persone e pazienti senza distinzione. Con il desiderio sempre vivo di stimolare a una sana coscienza della speranza quanti affrontano cammini difficili, come personalmente sto facendo anch’io a livello oncologico. Restare allenati al positivo è complesso, ma mantenere alta la motivazione lasciandosi stuzzicare ogni giorno dalla curiosità è la strada maestra per la Luce.

Un’ultima domanda, Dottoressa. Per quale motivo ha definito la sua “Una bellezza in 4D”?

Un motto di cui ne ho fatto una ben precisa filosofia personale e operativa insieme, tesa a offrire a tutto tondo ai pazienti la più completa e moderna gamma di trattamenti all’avanguardia sia per il volto che per il corpo. L’attenzione costante alle nuove tecnologie e ai ritrovati da essi offerti, così come la produzione in proprio con i migliori laboratori artigianali italiani di linee cosmeutiche dedicate costituiscono un must, un punto d’eccellenza in continuo sviluppo nel mio percorso di ascolto dei desideri del paziente. E condurlo così, per mano, dalla pelle al cuore.





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