LOTTERIA SCONTRINI/ Le domande scomode sulla caccia (a premi) contro gli evasori

- Andrea Vittorino Lagravinese

Da luglio partirà la lotteria degli scontrini. Sembra difficile immaginarlo come strumento in grado di scovare i grandi evasori fiscali

Agenzia delle Entrate cartelle esattoriali
Agenzia delle Entrate - Lapresse

La nostra speranza è quella di non stancarvi troppo, con l’ennesimo commento sulle evoluzioni pindariche del nostro “caro” Esecutivo, ma purtroppo ne siamo costretti… Come da tempo previsto, nel “carrozzone” del Fisco italico è giunto il momento della strabiliante lotteria degli scontrini. Finalmente i cervelli esperti ministeriali sono riusciti a escogitare e perfezionare il sistema (per loro il più adeguato e funzionale) per introdurre questo provvedimento, definito da molti un numero da “Circo Barnum”. Questa misura voluta fortemente dall’attuale Governo è l’ennesimo tentativo (gli altri si sono rilevati quasi tutti perdenti…) di rendere finalmente efficace un’azione contro l’evasione fiscale. Tale riffa comincerà dal mese di luglio e si basa su tre premi mensili da 30 mila euro (per chi paga con monete sonanti) e dieci da 100 mila euro per chi compra con sistema digitale. Vi sarà anche una grande estrazione annuale, con premi da 1 milione (se il pagamento è avvenuto in contanti) e da 5 milioni (se si è pagato con moneta elettronica).

Le vincite della lotteria scontrini saranno tutte detassate e la modalità di partecipazione verterà in questa maniera: il singolo potenziale cliente potrà inserire i propri dati in un portale dedicato ottenendo un codice lotteria di otto cifre (anche in formato codice a barre), il quale verrà dato al cassiere del centro vendita. Per ogni euro di spesa verrà assegnato un ticket virtuale, mentre se il pagamento è fatto con moneta elettronica per ogni euro di spesa verranno assegnati due biglietti virtuali. Sarà l’Agenzia delle entrate, in caso di vincita, a comunicarlo all’utente mediante raccomandata o pec. Si avrà poi tempo 90 giorni per incassare e non perdere il denaro. Previsti premi anche per gli esercenti, soprattutto se accettano i pagamenti con carte. Poi l’anno che viene cambierà tutto: si andrà verso premi settimanali fra i 5 mila e i 25 mila euro.

Tuttavia, prima di dare un giudizio complessivo su questa Lotteria degli scontrini, il più obiettivo in merito a tale delibera, come al solito, è d’obbligo porre dei quesiti. Per il primo, bisogna premettere, che si ritorna a usare lo strumento del portale messo a disposizione dall’Agenzia. Bellissimo, se non fosse che in passato è quasi sempre successo che vi fossero problemi tecnici di varia natura con il varo di una nuova iniziativa. Anche perché quasi sicuramente servirà un pin. Altresì l’uso del computer apppare complicato o pressoché impossibile per una gran fetta di pensionati.

Immaginiamo poi, come in un flashback cinematografico, una fila alla cassa di un qualsivoglia supermercato, composta prevalentemente da persone anziane, i più assidui frequentatori del loco, che al momento del pagamento (con denaro contante, quasi mai con quello elettronico) comunicano il loro codice lotteria alla cassiera: la sequenza, in realtà, è di un film di fantascienza e si può bene capire il perché.

La seconda domanda riguarda l’efficacia di tale azione, cioè se tutti gli esercenti di ogni ordine e grado finalmente useranno il dispositivo di pessima fama dello scontrino fiscale, al fine di far venire alla luce i reali incassi in modo che il Fisco possa determinare i loro redditi. Insomma, è il solito bluff per nascondere le ataviche difficoltà dei nostri governanti e dell’organizzazione statale che si occupa di recuperare le tasse non pagate o uno stratagemma, per certi versi moderno, che sfrutta la mania del gioco d’azzardo degli italiani?

Non sappiamo se ci sarà mai una risposta plausibile. Vogliamo però definire la questione a tema, non esprimendo il solito parere negativo o positivo, ma con un interrogativo, cui siamo certi che nessuno risponderà: vada per i grossi network commerciali, le organizzazioni multinazionali di vendita al dettaglio dove è d’obbligo gestire minuziosamente un’azione d’imposizione fiscale, ma concentrare una strenua lotta contro il negozietto sperduto in montagna o in mezzo alla campagna o contro quello che vende cose artigianali, dove per questioni di concorrenza dei grandi megastore o di manufatti esteri molto meno cari magari si è costretti a lasciare o a chiudere lo riteniamo inadeguato: è come svuotare una cisterna d’acqua con un cucchiaino… È la solita storia: il grande evasore o il potenziale frodatore fiscale seriale si fanno un baffo di questo genere di provvedimenti, possono disporre di ogni genere di arma (connivenza con la malavita organizzata, fondi tenuti illegalmente all’estero, ecc.) per far sì che tutto passi liscio o che vengano scalfiti in minima parte da una qualunque operazione di recupero del mal tolto. Così facendo, il cittadino onesto si chiede: devo essere solo io a svuotare il portafoglio in codesta situazione economica a dir poco disastrosa? Ma i detentori di grosse somme finanziarie esentasse, i farabutti, magari quelli agevolati dalla finta “pace fiscale” chi li sgama?

Per concludere come sempre con una battuta scherzosa: alla fine degli anni Sessanta veniva diffusa in TV, Canzonissima, trasmissione abbinata alla Lotteria Italia; una delle sigle musicali diceva così: “Stanotte piovono milioni, apri l’ombrello se li vuoi”. Quindi signori, non preoccupiamoci troppo; desideriamo però darvi un prezioso: cercate di non ammalarvi di ludopatia (malattia del gioco d’azzardo)! Anche perché in questi tempi, purtroppo, ci sono già abbastanza virus in giro per il mondo.

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