“Luca Attanasio ucciso da killer Rwanda”/ Missionari comboniani: “Sapeva troppo…”

- Silvana Palazzo

Luca Attanasio ucciso da killer del Rwanda: questa la nuova ipotesi investigativa sull’omicidio dell’ambasciatore italiano. Missionari comboniani: “Sapeva troppo”. Ma cosa aveva scoperto?

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L'imbarco a Goma (Congo) delle salme di Attanasio e Iacovazzi, dirette in Italia (LaPresse)

C’è una nuova ipotesi investigativa sulla morte dell’ambasciatore italiano Luca Attanasio. Sarebbe stato ucciso nell’ambito dell’operazione Milano, che sarebbe stata organizzata dal colonnello Jean Claude Rusimbi, signore della guerra del Rwanda indagato dalla Corte internazionale per crimini contro l’umanità. È questa, secondo quanto riportato da Tgcom24, l’ipotesi investigativa che i missionari comboniani hanno suggerito. Il colonnello Rusimbi avrebbe appreso che «Attanasio era venuto a conoscenza di molte informazioni su diverse uccisioni di massa e voleva visitare i siti sospetti», per questo motivo quindi avrebbe deciso di pianificare l’omicidio.

Jean Claude Rusimbi pur di fermare il lavoro dell’ambasciatore italiano Luca Attanasio avrebbe mandato il luogotenente Didier nei pressi di Goma insieme a quattro soldati addestrati come killer. Dopo averlo ucciso, gli assassini sarebbero tornati a Rubayu, in Ruanda. Dunque, Attanasio era un obiettivo da eliminare perché voleva verificare la reale destinazione dei fondi e degli aiuti per le missioni umanitarie.

MORTE LUCA ATTANASIO, COSA AVEVA SCOPERTO?

Padre Filippo Ivardi Ganapini, direttore di Nigrizia, ha dichiarato: «Luca era inviso perché voleva andare in fondo alle cose, soprattutto quando si trattava della solidarietà verso i più sofferenti. Voleva toccare con mano le destinazioni dei fondi per gli aiuti umanitari e soprattutto era in possesso di informazioni scomode sui massacri nella zona». Il suo attivismo andava ben oltre il suo ruolo di diplomatico, per questo le autorità ruandesi si sarebbero insospettite. Dunque, il presunto mandante dell’agguato che ha portato alla morte di Luca Attanasio, in cui ha perso la vita anche il carabiniere Vittorio Iacovacci, sarebbe proprio Paul Kagame, che da oltre 25 anni è il presidente del Rwanda e controlla la regione dei grandi laghi. In virtù di ciò, resta da capire il motivo per il quale la spedizione del Programma alimentare (Pam) su cui viaggiavano Attanasio e Iacovacci non avesse una scorta adeguata. Peraltro, la zona è teatro di diversi scontri e massacri a causa delle incursioni del vicino Rwanda che punta alle ricchezze minerarie del Congo. Ma questa novità che emerge dalle indagini apre nuovi scenari in merito a ciò che c’è realmente dietro la morte di Luca Attanasio e del carabiniere Iacovacci.



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