Lucia Caiazza, uccisa dal compagno/ La figlia Rosa: “Lui non si è mai pentito”

- Alessandro Nidi

Lucia Caiazza, vittima di femminicidio, è stata uccisa dal fidanzato durante il lockdown. La figlia Rosa: “Questo dolore non passerà mai”

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Lucia Caiazza (Storie Italiane, 2021)

La vicenda di Lucia Caiazza è approdata nello studio televisivo di “Storie Italiane”, trasmissione di Rai Uno condotta da Eleonora Daniele. La donna è stata uccisa durante il lockdown dal compagno con un colpo alla milza, secondo quanto emerso dal verdetto del giudice in primo grado. Ai microfoni del programma ha preso la parola la figlia di Lucia, Rosa: “Sono sempre state udienze a nostre favore, in quanto tutti gli indizi conducevano a un solo punto di svolta, ovvero che l’assassino è lui. Il 14 luglio c’è stata la sentenza di primo grado, che l’ha condannato a 16 anni di reclusione più tre anni di libertà vigilata”.

Dopo novanta giorni sono state rese note le motivazioni del giudice, che ha chiarito che Lucia è morta a seguito di un pugno, di un calcio o addirittura di una bastonata alla milza: “L’ultima ex compagna del fidanzato di mia madre ha testimoniato questo suo essere violento – ha aggiunto la giovane Rosa –. Lui non ha fatto pervenire alcun segnale di pentimento, si dichiara assolutamente innocente”.

LUCIA CAIAZZA, PARLA LA FIGLIA ROSA: “LUI DEVE SCONTARE LA PENA PER INTERO”

La figlia della vittima, Rosa, ha voluto chiudere con questo commento: “Questa vicenda si è svolta in pieno periodo di lockdown, quando io e mia mamma non potevamo vederci. Le sue ultime due settimane di vita io non le ho praticamente vissute. Quando l’ho rivista, lei aveva già subìto questo colpo e pochi giorni dopo è stata ricoverata in ospedale. Quarantotto ore più tardi, è finito tutto. Bisogna incentivare le persone a liberarsi da questi amori malati, perché la vita ha diverse sfumature, ha tanti colori, non si può vedere solo il nero. Il dolore è insopportabile e me lo porterò dietro per tutta la vita”.

L’uomo che ha ucciso Lucia Caiazza potrebbe ricorrere in appello e questa per la figlia Rosa è “una tortura maggiore, per me. Lui deve essere punito e deve scontare tutta la pena che gli è stata comminata, fino all’ultimo giorno”.

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