Lupi: “code poveri non allarmano Conte?”/ “Schizofrenico chiudere in base alle foto”

- Niccolò Magnani

Maurizio Lupi contesta la "schizofrenia" del Governo Conte: «non sono allarmati dalle foto dei poveri in coda a Milano? Fanno lockdown per delle foto sullo shopping..."

Maurizio Lupi Maurizio Lupi, Noi con l'Italia (LaPresse)

«Ma le code dei nuovi poveri a Milano non preoccupano il Governo?», se lo chiede retoricamente Maurizio Lupi, Presidente di Noi con l’Italia, il giorno dopo il vertice congiunto con tutto il Centrodestra sulle proposte economiche unitarie da presentare la Manovra di Bilancio. Per l’ex Ministro del Governo Renzi è anche l’occasione di fare il punto della situazione sulle attuali, ancora indecifrabili, novità riguardo le chiusure di Natale: il Cts e il Governo lavorano ad un nuovo lockdown dopo le forti polemiche per le foto nelle piazze italiane durante lo shopping dello scorso weekend. Per Lupi però tutto ciò è «schizofrenico», visto che «il Governo prima spiega che l’assegnazione del colore di una regione dipende da ben 21 criteri ‘scientifici’, poi, dopo che quasi tutte le regioni sono entrate in zona gialla perché, seppur lentamente, i contagi e i ricoveri calano, lanciano l’allarme in base ad alcune foto delle vie dei centri di alcune grandi città affollate per lo shopping natalizio: a Natale si chiude tutto».

LA ‘DENUNCIA’ DI MAURIZIO LUPI

Per Lupi – e non solo, anche per buona parte dell’opposizione fino a uno dei leader di Governo come Matteo Renzi – è inconcepibile che si possa prendere decisioni così impattanti sulla base di foto e polemiche mediatiche: «Da quando le foto sono un indicatore scientifico? E se quella gente per strada ha la mascherina perche’ accusarla? E perche’ la stessa indignazione e lo stesso allarme non si alzano quando sui giornali appaiono le foto delle code dei nuovi poveri alla mensa del Pane quotidiano di Milano?». Le immagini degli scorsi giorni hanno inquietato tutti, con una fila chilometrica di “nuovi poveri” che si aggiungono alle già purtroppo tante famiglie che ogni giorno chiedono un pasto gratis: «A guardarle in quelle code le persone sono ben piu’ assembrate. Dopo averli spinti in quelle code vietandogli di lavorare, vogliamo vietare anche che si mettano in fila per mangiare? Non si governa con l’allarmismo, le emozioni e la confusione che crea chi un giorno si dice una cosa e il giorno dopo la contraddice. I cittadini non sono dei burattini nelle vostre mani. Un po’ di razionalita’ non guasterebbe», conclude il leader di Noi con l’Italia.







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