Mamma e feto morti durante il parto/ Doppia tragedia all’ospedale Salesi di Ancona

- Paolo Vites

Scoprono che il feto che porta in grembo è ormai morto, poco dopo muore anche la madre durante l’operazione per il parto: aperta doppia inchiesta

Donna ricoverata in ospedale
Pixabay

Avrebbe dovuto essere il terzo parto per lei, ma non ce l’ha fatta. Insieme alla mamma è morto anche il feto che portava in grembo. Tragedia all’ospedale Salesi di Ancona per una famiglia di Loreto la scorsa notte tra sabato e domenica. Per adesso nessuna spiegazione medica, aperta una indagine della magistratura locale e un’altra interna dell’azienda ospedaliera per chiarire i motivi di quanto è successo. Quello che si conosce al momento è che la donna era ormai al termine della gravidanza, ma aveva dovuto ricorrere a un ricovero di emergenza. In questo modo si è scoperto che il feto che aveva in grembo era morto e poco dopo il ricovero è morta anche lei. Erano state avviate le procedure per il parto indotto pur sapendo che avrebbe partorito un feto morto, il suo cuore non batteva più, una procedura comunque ovviamente necessaria.

PROBLEMI DI DIABETE GESTIONALE

Ma la donna, 35 anni, di origine tunisina, ha perso conoscenza e non si è più ripresa nonostante i tentativi di rianimarla. «Un evento imprevedibile e inevitabile, accaduto all’improvviso senza che fosse possibile intervenire» è il commento del primario della clinica di ostetricia e ginecologia dell’ospedale pediatrico Salesi, il professor Andrea Ciavattini riporta il quotidiano Il Resto del Carlino. Sempre il quotidiano, la gravidanza sarebbe stata funestata da problemi vari, ad esempio un diabete gestazione. Abbiamo immediatamente provveduto a segnalare l’accaduto alla magistratura, chiedendo di intervenire proprio allo scopo di capire cosa possa essere accaduto. Noi stessi siamo rimasti colpiti dall’andamento delle cose, ripeto dall’imprevedibilità del peggioramento delle condizioni della paziente. Vogliamo vederci chiaro anche noi» ha detto ancora il professor Ciavattini.



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