“Mamme sexy si lamentano dei bulli”/ Preside Roma, lettera choc: “confusione di ruoli

- Davide Giancristofaro Alberti

“Mamme sexy che si lamentano dei bulli”. La preside di un istituto di Casal Palocco scrive una lettera contro i genitori: è polemica

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Scoppia la polemica dopo una lettera indirizzata dalla preside dell’istituto Tullia Zevi di Casal Palocco, in quel di Roma, ai genitori. Facendo un breve riassunto, la stessa direttrice scolastica ha puntato il dito contro il modo di vestire delle madri degli alunni della scuola, un po’ troppo succinto e dal cattivo esempio, a suo modo di vedere. Eugenia Rigano, prima di aprire il nuovo anno, ha voluto salutare la comunità scolastica così: “Le signore ‘agée’ che esordiscono cercando visibilità negli organi collegiali in minigonna e calze a rete – scrive la preside – perché si lamentano poi se le figlie, non proprio silfidi, vengono sbeffeggiate dai compagni di classe? I simpatici promotori di chat di classe – aggiunge – che appena costituito il gruppo cominciano ad azzannarsi tra loro con turpiloquio e minacce, perché si lamentano quando poi tra i figli si producono episodi di violenza e bullismo?”.

“MAMME SEXY CHE SI LAMENTANO DEI BULLI”: LETTERA POLEMICA DELLA PRESIDE

La preside punta il dito contro i genitori dei suoi alunni: “la grande confusione di ruoli, e incertezze da cui discendono inutili conflittualità…. Ma non bisognerebbe mai dimenticare che la scuola, come ci insegnano anche eminenti psicologi, è un dispositivo, come la caserma, il convento, o il carcere, che trae la propria efficacia da un sistema di regole”. Sulla pagina Facebook dei genitori degli alunni dello stesso istituto scolastico è scoppiata la polemica, con una mamma che scrive “E’ ora di cambiare pagina”, mentre un’altra posta: “sorvoliamo come lei ha sorvolato su di noi”. Pare che fra la preside e le mamme e i papà non ci sia mai stato un rapporto idilliaco, per dire un eufemismo, ed è stata anche la stessa direttrice a ricordarlo sempre nella famosa missiva della discordia: “decine di lettere minatorie, il taglio di tre copertoni, e una capillare attività diffamatoria”. La direttrice ha quindi concluso la lettera con la frase: “Molti nemici molto onore”.



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